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Alicante, Spagna- Alberto Bolzan ci farà sentire orgogliosi. I suoi occhi, alla vigilia della partenza della Volvo Ocean Race, trasmettono determinazione, impegno e umiltà, doti che i velisti-marinai del giro del mondo qui attorno possiedono tutti ad ampio spettro. Impossibile, altrimenti, affrontare una regata di 39.000 miglia, che si prolunga per nove mesi, nelle condizioni più diverse e dure che si possano immaginare, con l’obbligo di spingere al massimo su barche in potenza uguali per tutti. E Alberto Bolzan, tali doti, pare averle e la sua faccia un po’ dura ma gentile da marinaio friulano qui ad Alicante fa la sue bella figura.

La nostra intervista di oggi ad Alberto Bolzan, a bordo di Team Alvimedica:

Un po’ d’Italia su Team Alvimedica, il team turco-americano che di italiano ha molto visto che lo sponsor Alvimedica è partecipato in gran parte dall’azienda italiana omonima, ex CID Vascular. Certo, vista la potenzialità dei team qui presenti, nell’evento velico globale per eccellenza, non è molto, almeno in attesa di un team italiano, con la prossima edizione, quella del 2017-2018, che potrebbe essere quella buona. Allo YC Costa Smeralda, allo YC Italiano e all’Aniene pare ci stiano lavorando sul serio…

In realtà la tecnologia italiana qui c’è, con Persico Marine parte del pool che ha costruito le barche, Gottifredi&Maffioli per i cordami, Cariboni per i sistemi idraulici, Harken Italia per i winch e Stefano Beltrando per i controlli di qualità.

Alberto Bolzan su Alvimedica. Foto Gianluca Di Fazio
Alberto Bolzan su Alvimedica. Foto Gianluca Di Fazio

E Alberto Bolzan se ne sta in pozzetto, con l’idea che nei prossimi nove mesi passerà molte, ma molte ore con il timone di un Volvo Ocean 65 in mano, lanciato alla massima velocità possibile in ogni situazione. Dal Mediterraneo all’Equatore e poi il primo tuffo nel Southern Ocean fino a Cape Town. Poi la risalita dell’Indiano con ancora l’Equatore e il caldo di Abu Dhabi, sfiorando le zone dei pirati, la navigazione verso lo Stretto di Malacca e il suo traffico di navi e le zone poco cartografate del Mar Cinese fino a Sanya. Da lì ancora Equatore e giù fino in Nuova Zelanda, e poi tanto Southern Ocean fin laggiù, a quella roccia nera e aguzza chiamata Capo Horn prima del caldo accogliente del Brasile a Itajaì. Ancora Equatore fino a Newport, la patria dello yachting yankee e transatalantica di ritorno a Lisbona prima della conclusione in Nord Europa, a Goteborg, a casa del proprietario dell’evento.

“Il Southern Ocean? Non ci sono mai stato e non vedo l’ora”, dice Bolzan ma lo fa con rispetto, quello che ogni vero marinaio ha per il suo campo di gioco e di vita.

Alberto Bolzan. Foto Gianluca Di Fazio
Alberto Bolzan. Foto Gianluca Di Fazio

La conferenza stampa degli skipper

“I sette fantastici skipper qui accanto a me navigheranno su barche esattamente identiche”, ha detto il CEO Knut Frostad nella conferenza stampa di questa mattina nel Museo Volvo Ocean Race di Alicante, “ma oltre alla parte sportiva vogliamo avere un grande focus sul ruolo dell’onboard reporter, per raccontare in diretta autentiche storie umane e d’avventura da portare a un gran pubblico”. E il cambio di prospettiva si nota, in tutte le scelte di questo evento per sponsor e per il pubblico, così diverso da quella Coppa America che ormai vive delle possibilità di pochi tycoon. Si noterebbe, a dire il vero, perchè una volta in acqua si dà tutto per vincere.

 

I sette skipper insieme al CEO Knut Frostad nella conferenza stampa di oggi ad Alicante. Foto Ramos/Getty Images
I sette skipper insieme al CEO Knut Frostad nella conferenza stampa di oggi ad Alicante. Foto Ramos/Getty Images

Lo abbiamo notato già nella practice race di oggi, che abbiamo disputato a bordo di Team Vestas Wind di Chris Nicholson. Un team che ha nell’energia eolica il terreno d’azione del suo sponsor. Un binomio perfetto, come ci ha detto la Team Manager di Vestas Wind Mirella Amalia Vitale. E a bordo non si rispoarmiano. “Sì, le barche sono più solide rispetto alla precedente generazione dei Volvo 70, ma forse proprio per questo tireremo di più e alla fine il risultato sarà lo stesso, saremo sempre al limite”, ci ha detto Maciel Cicchetti, l’italo-argentino trimmer su Vestas.

Chris Nicholson, skipper di Team Vestas Wind, durante la Inport Race di oggi. Foto Tognozzi
Chris Nicholson, skipper di Team Vestas Wind, durante la Inport Race di oggi. Foto Tognozzi

Chi in conferenza stampa si è dichiarato più di tutti è stato Bouwe Bekking, il rude e carismatico skipper olandese di Team Brunel, veterano di sei edizioni del giro del mondo. “Sono tornato a fare la Volvo semplicemente perchè questa è la miglior esperienza che un velista possa avere. Il nostro obiettivo? Semplice, vincere questa regata e riportare i ragazzi sani e salvi a casa”.

Più diplomatico Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing, considerato un’altro dei favoriti della regata, che ha detto come “Il nostro obiettivo è anche quello di pruomuovere Abu Dhabi come destinazione turistica velica, ma siamo qui per far bene e il nostro obiettivo al momento è di arrivare tra i primi tre in ogni tappa, che è anche il modo migliore per vincerla”.

Chi lo farà davvero, chi succederà a Franck Cammas e Groupama in uno degli albi d’oro più ambiti dello sport? Impossibile dirlo a oggi, visto che anche a barche uguali i margini di sviluppo ci sono, come dicono praticamente tutti qui ad Alicante. Potrebbe farcela Iker Martinez, skipper di Mapfre che alterna incredibilmente una Volvo alla campagna olimpica in Nacra. Potrebbe vincerle entrambe, ma corre anche il rischio di restarne prigioniero, ecco perchè su Mapfre hanno ingaggiato il “Professore”, ovvero Michel Desjoyeaux, uno dei miti della vela oceanica francese. “Prendere Michel era uno dei pochi modi per riuscire a diventare competitivi in così poco tempo e siamo qui per crescere e certo lo faremo nel proseguio del giro”, ha detto lo skipper basco.

La gallery della Practice Race di Gianluca Di Fazio:

Domani alle 14, con diretta streaming visibile con il player qui sotto (diretta dalle 13:50):

Buona Volvo Ocean Race a tutti.

Tuoni e fulmini ieri sera su Alicante... una metafora dei prossimi mesi alla Volvo Ocean Race. Foto Di Fazio
Tuoni e fulmini ieri sera su Alicante… una metafora dei prossimi mesi alla Volvo Ocean Race. Foto Di Fazio

www.volvooceanrace.com

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