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Malta- La Rolex Middle Sea Race 2014 propone una delle sue edizioni più complesse e affascinanti, con la dura burrasca da NW nel Canale di Sicilia che ha seguito i primi tre giorni di estenuanti calme tra Messina e le Eolie. E la vittoria overall in IRC, che assegna l’ambito Trofeo Middle Sea Race, va a una barca di casa, il J122 Artie di Lee Satariano, socio del Royal Malta Yacht Club che è stato proclamato vincitore assoluto nel pomeriggio di oggi. Una festa meritata per tutta Malta, che ha dato vita alla più bella regata del Mediterraneo.

Artie all'arrivo a Marsamxett. Foto Arrigo/Rolex
Artie all’arrivo a Marsamxett. Foto Arrigo/Rolex

Un’impresa notevole, che accomuna in verità tutte le barche che hanno saputo concludere le 608 miglia della regata, con le ultime 200 nella burrasca con venti che hanno toccato i 47/50 nodi e con onde fino a otto metri, giudicate da molti regatanti “il mare più grosso che abbiamo mai visto”. Alle 15 di oggi sono 27 le barche ufficialmente ritirate e 38 quelle arrivate. Ne restano in mare 7 in regata e una dozzina ridossate tra Pantelleria, Lampedusa (tra cui le italiane Prospettica e Sagola Biotrading) e nei porti della Sicilia meridionale e altre che stanno rientrando a Malta dopo aver rinunciuto a doppiare Lampedusa. Le condimeteo, dopo una fase di attenuazione sui 25 nodi in mattinata, sono date per la serata di giovedì ancora in intensificazione fino a 45 nodi di NW con onde di sette metri.

L'equipaggio vincitore overall: il J122 Artie di Lee Satariano. Foto Arrigo/Rolex
L’equipaggio vincitore overall: il J122 Artie di Lee Satariano con il Middle Sea Race Trophy. Foto Arrigo/Rolex

Su Artie hanno regatato Lee Satariano, Christian Ripard, Sebastian Ripard (co-skippers), Matthew Gusman, Sam Pizzuto, Tom Ripard, Matthew Almekinders, Gordon Bugeja, Timothy Davis. Lo skipper, Lee Satariano, ha regatato anche in alcune Sydney-Hobart e ha fatto notare come “le condizioni vissute ieri sono in tutto paragonabili alle peggiori da me viste alla Hobart”. Artie ha vinto anche in ORC Overall e nella IRC 4. Artie aveva già vinto la regata overall del 2011.

Notevole anche la regata di Paolo Semeraro sul Neo400 Carbon Neo Bank Sails Racing, vincitore in Classe 2 e terzo nella overall. Da notare che si tratta dell’unica barca della classe 2 tra le prime 17 classificate in compensato.

L'Azuree 33, progetto Ceccarelli, alla partenza dalla Grand Harbour
L’Azuree 33, progetto Ceccarelli, alla partenza dalla Grand Harbour

Da segnalare anche la superba regata dell’Azuree 33 di PierPaolo Ballerini e Stig Westergaard, che ha vinto la regata nella categoria double handed e in IRC5, nonché quarto overall.

Si lavora alla tormentina sulla prua di Sagola Biotrading, l'anemometro segna 38 nodi. Foto Sagola
Si lavora alla tormentina sulla prua del Grand Soleil 37 Sagola Biotrading di Peppe Fornich tra Pantelleria e Lampedusa, l’anemometro segna 38 nodi. Foto Sagola Biotrading
Ancora da Sagola Biotrading
Ancora da Sagola Biotrading

La classe 3 dovrebbe andare all’Xp-44 XP Act Bank Sails Racing, accreditato anche del secondo overall. In classe 1 il primo è il Minimaxi Ran di Niklas Zennstrom, su cui regata l’italiano Matteo Auguadro.

Nella overall da segnalare al momento l’undicesimo posto dell’Adria 49 Ars Una di Antonio Giulio Cafaro (Catania), il 22esimo (e terzo in IRC 2) del Cookson 50 Cantankerous di Germana Tognella con Gabriele Bruni skipper e il secondo di Green Challenge di Alessio Verardo nei Class 40.

