SHARE

Guarda qui la diretta streaming della partenza della Leg 1, dalle 13:50:

Alicante, Spagna- Sarà anche diventato un evento corporate, come nota forse con poca analisi qualche collega, ma la Volvo Ocean Race dell’era One Design promette molto. Piace. Coinvolge migliaia di persone, che nei giorni scorsi e anche oggi hanno invaso il Race Village qui ad Alicante. La vela cambia, come tutto, e il giro del mondo a tappe per equipaggi professionisti sta riuscendo a modificare la prospettiva (vendere il prodotto vela/avventura/storie umane al più vasto pubblico possibile) senza perdere la base di appassionati (quelli che considerano la Volvo Ocean Race come la più dura e appassionante regata oceanica). Per farlo, occorrono appunto degli sponsor e tali aziende hanno bisogno, così come la casa madre Volvo (che ricordiamo è proprietaria dell’evento), di coinvolgere un pubblico, qui e nei mercati sparsi in tutto il mondo, raggiungibili fisicamente con gli stopover e virtualmente con un massiccio programma media.

Folla al Race Village. Foto Gianluca Di Fazio
Folla al Race Village. Foto Gianluca Di Fazio
Lo skipper di Abu Dhabi Ian Walker con le due figlie alla vigilia della partenza. Foto Tognozzi
Lo skipper di Abu Dhabi Ian Walker con le due figlie alla vigilia della partenza. Foto Tognozzi

Poi, però, in oceano bisogna andarci per davvero. Questo non è un reality, o meglio lo è nel vero senso della parola, in quanto tutto ciò che vedremo nei prossimi nove mesi è trementamente autentico. Tutto. Dal velista che abbraccia i figli salutandoli in banchina agli occhi dei sette skipper che si studiano in conferenza stampa consapevoli che si, siamo tutti amici ma c’è anche una regata da vincere e, per farlo, come ha detto lo skipper di Mapfre Iker Martinez “si tratta di andare là fuori in oceano e di navigare più veloci degli altri”.

La nostra intervista a Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing:

Gli fa eco Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing, una delle barche favorite, che certo pensa in modo particolare all’esordio in regata, visto che tre anni fa incappò in un clamoroso disalberamento nella prima notte di regata: “Starà a noi giudicare quanto spingere le barche, adesso sono più solide e più sicure ma le barche possono sempre rompersi. Non sarà facile uscire da qui domani, la previsione in Mediterraneo è di vento leggero. Certo, ripensando alla scorsa edizione ho imparato che magari devi controllare due volte tutto quanto, una non basta. Dobbiamo essere tutti coscienti di aver verificato tutto al massimo delle nostre possibilità e il fatto che questo vale allo stesso modo per tutti, certo aiuta. Questi nuovi VO65 sono più solidi, soprattutto grazie al maggior bordo libero e al lift della chiglia basculante che li solleva un po’ rendendole meno succubi delle onde, sono anche un po’ più asciutte di quanto fossero i Volvo 70, quando tonnellate d’acqua spazzavano la coperta”.

Molti i media internazionali presenti alla conferenza stampa degli skipper di oggi
Molti i media internazionali presenti alla conferenza stampa degli skipper di oggi

D’altra parte è la Volvo Ocean Race. “Se vuoi stare comodo e tranquillo, non fai la Volvo Ocean Race ma te ne stai a casa”, dice Iker Martinez. Sam Davies, la responsabile dell’equipaggio sul team femminile Team SCA, avverte che “I ragazzi là fuori sono davvero forti e dovremo navigare molto ma molto bene se vogliamo avere una chance di batterli”:

Proprio Team SCA, che ha vinto la battaglia del budget, ha invaso con i suoi colori brandizzati blu e rosa Alicante. Legioni di invitati e dirigenti della multinazionale svedese di prodotti femminili e per l’igiene, un impero economico che ha in Italia il suo sesto mercato mondiale, percorrono in lungo e in largo le banchine. Le regazze del team, tredici più la Onboard Reporter (12 saranno a bordo per la prima tappa), sono una delle storie migliori della regata, tanto che le riviste femminili sono presenti in massa qui ad Alicante. Così piace la storia industriale di Team Vestas Wind, produttore di pale eoliche con molti progetti anche nel sociale nel Terzo Mondo, ed è difficile immaginare un abbinamento migliore per uno sponsor che in “race the wind” uno dei suoi slogan.

A proposito di marketing (ben fatto): Wake me up – Team SCA Cover

La vela esce, quindi, dagli yacht club e arriva nelle banchine di città affollate. Con le storie autentiche di uomini e donne che sfidano i mari, in equilibrio tra avventure di ogni tipo e un’ardua sfida sportiva, vuole provare a coinvolgere il pubblico che gli sponsor vogliono raggiungere. E da qui le attrazioni, i Sup RRD, gli Optimist dei club da Valencia a Murcia riunitisi qui, il Kung Fu cinese allo stand di Team Dongfeng, l’ospitality a vari livelli, i simpatici brasiliani di Itajaì che promuovono la loro sede. Ci sarebbe molto da imparare per la vela italiana e solo la Trieste della Barcolana in festa in questi giorni pare al momento in grado di capire il messaggio.

