SHARE

Punta Penna – Sette capodogli spiaggiati, tre deceduti di cui una con piccoli in grembo, gli altri salvati anche grazie all’intervento di tanti volontari e semplici cittadini. E’ questo il macabro bilancio dello spiaggiamento dei cetacei a Punta Penna, Abruzzo, solo uno degli ultimi tristi episodi che hanno come protagonisti questi sfortunati animali. Cosa sta succedendo al nostro mare? Quali sono le cause di questi disastri? A tutto c’è una spiegazione, ma sfortunatamente questa troppo spesso coincide con le condotte dell’uomo.

I capodogli spiaggiati a Punta Penna
I capodogli spiaggiati a Punta Penna

Le analisi sui resti dei poveri capodogli sono in corso, ma già diversi specialisti si sono pronunciati con ipotesi precise che sembrano allontanare con decisione le cause naturali e dirigersi verso quelle esterne dovute all’azione umana. Così Giuseppe Notarbartolo di Sciara, importante studioso del settore, che è intervenuto su Il Fatto Quotidiano: “Non mi sbilancio, ma il ritrovamento del gas nei vasi sanguigni dei cetacei lascia pochi dubbi sul fatto che il disorientamento sia stato provocato da cause umane. con ogni probabilità il gruppo ha compiuto una riemersione troppo rapida che ha fatto sì che i capidogli rimanessero intrappolati nei bassi fondali”. I capodogli hanno subito di conseguenza la tipica embolia che può capitare ai subacquei che non riemergono correttamente. Perché? Il gas nel sangue la dice lunga. I cetacei non l’hanno smaltito perché sono risaliti velocemente in superficie, spaventati da qualcosa a cui non erano abituati che li ha completamente disorientati.

Tutti gli indizi portano verso una pratica chiamata air gun. Secondo la dottoressa Maria Rita D’Orsogna, che si è occupata degli effetti nefasti della ricerca di petrolio, “L’airgun è una tecnica di ispezione dei fondali marini, per capire cosa contiene il sottosuolo. Praticamente ci sono degli spari fortissimi e continui, ogni 5 o dieci minuti, di aria compressa che mandano onde riflesse da cui estrarre dati sulla composizione del sottosuolo. Spesso, però, questi spari sono dannosi al pescato, perché possono causare lesioni ai pesci, e soprattutto la perdita dell’udito. Questo è molto grave perché molte specie ittiche dipendono dal senso dell’udito per orientarsi, per accoppiarsi e per trovare cibo. Già in provincia di Foggia ci sono stati degli spiaggiamenti che potrebbero essere dovuti a queste tecniche pericolose”.

Le indagini in corso stabiliranno se nella zona si stavano effettuando operazioni di air gun, o se invece la morte dei capodogli è da addebitare ad altra azione umana. In ogni caso la principale minaccia per questi meravigliosi esemplari resta solo una: l’uomo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here