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Milano Marittima- Inizierà a giorni, negli stabilimenti del cantiere De Cesari di Milano Marittima, la costruzione del nuovo daysailer Parigi 30. A firmare il progetto è ancora l’architetto Alessandro Comuzzi, a cui si deve, tra gli altri, il disegno del D 950 di cui la neonata è la naturale evoluzione.

Il daysailer nasce da chiare esigenze: la volontà di utilizzo prevalentemente in singolo per uscite giornaliere e qualche regata di circolo e la necessità di un minimo riparo per potersi fermare una notte in barca. Questo si traduce in uno scafo con buona stabilità, fiocco antovirante, pulizia e ottimizzazione delle manovre per la sicurezza, un piccolo motore entrobordo diesel, un wc, un piccolo lavandino e 2 o 4 cuccette (utilizzando la dinette).

Il daysailer Parigi 30 di Alessandro Comuzzi
Il daysailer Parigi 30 di Alessandro Comuzzi

La barca inoltre rispetta delle dimensioni tali da poter essere inserita in un container da 40’ per garantire una semplice spedizione in tutto il mondo.

La costruzione è in tre strati di lamellare incrociato di mogano, con struttura in compensato marino e cedro.

La zavorra rappresenta più di un terzo del peso totale dell’imbarcazione. Il concetto non è comunque quello di una barca estrema, bensì, una barca sicura e veloce.

La costruzione di qualità consente di realizzare barche dal design contemporaneo utilizzando la costruzione del legno moderno, ovvero il savoir-faire dei maestri d’ascia italiani, e la tecnologia delle resine West System che permettono di ottenere un laminato tecnologico di legno dalle eccellenti caratteristiche meccaniche e durevole nel tempo.

Pur non essendo estremo, il Parigi 30 mostra linee aggressive e prue inverse
Pur non essendo estremo, il Parigi 30 mostra linee aggressive e prue inverse

La costruzione in legno moderno è utilizzata da più di 50 anni e gli scafi e le strutture sono sempre in eccellenti condizioni. Oggi, con le nuove resine epossidiche, la longevità è ulteriormente migliorata. Il fatto da considerare è che, in confronto alle imbarcazioni in vetroresina, la struttura non è del tipo “usa e getta”, ma destinata a durare nel tempo in quanto non c’è rischio di osmosi, delaminazione ecc. L’altro vantaggio è dato dalla rigidità, un aspetto essenziale nelle prestazioni della barca. Il legno lamellare e la resina epossidica permettono, infatti, di ottenere imbarcazioni più veloci grazie alla loro rigidità. La sua bassa densità, consente al laminato di essere un materiale leggero. A parità di flessibilità è più solido della vetroresina usata in barche di peso equivalente e più duraturo nel tempo.

Dati tecnici:
– Lunghezza scafo: 9,50 m
– Larghezza: 2,50 m
– Immersione: 2,20 m
– Dislocamento: 2.000 kg
– Sup. velica: 47,00 mq
– Motorizzazione: Lombardini SD 13 cv
– Progetto: Alessandro Comuzzi Architetto
– Cantiere: c.n. De Cesari

www.alessandrocomuzzi.com

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