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Gibilterra- Ogni tre ore un nuovo leader, duelli bordo a bordo anche in Atlantico, virate simultanee di tutta la flotta, proprio come in una bolina di classe olimpica quando tutta la flotta vira in 10 gradi di scarso. Solo che qui l’arrivo è distante ancora 6.000 miglia, si chiama Cape Town ed è ben dopo l’Equatore. La Volvo Ocean Race mantiene le promesse agonistiche e, dopo tre giorni di navigazione, vede ancora tutti e sette i team racchiusi in un arco di 6 miglia.

In nottata era passato al comando Abu Dhabi di Ian Walker. Al rivevamento delle 8:56 CET di oggi in testa è tornato Team Brunel, che solo ieri sera era sesto. Appena 0,1 miglia di vantaggio su Alvimedica, su cui regata Alberto Bolzan, ma che pare avere più pressione nella sua posizione più occidentale e potrebbe passare ai prossimi rilevamenti. E in effetti al rilevamento successivo delle

Ian Walker al timone di Azzam all'alba di ieri
Ian Walker al timone di Azzam all’alba di ieri

Chiude la flotta Team Vestas, a 5,9 miglia, che ieri era invece primo. Insomma tutti hanno una chance, le ragazze di Team SCA resistono bene e, dopo essere usciti in testa dal Mediterraneo, sono ora posizionate più a est di tutti. Poca roba, comunque, visto che i sette VO65 sono disposti su un arco di 12 miglia nella discesa verso le Canarie e l’Aliseo.

Il video onboard da Team SCA nella seconda giornata di regata:

La parte agonistica della Volvo Ocean Race resta quindi lo spettacolo maggiore e c’è da scommettere che la flotta resterà vicina per gran parte della regata. Scelte estreme saranno possibili magari più avanti. Proprio come una grande regata olimpica, qui ci si gioca tutto tra velocità (che finalmente ha toccato i 20 nodi al lasco nella mattinata di oggi) e angoli.

Alvimedica naviga a vista con SCA. Foto Ross
Alvimedica naviga a vista con SCA. Foto Ross

E’ stata una nottata intensa per i 66 velisti impegnati nella prima tappa della Volvo Ocean Race, partita lo scorso sabato da Alicante verso Città del Capo. Durante le ore di buio il vento è aumentato fino a raggiungere e superare i 20 nodi di intensità. Anche le velocità sono aumentate, ma con scafi monotipo assolutamente identici i distacchi sono rimasti minimi.

L’arrivo di un fronte, poco dopo che la flotta aveva messo la prua verso sud, ha fatto aumentare ancora il vento fino a 30 nodi e più, con una pioggia intensa, e il mare corto e “cattivo” ha messo a dura prova la resistenza dei team, come raccontato da bordo di Team Alvimedica dall’Onboard reporter Amory Ross: “Non c’è stato assolutamente nulla di affascinante durante questa terza notte. Tutto quel parlare di uscire in oceano, e poi la sfida più grande è stata passare la notte indenni, Un fronte cattivo, aggressivo e non prevedibile ci ha lasciato a leccarci le ferite stamattina. 35 nodi di bolina, ecco questa è la Volvo per me, ha detto Dave Swete.”

Francisco Vignale su MAPFRE, che ha anche avuto un problema di blackout elettrico a peggiorare la situazione, ha raccontato così la nottata: “Delle raffiche a 30 nodi facevano saltare continuamente la barca e i ragazzi erano sballottati da una parte all’altra mentre cambiavano le vele, sgottavano l’acqua e facevano tutto il possibile per recuperare posizioni sugli avversari. Non abbiamo dormito per il terzo giorno consecutivo, adesso qualcuno si sta riposando. Sembra che ogni volta che il sole tramonta le condizioni peggiorano e si debba lavorare al massimo, consumando tutta l’energia disponibile. Da parte mia sono un po’ preoccuapto perchè non sono riuscito a preparare la cena e quindi i ragazzi hanno mangiato solo cereali e barrette.”

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