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Santander, Spagna- Ragazzi nati per navigare. I campioni della vela olimpica visti a Santander sono la sintesi perfetta di cosa significa regatare in una barca a vela. E le caratteristiche dei migliori sono sempre le stesse, umiltà, determinazione, lavoro, concentrazione, fisico atletico e talento.

Peter Burling e Blair Tuke. Foto Sailing Energy
Peter Burling e Blair Tuke. Foto Sailing Energy

Vedere un giro di boa in 49er di Peter Burling e Blair Tuke, i kiwi che dall’Olimpiade faranno il saltro sul prossimo Team New Zealand in Coppa America, è una sintesi di equilibrio e perfezione. Il fatto che siano su un 49er non cambia molto, dato che i migliori sono bravi dovunque e il metodo per vincere è sempre lo stesso. In un atale classe di giocolieri i nostri ragazzi hanno alzato notevolmente il livello medio, con il contributo importante del tecnico Luca De Pedrini. In quattro sono arrivati in Gold, con Cherin-Tesei che hanno sfiorato la Medal.

L’intervista bilancio al DT della squadra nazionale Michele Marchesini:

E’ così che assistere a una poppa con 25 nodi di Giles Scott in Finn è una dimostrazione di potenza brutale, ed è stato bello vedere Michele Paoletti dare tutto nelle regate con vento più forte e arrivare in testa alla flotta in due prove della Finn Gold Cup. Era dai tempi di Luca Devoti che un italiano non ci riusciva. Poi la fatica enorme, quasi sovrumana per domare un Finn in quelle condizioni e tra tali superuomini… “bronzi di Riace” li ha definiti Alessandra Sensini…, ha chiesto il suo dazio e la qualificazione olimpica è sfuggita per 9 punti. Ma c’è ancora il 2015 per riprovarci.

Michele Paoletti in puggiata alla boa di bolina. Foto Deaves
Michele Paoletti in puggiata alla boa di bolina. Foto Deaves

Così come vedere è stato bello vedere la gioia di Martine Grael, figlia di Torben (la legenda da vela, cinque medaglie olimpiche, tattico di Luna Rossa, vincitore di Volvo Ocean Race, che se la gode da lontano, senza invadere il suo meritato spazio), esplodere sotto le migliaia di spettatori sulle tribune del campo Duna. FX scuffiato e via in acqua, dopo essersi giocata una Medal in match race contro le danesi. Tutto sul filo di quel continuo movimento alla ricerca della velocità che lo skiff olimpico esige, condannando i suoi domatori/domatrici a un eterno balletto che, visto in acqua dal vivo, diventa una sintesi perfetta tra equilibrio ed efficienza. E qui hanno ballato molto bene anche Giulia Conti e Francesca Clapcich, che si portano a casa un bronzo che le riporta sul podio, posto a cui devono e possono ambire per talento e impegno.

Quella stessa gioia, quasi incredula ma con molta sostanza, che si è vista negli occhi di Nicholas Heiner. Altro figlio d’arte. Suo padre, Roy Heiner, ha vinto una medaglia in Finn ed è stato tra i migliori in Soling e in oceano. Vincere un Mondiale Laser dopo una Medal Race, che porta un tal Robert Scheidt al quinto posto rimandando l’epica del decimo mondiale vinto, vale moltissimo e infatti il biondo olandese quasi non ci crede, sommerso dai giornalisti del suo paese. Bravi e belli i dutch, così come splendida era Marit Bouwmeester, anche lei olandese, oro nei Radial. Un volto grazioso su un fisico da dea, con due spalle possenti che certo non ne intaccano la femminilità. Nel singolo femminile crescono bene Silvia Zennaro e Joyce Floridia, sempre più vicine al top. Così come tra gli uomini Giovanni Coccoluto, Francesco Marrai e Alessio Spadoni dimostrano di essere cresciuti molto e di sapersi inserire, soprattutto quando incontrano le loro condizioni (vento leggero per Coccoluto, medio-forte per Marrai e Spadoni).

