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Valletta, Malta- Camminare sulle banchine del Royal Malta Yacht Club a Ta’xbiex o su quella della Camper & Nicholson Marina di Vittoriosa, che ospitano le 123 barche iscritte alla Rolex Middle Sea Race, è come una profonda immersione nello yachting di tutta Europa. Acque limpide, come quelle di Malta frequentatissime dai sub di tutto il mondo, in cui si scorge facilmente cosa accomuna i più di mille velisti arrivati nelle isole al centro del Mediterraneo per disputare queste 606 miglia intorno alla Sicilia. “Questa”, rispondono tutti all’unisono, “è la migliore rotta che si possa percorrere in regata al mondo, Scenari unici, a volte da trattenere il fiato, e una competizione sempre aperta”. Così ci hanno detto Flavio Favini, Lars Borgstrom, Roberto Passoni, Gabriele Olivo, solo alcuni dei molti velisti italiani (33 le barche con il tricolore a poppa) che sono scesi fin quaggiù per disputare la regata, che scatta alle 11 di sabato 18 ottobre dalla Grand Harbour di Malta, il porto naturale più protetto e scenofragico al mondo.

Il briefing di oggi al Royal Malta Yacht Club. Foto Arrigo
Il briefing di oggi al Royal Malta Yacht Club. Foto Arrigo

Ai potenti colpi di cannone della Salute Battery, sui bastioni della Valletta costruita dai Cavalieri di San Giovanni dopo la vittoriosa difesa dall’assedio dei turchi del 1565, tutta la flotta scatterà verso l’uscita dalla Baia, poi il breve percorso costiero prima di lasciare Malta verso Capo Passero. E poi, Siracusa ed Etna a sinistra, Stretto di Messina a prua, così come Stromboli e tutte le Eolie da lasciare ancora a sinistra, visto che stiamo girando in senso antiorario la Sicilia e le sue isole minori. Poi appunto le Egadi e il tuffo fino a Pantelleria e Lampedusa prima del ritorno a Malta, attraversando lo stretto tra Comino e Cirkewwa, a due passi da quella Blue Lagoon in cui Brad Pitt girò alcune scene di Troy.

Il colpo di cannone rimbomberà per cinque volte (tante sono le partenze) dalle 11 alle 11:40 in tutta la Grand Harbour, scuotendo l’animo di tutti i velisti, che, in mille modi diversi, ricorderanno poi le miglia che li attendono. Tra questi c’è anche Vincenzo Onorato che, con il suo Cookson 50 Mascalzone Latino, affronta per la prima volta questa Rolex Middle Sea Race.

Il Cookson 50 Mascalzone Latino
Il Cookson 50 Mascalzone Latino

“Il mio amico maltese John Ripard mi aveva invitato molte volte, ma quando vieni, ma quando vieni a Malta, ecco sono venuto a Malta”, ci dice nell’intervista video che abbiamo realizzato oggi sulla terrazza del Royal Malta Yacht Club, “Questa è la regata più bella che si possa fare in Mediterraneo e finalmente riuscirò a farla. Pare che ci aspetti vento leggero, almeno per i primi giorni, ma l’importante è condividere questa navigazione con il gruppo di velisti e amici che ormai mi accompagnano in regate in tutto il mondo, vedremo come andrà a finire”.

Il Cookson 50 Mascalzone Latino (ex Calipso V) è un racer da 15,24 metri già impiegato nella scorsa edizione della Giraglia Rolex Cup, che rappresenta una delle due new entry nella flotta dei Mascalzone Latino (l’altro è lo Swan 38 Sparkman & Stephens). A bordo al fianco di Vincenzo Onorato, il tattico Gabriele Benussi, lo stratega Flavio Favini, il navigatore inglese Ian Moore (ex Team New Zealand), il randista Leonardo Chiarugi, i tre trimmer Andrea Ballico, Gaetano Figlia di Granara e Matteo Savelli, il drizzista Sergio Blosi, l’aiuto drizzista e media crew boss Pietro Manunta e il prodiere, nonché comandante, Davide Scarpa. In regata anche altri due Cookson 50 italiani, il Cantankerous con un equipaggio gestito da Gabriele Bruni e il Cippa Lippa 8 con il team di Francesco Diddi. Sarà una bella sfida all’interno della regata. Da tener d’occhio ovviamente anche Ran, il Minimaxi 72′ di Niklas Zennstrom su cui regata anche Matteo Auguadro.

Le banchine del RMYC alla vigilia della partenza
Le banchine del RMYC alla vigilia della partenza

Il favorito per i line honour, Esimit Europa 2, ha trascorso tutta la giornata di venerdì a rassettarsi dopo il faticoso trasferimento da Trieste, contro uno Scirocco che dalle parti di Otranto è arrivato fino a 40 nodi, come ci ha detto Stefano Rizzi. A farne le spese una crocetta che si è rotta, ma comunque prontamente riparata oggi con ilo supermaxi di Igor Simsic e Jochen Schuemann pronto all’ennesimo assalto al record della regata, che resiste dal 2007, l’anno della burrasca e del primato di Rambler (47h 03′ 55″).

L'albero di Esimit Europa 2, come si nota manca la quarta crocetta di dritta, in riparazione.
L’albero di Esimit Europa 2, come si nota manca la quarta crocetta di dritta, in riparazione.

www.rolexmiddlesearace.com

 

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