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Lampedusa- Il 3 ottobre, a Lampedusa, è stata posata una targa commemorativa sul peschereccio affondato un anno fa in cui persero la vita 368 migranti. La targa, costituita da una porta dello stesso peschereccio dipinta, è stata posizionata a 47 metri di profondità a poppa dell’imbarcazione da un team di palombari della Marina Militare supportati dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto e Guardia di Finanza.

L’opera nasce da un’idea del personale della Guardia Costiera di Lampedusa ed è stata realizzata da Monica Pizzo, rinomata artista di Mazara del Vallo, sul legno ricavato dai numerosi barconi giunti sull’isola . Il quadro rappresenta due mani che si stringono l’un l’altra e sul retro reca le firme dei superstiti e dei familiari delle vittime del tragico incidente.

La targa commemorativa a ricordo del naufragio dell'anno scorso in cui persero la vita 368 migranti
La targa commemorativa a ricordo del naufragio dell’anno scorso in cui persero la vita 368 migranti

Intanto, però, proseguono gli interventi in mare di Marina Militare e Guardia Costiera impegnate nell’operazione mare Nostrum. Negli ultimi due giorni sono stati infatti tratti in salvo nello Stretto di Sicilia oltre 2.000 migranti. In particolare la nave anfibia San Giusto  ha recuperato 403 migranti. Sale così a 1.238 il conto delle persone salvate negli ultimi giorni dalla nave. Invece a bordo della corvetta Sfinge sono stati ospitati 543 migranti.

La nave Dattilo delle Capitanerie di Porto ha soccorso un barcone con 185 migranti, tra loro 29 donne e 63 minori. Sono state soccorse così altre 807 persone negli ultimi due giorni.

La Marina Militare intercetta una nave madre. In tutto saranno 16 gli scafisti arrestati nella notte fra l'1 e il 2 ottobre
La Marina Militare intercetta una nave madre. In tutto saranno 16 gli scafisti arrestati nella notte fra l’1 e il 2 ottobre

Contestualmente il pattugliatore Borsini e la fregata Maestrale, in stretto coordinamento con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catania – hanno intercettato e sequestrato due “navi maggiori” dedite al traffico di esseri umani, salvando la vita a centinaia di migranti. Arrestati i 16 scafisti, tutti di nazionalità egiziana. Il contrasto alle organizzazioni criminali che lucrano sulla vita dei migranti ha consentito fino a oggi di assicurare alla giustizia oltre 300 scafisti e 6 “navi madre” utilizzate per l’illecito traffico, mentre sale a 144.000 il numero di uomini, donne e bambini tratti in salvo nelle acque del Mediterraneo Centrale.

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