Da sinistra: Chrius Nicholson (Vestas), Charles Chaudrelier (Team Dongfeng), Iker Martinez (Mapfre), Sam Davies (Team SCA), Ian Walker (ADOR), Charlie Enright (Team Alvimedica), assente Bouwe Bekking, che aveva appena lasciato la sala
Da sinistra: Chrius Nicholson (Vestas), Charles Chaudrelier (Team Dongfeng), Iker Martinez (Mapfre), Sam Davies (Team SCA), Ian Walker (ADOR), Charlie Enright (Team Alvimedica), assente Bouwe Bekking, che aveva appena lasciato la sala

Da quello che stiamo vedendo e ascoltando, dai bambini che tempestano di domande le maestre nel Museo Volvo Ocean Race o alle famiglie a passeggio che ammirano questi marinai che “daran la vuelta al mundo“, funzionerà. E sarà, permetteteci, un bene per tutto il nostro movimento. Dalle sei aziende del Made in Italy di qualità che orgogliosamente fanno parte dei fornitori Volvo Ocean Race, ai giovani velisti che sognano un giorno di regatare su una di queste barche. Sam Davies ha raccontato di aver avuto il poster di Florence Arthaud vincitrice alla Route du Rhum appeso nella sua cameretta. Alberto Bolzan ha dichiarato che la Volvo Ocean Race era il suo sogno di bambino. Iker Martinez confessa di aver concluso la scorsa edizione “completamente esausto” e di avere imparato molto dalla seconda parte dello scorso giro quando una vittoria che sembrava ormai vicina si concretizzò in un quarto posto.

L’intervista a Iker Martinez, skipper di Mapfre:

“Qui si tratta di lavorare come un team, in gruppo”, ci dice lo skipper basco, “Bisogna dare il meglio e imparare dall’esperienza passata, un po’ come una squadra di calcio che usa al meglio le caratteristiche dei propri giocatori. Com Michel Desjoyeaux, per esempio, all’inizio non è stato facile, poi siamo migliorati e ora ci capiamo molto meglio. Dobbiamo usare al meglio il tempo a nostra disposizione”.

Il vice presidente Volvo Alain Essen
Il vice presidente Volvo Alain Vissier durante l’incontro di oggi con i media italiani

Cos’è quindi la Volvo Ocean Race per l’azienda che ne detiene la proprietà e che al cento per cento è controllata da un gruppo cinese ma con management tornato a essere in gran parte svedese? Ce lo spiega Alain Vissier, senior vice president marketing and customer, praticamente il numero due del colosso Volvo. “La Volvo Ocean Race è per noi completamente rivolta alla natura e alle persone, due valori importanti per il nostro mondo e per i nostri clienti, e che i team e gli uomini della regata rappresentano perfettamente. C’è poi l’aspetto della sicurezza, fondamentale in questa regata che affronta le più dure condizioni immaginabili e che si coniuga con la massima ricerca della sicurezza che abbiamo in Volvo, che ci permette di essere la marca automobilistica con il minor numero di incidenti in percentuale alle auto circolanti”.

Un enorme evento corporate, quindi, di dimensioni globali, dove la comunicazione e il marketing si sposano con un avvincente avvenimento sportivo che gira il mondo in nove mesi. Il mix promette bene.

Un evento tutto da seguire e FareVela lo farà tutti i giorni online e mensilmente sulla rivista. Sulla home page del sito trovate l’aggiornamento in tempo reale dei ranking di tappa, i video e le foto migliori. Ogni giorno l’analisi della situazione e le migliori storie dagli oceani.

I sette team

Team Alvimedica [USA/TUR]: skipper Charlie Enright [USA], crew from United States of America, Australia, France, Italia (Alberto Bolzan), New Zealand.

Team SCA [SWE]: person in charge Samantha Davies [UK], 100% female crew from the United Kingdom, United States of America, Australia and The Netherlands.

Dongfeng Race team [CHN]: skipper Charles Caudrelier [FRA], crew from China, France and Sweden.

Abu Dhabi Ocean Racing [UAE]: skipper Ian Walker [UK], crew from New Zealand, Ireland, UAE, Australia, Spain.

Team Vestas Wind [DEN]: skipper Chris Nicholson [AUS], crew from Australia, New Zealand, Denmark, Argentina, the Netherlands.

Team Brunel [NED]: skipper Bouwe Bekking [NED], crew from the Netherlands, Lithuania, France, Belgium, Spain, Australia, Denmark.

MAPFRE [ESP]: skipper Iker Martinez [ESP], crew from Spain, France, Brazil, the United Kingdom.

