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Nel corso dei prossimi 9 mesi, B&G seguirà le vittorie, le sfide e i successi dei team della Volvo Ocean Race. Sarà un viaggio lungo più di 38,000 miglia; il nostro scopo è fornirvi i dati più aggiornati sull’analisi della regata, accompagnandovi in un’avventura senza eguali.

In qualità di fornitore ufficiale della regata, B&G ha fatto squadra con il noto giornalista e autore Mark Chisnell per fornirvi una serie di esclusivi blog post settimanali, offrendovi così approfondimenti e analisi delle tattiche e dei risultati della competizione e garantendovi un accesso preferenziale alle informazioni.

A partire da questa settimana, con una preview della prima tappa della Volvo Ocean Race 2014-15, Mark Chisnell, ex Navigatore della Coppa America, giornalista di vela, esperto di elettronica nautica e autore, fornirà ogni settimana a B&G esclusive analisi tecniche approfondite dell’azione di gara. Nel corso dell’edizione della Volvo Ocean Race 2007-08, Mark scrisse i quotidiani report ‘1000 Zulu’ per Volvo e ora B&G riprenderà questa visione unica e davvero completa per l’attuale edizione della regata.

www.bandgvor.com

Sfide e Opportunità

La prima In-Port Race si è conclusa, ad aggiudicarsela è stato il Team Alvimedica – ma la vera gara deve ancora iniziare. Dopotutto la Volvo Ocean Race è una regata intorno al mondo e questo viaggio inizia Sabato – Prima Tappa, da Alicante a Cape Town. L’abbiamo attesa a lungo, ma ora ci siamo.

Seguiremo il meteo, le mosse e le contro-mosse, le grandi e piccole imprese, tutto qui sul sito di B&G, con un report settimanale che sarà postato ogni giovedì. E alla fine di ogni tappa, B&G metterà in palio un premio per il miglior navigatore, sulla base dei seguenti criteri:

“Il Premio B&G Volvo Ocean Race Navigator andrà al navigatore che, secondo la valutazione della giuria, avrà usato le informazioni metereologiche, oceanografiche e geografiche nel modo più efficace possibile, così da distanziare la maggior parte della flotta.”

In palio $1.000 per ogni tappa, più ulteriori $5.000 per il premio complessivo alla fine della regata – il denaro e la gloria andranno ai navigatori che useranno al meglio la propria competenza a favore dei propri compagni di squadra. Guiderò la giuria e ogni settimana vi fornirò un’analisi delle strategie che sono state messe in atto – o di quelle correnti – che potrebbero aggiudicarsi il premio in denaro…

Scriverò per i velisti, per chi sa distinguere la sinistra dalla parte a dritta, una virata da una strambata. Vi sarà anche utile sapere cosa differenzia un sistema di bassa pressione da uno di alta, ma non preoccupatevi… in caso non lo sapeste, c’è sempre Wikipedia.

E allora, aspettiamo con ansia la Prima Tappa. Dove si nascondono alcune delle sfide e delle opportunità per i nostri sette navigatori?

La partenza della Inport Race
La partenza della Inport Race

Effetti dell’Alta Pressione

Siamo all’equinozio d’autunno e le condizioni metereologiche sono instabili, ma a quanto pare i primi giorni di gara saranno dominati da alta pressione sopra la Spagna. Questo significa che il Mediterraneo manterrà la sua reputazione di mare poco mosso e complicato, con possibilità quindi per alcuni di rimanere bloccati, incassando così una pesante sconfitta. Oppure sarà possibile trarre vantaggio da questa condizione e ottenere un grande risultato. La rotta segue la costa, comprendere l’influenza della terra ferma sarà quindi cruciale.

Cattive Acque

Se il vento sarà scarso attraversare lo Stretto di Gibilterra si rivelerà decisamente difficile, questo tratto è infatti interessato da numerose correnti. Il canale è largo soltanto otto miglia nautiche, la flotta sarà quindi obbligata a confrontarsi ancora con gli effetti della terra ferma, magari scegliendo una rotta che potrebbe separare dalle altre imbarcazioni e offrire opportunità per superare questa fase con successo, altrimenti in questo punto un fallimento sarà inevitabile.

