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Fernando de Noronha, Brasile- Le barbe iniziano ad allungarsi e i velisti che le portano a spogliarsi. I marinai della Volvo Ocean Race appaiono oggi in pieno stile “Doldrum”, ovvero le calme equatoriali che segnano la zona di convergenza tra i sistemi meteorologici dell’Emisfero Settentrionale e Meridionale. Per attraversarle la statistica dice che quando più si va ad ovest meglio è, ovvero “West is best”, per dirla nella lingua dello yachting.

Iker Martinez, skipper di Mapfre, osserva le nuvole e i groppi nei dolldrum. Foto Vignale
Iker Martinez, skipper di Mapfre, osserva le nuvole e i groppi nei dolldrum. Foto Vignale

E West è stato molto …best, anche questa volta, con Azzam e Brunel che hanno costruito la loro strategia sin dall’approccio a Capo Verde (che, come ricorderete fu lasciato a sinistra tre giorni fa), proprio con lo scopo di attraversare le calme intorno ai 29° di longitudine W. Ian Walker, skipper di Abu Dhabi, si trova alle 8:40 CET di oggi a 29°24’W, in una posizione ottimale che lo sta portando ormai ad agganciare i primi refoli di Aliseo da Sud Est, cosa che avverrà nella serata di oggi. Con lui anche Team Brunel di Bouwe Bekking, che segue sempre su questa longitudine a 8,6 miglia.

La posizione alle 6:40 UTC di oggi, con ADOR e Brunel a ovest, Vestas a est e gli altri ancora in difficoltà nel mezzo. L'Aliseo di SE farà guadagnare ancora di più i leader nelle prossime 24 ore
La posizione alle 6:40 UTC di oggi, con ADOR e Brunel a ovest, Vestas a est e gli altri ancora in difficoltà nel mezzo. L’Aliseo di SE farà guadagnare ancora di più i leader nelle prossime 24 ore

Il risultato è evidente questa mattina: 81,1 miglia di vantaggio su Team Dongfeng, che aveva invece scelto di passare dentro l’Arcipelago capoverdiano, decisione che gli ha fatto perdere oltre 120 miglia in tre giorni. Ancora peggio stanno Alvimedica (a 107 miglia), Team SCA (a 115) e Mapfre (a 120), ancora invischiati questa mattina nel pantano delle calme, tra piovaschi, groppi, repentine accelerazioni e altrettanto fulminanti stop da 0.00 nel log.

“Siamo di nuovo qui a galleggiare di notte senza un’increspatura nell’acqua e con le vele che sbattono senza speranza tra di loro”, ha sintetizzato con efficacia Amory Ross, onboard reporter su Alvimedica.

Azzam mure a sinistra, quasi fuori dalle calme. Foto Knighton
Un  Ian Walker con la barca lunga come i suoi compagni, al timone di Azzam mure a sinistra, quasi fuori dalle calme. Foto Knighton

Meglio è andata a Team Vestas, che ha scelto invece l’opzione opposta, molto orientale, passando intorno ai 26°W, ovvero circa 180 miglia più a est di Azzam. Chris Nicholson sembra riuscito a passare ed è dato al quarto posto a 85 miglia, ma con la chance di avvicinarsi molto nei prossimi due giorni grazie all’angolo migliore per la discesa nel SE verso il waypoint di Fernando de Noronha.

“Fin dall’entrata nei Doldrums, la nostra posizione più occidentale ha pagato, e abbiamo guadagnato molto. Un vento costante, di cui non c’era traccia nei file meteo ci ha spinto bene a sud, con velocità intorno ai 10/15 nodi.” Ha scritto nel suo blog quotidiano l’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing Matt Knighton. “Guardando il report delle posizioni Ian (Walker) ha commentato: “Abbiamo ignorato quello che dicevano i dati meteo e abbiamo preferito optare per la rotta più tradizionale per passare i Doldrums, andare ad ovest. Però è stata una scommessa, qui può succedere qualsiasi cosa, si può avere vento oppure restare in bonaccia in ogni momento. Per tutto il tempo abbiamo visto a luce in testa d’albero di Brunel all’orizzonte e ci siamo detti che anche loro cercavano la nostra stessa via d’uscita.”

Bouwe Bekking, lo skipper di Brunel: “Credere nel piano che hai creato è fondamentale in questa regata. A volte devi prendere delle decisioni davvero difficili. Il vento veniva da una direzione che non ci aspettavamo, opposta a quella che dicevano i file meteo. Andare a destra o a sinistra? Si deve cercare di trovare un senso, abbiamo virato e dopo appena due minuti ha virato anche Abu Dhabi, e adesso sono sei miglia avanti. Non ci piace gettare i dadi, preferiamo i fatti e i numeri, ma è innegabile che a volte la “fortuna” è con te e a volte contro di te. Ma, alla fine tutto si compensa.” Ha scritto Bekking nel suo ultimo blog. Naturalmente avere a bordo navigatori dell’esperienza dell’australiano Andrew Cape, come è il caso di Team Brunel o del britannico Simon Fisher su Abu Dhabi Ocean Racing, può fare una certa differenza.

“L’alba è stata annunciata da un bel bang!” Ha raccontato da bordo di Team Vestas Wind Brian Carlin. “Pioggia, 25 nodi di vento, troppa vela a riva, e un altro temporale. E’ stato così tutta la notte, dopo che per quasi tutto il giorno siamo stati piantati senza vento, niente, nada… E’ una cosa che fa male, soprattutto quando a ogni report delle posizioni vedi che gli altri hanno guadagnato venti miglia. Ma non c’è tempo per piangersi addosso, c’è troppo da fare. La sola cosa a cui tutti stiamo pensando, adesso, è che fra poco saremo fuori.”

“Era tanto tempo che non vedevo una bonaccia così!” ha detto da Dongfeng il navigatore francese Pascal Bidégorry, che ha attraversato l’atlantico almeno una trentina di volte.

“Siamo nello stesso posto da 24 ore” ha detto Xabi Fernandez a bordo di MAPFRE. “E’ esasperante e la sola cosa che puoi sperare e che ci sia qualcun altro in una situazione peggiore della tua. Siamo fermi, non c’è aria e fa il caldo peggiore che io abbia mai sentito. Penso che non me ne dimenticherò mai.”

Il video di oggi, dove si può vedere anche un’esilarante orzata da sottovento di Vestas a Mapfre durante un incrocio nel bel mezzo dell’oceano:

L’Equatore, con i riti da “primo passaggio” che esso comporta per i neofiti, è ora a circa 400 miglia.

Ian Walker spiega cosa sono i doldrums:

www.volvooceanrace.com

 

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