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Roma- La Marina Militare al servizio del sociale e dell’ambientale. Le unità cacciamine  e idrografiche  della Marina Militare, grazie alle capacità di ricerca e localizzazione in mare di mine e di indagine e rilievo dei fondali marini, sono impiegate nella ricerca, localizzazione ed ispezione dei siti archeologici subacquei e dei relitti di interesse storico, in collaborazione con il Ministero dei Beni Archeologici Culturali e del Turismo (MIBACT) . Quest’anno, in occasione dei cento anni della 1ª Guerra Mondiale, il progetto è supportato anche dalla redazione di Lineablu e del TG1 Storia con lo scopo di ricordare e valorizzare le operazioni navali nelle acque italiane.

A bordo della nave idrografica Aretusa  un team di biologi dell’Università di Siena porterà avanti il progetto “Plastic Busters”, che ha come obiettivo lo studio degli addensamenti di plastiche in  mare.  Il compito dei biologi imbarcati è quello di realizzare una mappa delle macroplastiche e valutare la presenza di microplastiche, raccogliendo campioni di plancton in superficie e in profondità, per misurarne la contaminazione. I sistemi di ricerca di nave Aretusa hanno permesso inoltre di rilevare aree con possibile presenza di corallo profondo (coralli bianchi), importante indicatore dello stato ambientale del mare, sostenendo la ricerca dell’Ente Nazionale Energia e Ambiente (ENEA).

A bordo della nave idrografica Aretusa un team di biologi dell’Università di Siena porterà avanti il progetto “Plastic Busters”, che ha come obiettivo lo studio degli addensamenti di plastiche in  mare.
A bordo della nave idrografica Aretusa un team di biologi dell’Università di Siena porterà avanti il progetto “Plastic Busters”, che ha come obiettivo lo studio degli addensamenti di plastiche in  mare.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV ) si è avvalso della tecnologia della nave idrografica Galatea  per il monitoraggio delle due grandi aree vulcaniche europee del Monte Etna e dei Campi Flegrei-Vesuvio e con l’obiettivo di mitigare il rischio vulcanico in questi territori densamente popolati.

La Marina Militare, da sempre attenta alla tutela ambientale e alle situazioni di disagio sociale e di bisogno, collabora con Associazioni e Fondazioni per la realizzazione di progetti con finalità sociale. Tra questi il progetto “delfini guardiani” insieme all’Associazione Marevivo  con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani a nei confronti delle problematiche ambientali e nella salvaguardia del proprio territorio. L’attività è svolta a bordo delle navi scuola a vela della Marina Militare  nel corso delle campagne addestrative.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si è avvalso della tecnologia della nave idrografica Galatea per il monitoraggio delle due grandi aree vulcaniche europee del Monte Etna e dei Campi Flegrei-Vesuvio e con l’obiettivo di mitigare il rischio vulcanico in questi territori densamente popolati.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si è avvalso della tecnologia della nave idrografica Galatea per il monitoraggio delle due grandi aree vulcaniche europee del Monte Etna e dei Campi Flegrei-Vesuvio e con l’obiettivo di mitigare il rischio vulcanico in questi territori densamente popolati.

Inoltre Il 25 luglio 2014, nell’insenatura del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”, circa venticinque subacquei diversamente abili si immergeranno insieme con gli operatori dei reparti subacquei della Marina Militare, nell’ottavo stage di immersioni intitolato “Insieme in immersione…a Porto Venere”. Quest’anno l’ormai tradizionale manifestazione, alla sua ottava edizione, vedrà costituirsi quattro diversi team d’immersione che si cimenteranno in un percorso subacqueo che li guiderà alla scoperta di oggetti non comuni, quali un elicottero ed un’automobile perfettamente bonificati da materiali inquinanti ed usati normalmente nelle attività addestrative del Gruppo Operativo Subacquei, o li sottoporrà ad alcune delle prove di agilità che si svolgono a Comsubin durante le immersioni formative della Scuola Sub.

L’attività coordinata dal personale dei reparti subacquei della Marina Militare è organizzata a favore dei subacquei diversamente abili appartenenti alla Società HSA Italia (Handicapped Scuba Association International) ed al Gruppo Sub Ospedale della Spezia,  che da anni lavorano affinché la subacquea sia alla portata di tutti, in maniera tale che ognuno possa viverla in sicurezza in relazione alla propria fisicità e autonomia.

La collaborazione si inquadra nell’ambito del programma addestrativo del Comando Subacquei ed Incursori e delle iniziative promosse dal comune di Portovenere per la nomina del paese delle Grazie quale “Città dei Palombari”, testimoniando il profondo legame che unisce la Marina Militare e le istituzioni locali.

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La Marina Militare ha aderito al – Programma Operativo Nazionale (Pon)  Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) “Sicurezza per lo Sviluppo” – Obiettivo Convergenza 2007-2013. Tra i vari obiettivi operativi del programma c’è il progetto Port and Coastal Survey (PaCS), il quale ha lo scopo di garantire il libero e sicuro utilizzo delle vie di comunicazione. In tale ambito, la sicurezza delle aree portuali e costiere riveste un’importanza prioritaria, essendo l’economia italiana fortemente dipendente dal traffico marittimo. Il risultato contribuirà alla tutela dell’ambiente marino e aiuterà il contrasto alle attività illecite di smaltimento dei rifiuti, in particolare quelli di elevata pericolosità che sono sempre più oggetto di rilascio in discariche abusive in mare.

Il progetto “delfini guardiani” insieme all’Associazione Marevivo ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani a nei confronti delle problematiche ambientali e nella salvaguardia del proprio territorio.
Il progetto “delfini guardiani” insieme all’Associazione Marevivo ha l’obiettivo di sensibilizzare i giovani a nei confronti delle problematiche ambientali e nella salvaguardia del proprio territorio.

Da oltre 20 anni la Marina Militare contribuisce alla lotta agli incendi boschivi sul territorio nazionale con  3 elicotteri AB-212  pronti ad intervenire dalle basi aeree di Luni (La Spezia), Grottaglie (Taranto) e Fontanarossa (Catania), sotto il coordinamento della Centrale Operativa Aerea Unificata della Protezione Civile. Dal 2009 con un accordo siglato tra Ministero della Difesa e la Protezione Civile, la Marina Militare rende disponibile l’impiego di alcuni nostri piloti abilitati alla condotta di aeromobili civili specifici per la lotta agli incendi, come l’elicottero tipo S 64F della flotta aerea dello Stato, contribuendo alla salvaguardia del patrimonio boschivo e della collettività.

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