Horsing Around ovvero Perdere Tempo

Una volta che la flotta sarà nell’Atlantico Settentrionale, il successivo grande ostacolo sarà probabilmente costituito dall’Anticiclone delle Azzorre – una vasta area di alta pressione che prende il nome dall’arcipelago stesso. L’anticiclone determina l’orientamento degli alisei, la brezza da nord-est la cui intensità va da moderata a forte, che soffia dal Portogallo verso la costa occidentale dell’Africa. Se la provvidenza sarà dalla parte della flotta, le barche si dirigeranno fuori dal Mediterraneo e gli alisei soffieranno forti, spingendole verso i Doldrums. In caso contrario, le imbarcazioni si troveranno a combattere nelle cosiddette Horse Latitudes, ovvero la zona delle calme tropicali – aspettando una bava di vento.

Guerra Nuvola dopo Nuvola

I Doldrums, anche noti come zona di convergenza intertropicale o ITCZ, sono una regione caratterizzata da bassa pressione che circonda la terra all’incirca intorno all’equatore. Questo accade perché l’aria calda e umida si solleva; un fenomeno frequente nei tropici. Per rimpiazzare quest’aria che si alza, viene risucchiata un’aria più fredda proveniente dal sud e dal nord dell’ITCZ; questo aiuta la formazione degli alisei di nord-est dell’emisfero settentrionale e gli alisei di sud-est dell’emisfero meridionale.

Questo sarà il punto chiave della tappa, spesso qui si determinano infatti la vittoria e la sconfitta e i navigatori saranno concentrati ad attraversare i Doldrums in modo efficiente. Il trucco è scegliere il punto più stretto in cui attraversare – solitamente a ovest – ma anche scegliere una buona posizione per il passaggio di Fernando de Noronha, il punto di svolta per entrare nell’Atlantico Meridionale. Se si esce dai Doldrums troppo a ovest, ci si ritrova infatti controvento – risultando quindi lenti. L’esperienza dice che lo spot migliore è storicamente intorno a 27-28W, ma a seconda delle condizioni, qualsiasi valore tra 25W e 30W può comunque andare bene.

Mentre la macro strategia prevede di trovare il giusto punto per attraversare, la battaglia si combatterà anche a livello micro – nuvola dopo nuvola. Tutta quell’aria calda che si solleva, porta infatti temporali e burrasche. I navigatori dovranno interpretare le nubi nel modo corretto per permettere alla barca di procedere velocemente – una nuvola sbagliata può costare la tappa. O addirittura la regata.

Direzione Sud

L’Anticiclone delle Azzorre ha un gemello nell’Atlantico Meridionale, noto come L’Anticiclone di Sant’Elena, proprio superata l’isola. L’alta pressione implica vento leggero e questo blocca la rotta diretta verso Cape Town.

Dopo lo scoring gate di Fernando de Noronha, la flotta si troverà probabilmente a ovest del centro dell’anticiclone e i navigatori proveranno a loro modo a scendere da questo lato. È infatti spesso più veloce navigare verso sud, intorno al centro dell’anticiclone, cercando un sistema di bassa pressione per dirigersi a est.

Brividi e Freddo

Oceano Antartico – solo il nome fa venire i brividi. Tremende tempeste e depressioni vorticano da ovest a est intorno al globo terrestre, attraversano l’Antartide e a rallentarle c’è solo un’isola poco estesa.

La strategia nell’Oceano Meridionale è sempre quella di trovare un sistema di bassa pressione da cavalcare procedendo verso est. Le barche combattono con l’Anticiclone dell’Atlantico Meridionale, la grande chance è quindi essere i primi ad approfittare del sistema di bassa pressione. Questo accelererà l’imbarcazione spingendola verso est attraverso l’Atlantico Meridionale, portandola a volte direttamente a Table Bay.

Psicologicamente, è difficile dirigersi verso sud quando la rotta per Cape Town non è lontana in direzione est, ma più e più volte, questa tappa è stata vinta da imbarcazioni che si sono concentrate a navigare verso sud, trovando le grandi onde e le forti brezze provenienti da ovest (senza dimenticare il freddo) e dirigendosi così verso la meta. È una mossa che può valere la vittoria.

È tutto per ora, incrociamo le dita perché sabato sia una fantastica partenza. Appuntamento a giovedì prossimo per vedere come saranno andati questi primi giorni di gara.

(Mark Chisnell)

 

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