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Roma- Potrebbe essere il passo formale di rilancio della nautica e di tutta la sua filiera. È arrivata poche ore fa da Ucina, infatti, la conferma che nel decreto Sblocca Italia il Governo equiparerà i “marina resort” alle strutture ricettive all’aria aperta. Una decisione che abbatterà l’IVA dall’attuale 22% al 10% per tutte quelle “strutture organizzate per la sosta e il pernottamento dei turisti all’interno delle proprie unità all’ormeggio”. È un passaggio cruciale perché, dopo mesi di battaglie politiche, per la prima volta alla nautica da diporto viene  riconosciuto l’aspetto turistico. Cosa impensabile fino a oggi, tanto che a luglio lo stesso Franceschini aveva eliminato dal decreto “Cultura e Turismo” la riduzione dell’IVA per i posti barca.

Dunque il Governo sembra allinearsi alle politiche locali di Regioni come Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia che già prima dell’estate avevano approvato testi per la riduzione dell’Imposta sul Valore Aggiunto. Ora, il suo inserimento all’interno del decreto Sblocca Italia apre finalmente una strada per l’applicazione dell’IVA turistica al 10%, per rendere più appetibile la sosta presso gli ormeggi in transito italiani. Secondo UCINA, la decisione governativa sarà utile “anche a far rientrare nelle nostre acque una parte delle 40.000 imbarcazioni fuggite all’estero per le politiche repressive del Governo Monti”.

Uno studio commissionato all’Osservatorio Nautico dimostra che il maggior gettito fiscale derivante dalla sosta di queste unità sarebbe in un vicino futuro fino a sei volte maggiore del costo dei minori introiti IVA determinati nell’immediato.

Tassa-di-stazionamento-sulle-barche

La norma approvata dal Governo, voluta dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi con la collaborazione del ministro con deleghe al Turismo Dario Franceschini, ha trovato posto in un provvedimento che giunge a fine stagione ed è valida per il solo 2014, in attesa di trovare con la Legge di Stabilità le risorse necessarie per renderla stabile, come tutto il comparto si augura in vista del prossimo Salone Nautico Internazionale di Genova.

“E’ comunque un importante punto fermo, che per la prima volta pone un principio fondamentale: la fine della sperequazione a danno delle strutture turistico nautiche” – spiega il presidente di UCINA Confindustria Nautica, Massimo Perotti, che si è fortemente battuto per ottenere questo risultato – “ora dobbiamo lavorare con il Parlamento, dove già la on. De Micheli e la senatrice Fabbri si sono spese per sostenere questa causa, al fine di rendere il provvedimento definitivo”.

Il turismo è una risorsa essenziale per l’economia del Paese, per questo vi si applica l’Iva ridotta al 10% per tutte le strutture ricettive, a prescindere dalla tipologia e dal livello dell’offerta. Finora accadeva con una sola eccezione: la sosta e il soggiorno dei diportisti a bordo delle imbarcazioni all’interno dei marina.

Questa differenza di trattamento ha danneggiato fortemente l’incoming turistico‐nautico e, più in generale, le economie costiere. La nautica vanta infatti il più alto moltiplicatore del reddito e dell’occupazione di tutto il cluster marittimo (settori della pesca e crocieristico inclusi), ma soprattutto dalle analisi dell’Osservatorio Nautico Nazionale emerge che la spesa sul territorio di un turista nautico ammonta mediamente a poco meno del doppio di quella effettuata da un turista che utilizza strutture sul territorio.

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