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Alicante, Spagna- A meno di un mese dalla partenza della Volvo Ocean Race, con tutti e sette i team arrivati nel Volvo Port di Alicante, il CEO Knut Frostad ha le idee chiare e una certezza… “La regata è assai aperta, come mai era successo in passato, e, credetemi, non ho la minima idea di chi la vincerà”. In effetti, i sette team da sette paesi diversi e con sette sponsor multisettoriali, garantiscono uno degli ingredienti fondamentali dello sport di successo, ovvero l’equilibrio e l’impredivibilità. Lo ha chiarito bene Frostad questa mattina, in una conference call con i media internazionali a cui ha preso parte anche Alberto Bolzan di Alvimedica, l’unico italiano imbarcato in questa edizione del giro del mondo a tappe per equipaggi professionisti.

A giudicare dall'espressione di Alberto Bolzan, al timone di Alvimedica, la Volvo Ocean Race... Foto Team Alvimedica OBR
A giudicare dall’espressione di Alberto Bolzan, su Team Alvimedica durante la Round Britain, la Volvo Ocean Race è davvero il massimo per chi ama la vela oceanica… Foto Team Alvimedica OBR

E non solo equilibrio, ma focus su tre elementi: continuità e visibilità per gli sponsor, fattore sportivo e gran risalto al lato umano della più dura e competitiva regata oceanica che si conosca. “Siamo uno sport, noi siamo una sfida altissima e assai ardua dal punto di vista fisico”, sottolinea Frostad, “Noi dobbiamo essere uno sport, ogni singolo velista qui deve essere al massimo della forma ed essere in grado di lavorare in un team. Devi sapere come si lavora con le altre persone, 24 ore al giorno, la pressione sulle prestazioni qui è continua ed è davvero difficile capirlo da fuori. La regata è quindi una ricchissima esperienza umana, che questa volta vogliamo raccontare in tutti i dettagli, ancor più di quanto si sia fatto in precedenza”.

Il gran capo della Volvo Ocean Race, norvegese dal fascino vichingo, olimpico di Flying Dutchman, velista e poi skipper della Whitbread/Volvo prima di sedersi dall’altra parte della scrivania, non si sbilancia sul vincitore… “alcuni dicono che potrebbe essere Abu Dhabi di Ian Walker, ma davvero non è possibile fare previsioni visto che la scelta del One Design alla lunga ha convinto tutti dopo le perplessità iniziali e il fattore scelta delle vele e umano (conduzione) sarà determinante”. Lo fa, invece, sui contenuti di un’evento che, a differenza dell’attuale America’s Cup dove si ha a che fare con fortune private, è al cento per cento un evento per gli sponsor.

Il CEO della Volvo OR Knut Frostad dà iol benvenuto ad Alicante a Team Vestas. Foto Sànchez
Il CEO della Volvo OR Knut Frostad dà iol benvenuto ad Alicante a Team Vestas. Foto Sànchez

“E’ un momento speciale per noi, gli ultimi due anni, iniziati con il picco in basso della crisi nel 2012, sono stati un’enorme montagna da scalare ma ora possiamo parlare di successo”, continua Frostad, “Il concetto del One Design che presentammo a Lorient nel giugno 2012 non era facile da capire e il primo anno è stato difficile, ma ora siamo estremamente soddisfatti con i sette team (nell’edizione del 2011-2012 furono sei, Ndr) e con la grande varietà di sponsor e paesi rappresentati, il che è vitale per un evento globale come il nostro. Si tratta di team molto forti, c’è molta personalità in ognuno di essi. Abbiamo team poderosi come l’Abu Dhabi Ocean Racing o l’olandese Team Brunel, un team Alvimedica che è turco-americano con un profumo italiano, un team femminile (Team SCA, Svezia) forte e ben preparato come mai si era visto prima”. A questi aggiungiamo gli spagnoli, tecnicamente fortissimi con lo skipper Iker Martinez in grado di saltare da un Nacra 17 olimpico a un VO65 e ritorno, Team Dongfeng che ha portato molti velisti cinesi e un mercato enorme di cui tutti hanno bisogno, i neo arrivati di Team Vestas (Danimarca) guidati da un altro veterano di successo come Chris Nicholson.

Abu Dhabi Ocean Racing, skipper Ian Walker, secondo alcuni potrebbe essere il favorito della VOR. Foto Tomlinson
Abu Dhabi Ocean Racing, skipper Ian Walker, secondo alcuni potrebbe essere il favorito della VOR. Foto Tomlinson

“Si tratta di una regata meno anglosassone di quanto lo fosse in passato, quando tradizionalmente la vela anglosassone dominava”, osserva il CEO, “anche la mancanza del team neozelandese non credo sia un problema visto che i kiwi ci sono in abbondanza un po’ dovunque e vorrà dire che è arrivato il momento di farsi notare per altri paesi velici”. E tra questi c’è appunto l’Italia, che presente qui con Alberto Bolzan e l’italo argentino Maciel Cicchetti (su Team Vestas), aspira decisamente all’edizione del 2017. Riccardo Bonadeo, commodoro dello Yacht Club Costa Smeralda, ha ripetuto nei giorni scorsi che il progetto più importante è la partecipazione alla Volvo. Carlo Croce appoggia e invita a sinergie. Frostad dichiara, senza sbilanciarsi, che l’interesse concreto c’è e che il giro del mondo offre tutto l’appoggio necessario per riavere una barca italiana in regata.

E Bolzan? Non sta più nella pelle. Ricorda che “La Volvo era il mio sogno velico di bambino ed è, almeno da quanto ho visto sin’ora, proprio come me l’aspettavo. C’è molta energia qui ad Alicante. Sono pronto a partire e in famiglia mi appoggiano in toto perché sanno che era il sogno della mia vita. Credo che con Alvimedica possiamo far parte del gioco e dar fastidio alla parte alta della flotta. E’ una regata dove devi spingere duro, con lo One Design sei sempre molto vicino agli altri e solo l’equipaggio e la scelta delle vele faranno la differenza”. Concetti che ricalcano il “La regata è davvero aperta, come mai in passato” di Frostad.

Knut Frostad con il CEO di Team Alvimedica nei VOR headquarter di Alicante. Foto Greenfield
Knut Frostad con il CEO di Team Alvimedica nel cantiere Green Marine dove sono stati allestiti i Volvo Ocean 65 costruiti da Persico Marine, a Nembro, Multiplast, a Vannes, e Decision, in Svizzera. Foto Greenfield

Nella scorsa edizione all’iniziale dominio in termini di velocità di Telefonica si sostituì poi quello di Groupama, che Franck Cammas portò a migliorare le prestazioni in modo decisivo. Il One Design ha livellato in alto la flotta, che sarà sempre più vicina in termini assoluti, con sicuri vantaggi per lo spettacolo e il coinvolgimento dell’audience velica e non mondiale. Ricordiamo che la Volvo Ocean Race, con i suoi nove mesi e il globo come campo di gioco, è l’evento più lungo dell’intero calendario sportivo mondiale e conta su un’innovazione, l’On Boartd Reporter, unica, dove un giornalista-velista-reporter è a bordo con l’unico scopo di raccontare l’evento in diretta. E, come dice Frostad, “adesso è appunto arrivato per noi il momento di far innamorare l’audience internazionale con le nostre storie di uomini che sfidano il mare”.

La Volvo Ocean Race parte il 4 ottobre prossimo con l’Inport Race ad Alicante, l’11 ottobre partenza della prima tappa Alicante-Cape Town. FareVela sarà presente ad Alicante per i giorni della partenza.

www.volvooceanrace.com

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