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Sydney, Australia- Clamoroso. Team Australia, il challenge of record, si ritira dalla 35th America’s Cup. L’annuncio, dato oggi dalla famiglia Oatley e dall’Hamilton Island Yacht Club, appare tanto più inaspettato dato che proprio Team Australia, di cui è direttore generale Iain Murray,  aveva elaborato in otto lunghi mesi di trattative il Protocollo per la prossima Coppa del 2017.

Il motivo? Dalle dichiarazioni di Bob Oatley, il magnate australiano di vini e resort turistici a capo del sindacato, appare chiaro che, nonostante le dichiarazioni di intenti di Oracle, la voce costi sia lievitata.

Bob Oatley con il figlio Sandy a Sydney
Bob Oatley con il figlio Sandy a Sydney

“La sfida è stata iniziata con la visione di negoziare un formato per la 35th America’s Cup che fosse sostenibile e che ponesse l’enfasi di nuovo sulle capacità veliche”, ha dichiarato Bob Oatley, “Ultimamente la nostra stima dei costi per competere è andata ben oltre le nostre attese iniziali e la nostra abilità di fare investimenti e altri supporti commerciali. Siamo davvero dispiaciuti che questo team di emergenti giovali velisti australiani (lo skipper era stato identificato in Mathew Belcher, oro olimpico di 470, Ndr) non possa competere per la Coppa”.

Russell Coutts, CEO di Oracle Team USDA,  si è detto “assai dispiaciuto della notizia, Eravamo molto eccitati dal fatto di avere una sfida australiana e dal fatto che stavamo pianificando di svolgere anche degli eventi delle AC World Series in Australia. Ora il nostro focus è di andare avanti con i team che hanno già presentato la loro sfida e con quelli che lo faranno entro l’8 agosto”.

La situazione degli altri sfidanti, a parte Luna Rossa Challenge e Artemis che a questo punto sono gli unici ad aver inviato la loro sfida nei termini del Protocollo (l’entry period scade l’8 agosto), appare quanto mai confusa e proprio la mancanza di una sede certa appare il problema maggiore per chi deve necessariamente trovare sponsor commerciali per sostenere la sfida, quindi chiunque a parte Oracle, Artemis che fanno capo a tycoon privati e in parte Luna Rossa, che si avvale della partnership con Prada da parte di Patrizio Bertelli.

Nel recente meeting di Los Angeles tra i potenziali sfidanti, erano infatti emerse insoddisfazioni per le due sedi finaliste nella selezione, San Diego e Bermuda. Lo stesso Ben Ainsle Racing avrebbe seri problemi in questo senso, potendo al momento contare solo su 30 milioni di euro del budget previsto. Proprio Ainslie ha dichiarato più volte che la difficoltà maggiore consiste proprio nel convincere potenziali sposnor su un eventoi che non si sa dove si svolgerà.

Caratteristiche proprie dell’America’s Cup che la gestione Oracle di Larry Ellison e Russell Coutts sta però ingigantendo, mettendo a rischio l’intera credibilità commerciale e sportiva dell’evento. Come si ricorderà, anche nella campagna per la Coppa 34 l’iniziale Challenger of Record, Mascalzone Latino, si ritirò una volta constatata l’insostenibilità economica del progetto.

Non è chiaro, a questo punto, chi subentrerà nel ruolo di challenger of record, se uno tra Luna Rossa Challenge o Artemis. Secondo prassi il ruolo dovrebbe spettare al secondo tra gli sfidanti in ordine cronologico.

Max Sirena, skipper di Luna Rossa, ha così commentato il ritiro di Team Australia: “La scorsa settimana tutti i team si sono incontrati a Los Angeles e la riunione è andata molto bene; si é trattato di un confronto costruttivo nel quale tutti hanno analizzato i diversi punti. La riunione si è svolta senza tensioni e quindi la recente decisione degli australiani ci ha colti di sorpresa. Comunque i nostri programmi non cambiano e andremo avanti come previsto; penso nei prossimi giorni avremo nuovamente un confronto con  gli altri team. E’ un peccato, ma alla fine nulla è cambiato: il nostro obiettivo rimane vincere la Coppa America.”

 

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