Marit Bouwmeester, campionessa del mondo Laser Radial. Foto Tognozzi
Marit Bouwmeester, campionessa del mondo Laser Radial. Foto Tognozzi

E il francese giramondo Billy Besson che da Tahiti è arrivato, tramite il Formula 18,  al Nacra olimpico. Se uno come Franck Cammas è costretto a inseguire vuol dire che il livello è davvero esagerato. E qui fanno la consueta grande prova Vittorio Bissaro e Silvia Sicouri, che mancano il podio ma regatano molto bene soprattutto con vento forte. Bisognerà crescere ancora in esperienza e in questo la figura del coach Gabriele Bruni potrebbe essere decisiva. Perché il cat olimpico misto ha messo in mare un livello stellare, con esperti pescecani dei due scafi come Santi Lange, Darren Bundock, Iker Martinez, gente che alle medaglie olimpiche ha già alternato Coppa America e grande oceano. L’esperienza dell’attimo decisivo, pian piano arriverà anche quella e, in questo senso, ci è piaciuta la risposta di Vittorio Bissaro, ragazzo educato e intelligente, che ha detto che la lezione andrà studiata e appresa, con la massima umiltà. Bravo Vittorio. Così come un bravo anche a Lorenzo Bressani e Giovanna Micol, che in un solo anno sono ormai vicinissimi alla Medal, e a Federica Salvà e Francesco Bianchi, capaci di vinmcere una prova e di ottenere buoni piazzamenti. Il Nacra italiano ha portato quattro equipaggi in Gold, comprendendo anche Francesco Porro e Caterina Banti, anche loro in crescita.

Besson-Riou. Foto Sailing Energy
Besson-Riou. Foto Sailing Energy

La Francia domina nel windsurf, con la Charline Picon e Julien Bontemps, e qui Flavia Tartaglini paga una partenza lenta che però viene dimenticata in fretta fino a risalire in sesta posizione. La romana è cresciuta moltissimo e la flotta ne ha il massimo rispetto. Per Rio 2016 ci sarà anche lei.

Nel 470 ancora fatichiamo e la qualifica dovrà essere conquistata nel 2015. Simon Sivitz Kosuta e Jas Farneti finiscono 19esimi ma restano nforse la carta migliore per andare a caccia di un piazzamento che soddisfi il CONI, che per Rio 2016 nella vela ha parlato chiaramente di volere qualità e non quantità. Tra le ragazze buoni progressi di Elena Berta e Giulia Paolillo ma il primo livello è ancora lontano. Vincono i soliti aussie, Mathew Belcher che, rimasto senza Team Australia in Coppa (ne sarebbe stato il timoniere), ritorna da dove aveva lasciato, ovvero dalla vittoria. Tra le donne l’oro va all’Austria, con Vadlau-Ogar che beffano le favoritissime kiwi Aleh-Powrie.

Un quadriennio di crescita esponenziale per la vela olimpica, dove volti nuovi si aggiungono ai campioni affermati in un ricambio che premia sempre e solo chi lavora con umiltà e dedizione. Se la “No excuse to loose” è vera in tutte le classi, nella vela olimpica assume aura di dogma e legge matematica. Per cui questa è la rotta che ha deciso di seguire anche il reparto tecnico della Federazione Italiana Vela, come ci spiega il DT Michele Marchesini nell’intervista di bilancio finale che trovare in questa news.

Il pubblico di Santander
Il pubblico di Santander

E’ stato splendido essere a Santander, città che si è aperta completamente alla vela affacciandosi al mar Cantabrico e invadendo con passione e curiosità le sue spiagge e i suoi moli, terrazze naturali su una delle più belle baie del mondo. E’ venuto il nuovo Re, Felipe VI, che questa vela frequentò come centrale del Soling di Fernando Leòn a Barcelona 1992, si è fatto vedere il Presidente del Governo Mariano Rajoy, anche lui con figlio velista. In migliaia hanno visto, tifato, fotografato e assistito allo spettacolo della vela, tra un pintxo e una cerveza, prima di tornare a casa soddisfatti con i bambini che chiedevano, “papà, yo tambièn quiero navegar…”.

 

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