La rotta della Volvo Ocean Race
La rotta della Volvo Ocean Race
Il percorso della partenza prima di lasciare Alicante per Cape Town, 6,487 miglia, tra i 23 e i 25 giorni di mare
Il percorso della partenza prima di lasciare Alicante per Cape Town, 6,487 miglia, tra i 23 e i 25 giorni di mare

Domani alle 14 parte la prima tappa, la Alicante-Cape Town di 6.487 miglia. Una delle tappe più dure e imprevedibili. 23-24 giorni di mare (con cibo imbarcato per 26), che hanno nell’uscita da Gibilterra e nella discesa nell’Aliseo, con il difficile passaggio dei dolldrum e il successivo aggiramento dell’Anticiclone di Sant’Elena, diversi punti critici, prima della volata finale nei Quaranta Ruggenti verso la Table Mountain.

I sette VO65 alle 19 di oggi in banchina ad Alicante. Barche ormai pronte, domani alle 14 si parte
I sette VO65 alle 19 di oggi in banchina ad Alicante. Barche ormai pronte, domani alle 14 si parte
DFGVor2014ALC-5385
Alberto Bolzan saluta i media italiani. Foto Di Fazio

DFGVor2014ALC-5379 DFGVor2014ALC-5371 DFGVor2014ALC-5367

La Leg 1 in dettaglio, raccontata dal meteorologo della Volvo Ocean Race, Gonzalo Infante

Anche le ultime due edizioni della regata sono partite da Alicante, ma le condizioni sono state molto diverse, come spesso accade in Mediterraneo. Il clima autunnale nella zona del Levante, ossia da Valencia a Murcia, è molto variabile poiché se l’aria può essere fresca, il mare è ancora caldo e dunque la probabilità di formazione di basse pressioni ed eventualmente di tempeste, è notevole. Con queste condizioni il mare è molto corto e formato e sottopone uomini e barche a un forte stress.

Il mare di Alboran, da Palos a Gibilterra, è un tunnel naturale per il vento che si incanala fra le catene montuose di Spagna e Marocco ed è interessato da forti correnti dovute allo scambio d’acqua fra Atlantico e Mediterraneo. Da Alicante a Palos, quindi le scelte tattiche sono molto importanti visto che si tratta di una navigazione sotto costa. Generalmente in autunno il vento predominante è da est ma in caso di venti occidentali l’uscita da Gibilterra è di bolina.

Anche l’attraversamento dello stretto è un momento difficile, le condizioni in questo punto di transizione possono essere di vento molto leggero o molto forte, in questo caso, le cose sono complicate dal moto ondoso e dal traffico marittimo. Ma se l’aria è leggera, può addirittura accadere di andare in retromarcia…

Una volta usciti da Gibilterra i team devono prendere scelte basate sul lungo periodo: puntare verso ovest o verso sud per raggiungere il waypoint di Fernando de Noronha. Si tratta di una prima opzione molto importante e che deve tenere conto della presenza o meno degli alisei. Una rotta ovest può essere migliore, perhcè una volta negli alisei si può strambare e godere di angoli più veloci alle andature portanti per passare le Canarie e Capo Verde.

Dopo gli alisei, la flotta deve affrontare le calme equatoriali, i cosiddetti Doldrums che rappresentano la quintessenza della versatilità della meteorologi. Se si sceglie di attraversali più a est, più ampi saranno gli angoli al vento. E, una volta superate le calme, gli equipaggi si ritrovano un un flusso di aliseo.

Dopo il passaggio di Fernando de Noronha, che va lasciato a sinistra, si entra nell’Atlantico meridionale dove, ancora una volta, i team dovranno prendere una decisione a lungo termine: decidere come raggiungere Città del Capo. Si può infatti fare rotta diretta verso il Sudafrica attraversando l’alta pressione di Sant’Elena oppure cercare di evitarla. “Accerchiare” l’alta normalmente è l’opzione più veloce, ma qualcuno potrebbe tentare di prendere una scorciatoia attraversandola. Le ultime 500 miglia verso Città del Capo sono di solito abbastanza ventose, data la vicinanza della capitale sudafricana all’Oceano meridionale. Si tratta, quindi di una tappa storica per il giro del mondo a vela, ma che può sempre riservare delle sorprese.

 

La gallery di Gianluca Di Fazio:

www.volvooceanrace.com

2 COMMENTS

  1. ho avuto la fortuna di essere ad Alicante il weekend scorso e l’atmosfera che si respire al villaggio e’ pazzesca; rispetto a quella che c’era a San Francisco per l’America’s Cup e’ di gran lunga un evento che coinvolge tutti e che entusiasma;un piacere vedere anche cosi’ tanti bambini incuriositi e poter parlare con equipaggi e skipper in tutta tranquillita’; devo dire che hanno fatto tutto decisamente bene!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here