A bordo di Scarlet Oyster durante l'approccio a Pantelleria. Foto Scarlet Oyster
A bordo di Scarlet Oyster durante l’approccio a Pantelleria. Foto Scarlet Oyster

Non si contano le storie marinaresche, che in queste ore tengono banco al bar del Royal Malta Yacht Club. Da segnalare come, a parte il disalberamento di Teasing Machine, le manovre di alta marineria dell’Oyster Lightwave Gyr Scarlet Oyster, che dopo aver perso il timone in 40 nodi è riuscito comunque a rifugiarsi a Scauri di Pantelleria usando un’ancora galleggiante come organo di governo insieme alle vele, e alcuni interventi della Guardia Costiera che vi segnaliamo più avanti, non vi siano stati incidenti di rilievo, se non diverse avarie. L’esperienza e il comportamento degli equipaggi sono stati esemplari e questa Middle Sea verrà ricordata a lungo da chi l’ha fatta.

Il racconto di Paolo Semeraro, dal Neo 400 Carbon Neo Bank Sails Racing

Tra questi, appunto, c’è Paolo Semeraro, che abbiamo raggiunto a Malta dopo l’arrivo, che ci racconta il suo terzo posto overall e la sua vittoria in IRC 2 con il suo Neo 400 Carbon, ma soprattutto la realtà su condizioni da lui definite come “Le peggiori che io abbia mai visto in Mediterraneo”. Sentite qui:

Il Neo 400 Carbon in una foto di repertorio. Foto Ranchi
Il Neo 400 Carbon in una foto di repertorio. Foto Ranchi

“Con noi c’era un veterano della Volvo Ocean Race e ha detto che mai avrebbe pensato che in Mediterraneo ci potesse essere un mare simile, con onde che sono arrivate a otto metri con la cresta frangente e un vento che è andato aumentanto rapidamente dai 20 ai 25 e poi fino a 35 e 40 nodi, in modo costante, senza mollare mai. Alla fine abbiamo visto anche 48 nodi, senza un attimo di tregua per 200 miglia. Abbiamo navigato tra Lampedusa e Malta, per noi la tratta peggiore, con tormentina e due mani alla randa che sbatteva. Facevamo costantemente tra i 16 e i 18 nodi, con punte sui 22 e oltre. A 22 nodi il log usciva dall’acqua e non funzionava più, per cui non sappiamo a quanto siamo arrivati, ma è stata davvero dura. La cosa particolare era che non calava mai, normalmente capita di prendere un groppo alla Middle Sea, mi è successo spesso in passato, ma questa volta il vento era violento, è andato aumentando in modo costante e non c’erano mai momenti di stanca come di solito avviene. 40-45 nodi per almeno 12 ore consecutive, davvero dura.

Il video onboard dal Neo400 Carbon:

Tra Pantelleria e Lampedusa il mare era già molto complesso e per noi il vento era ancora sui 25 nodi, sottovento a Lampedusa abbiamo navigato a 18 nodi nell’acqua piatta con A3 frazionato, due mani e J3, bellissimo, poi una volta scoperto il ridosso di Lampedusa, beh, lì il mare ci ha consigliato subito prudenza. Una situazione estrema. Onde come mai ne ho viste in Mediterraneo e gestione della barca in sicurezza pur non rinunciando alle prestazioni. Mandare dei ragazzi a prua non era uno scherzo, per cui abbiamo fatto tutto senza rischiare ma la barca si è comportata benissimo e non abbiamo rotto nulla, ho notato anche un ottimo comportamento sotto tormentina. L’arrivo nel canale tra Comino e Malta è stato surreale, di notte, in planata continua a 16 nodi, con rocce a destra e sinistra, mi sono detto se straorziamo qui sono…

Poi lungo la costa di Malta per arrivare all’arrivo di nuovo una planata continua a 16 nodi, tanto che il Comitato di Regata non riusciva a credere che ci avessimo messo così poco. Molto faticose le ultime 200 miglia, seguite ai primi tre giorni di venti leggeri, a una notte fermi davanti ad Alicudi e a una fase intermedia sui 10-15 nodi. In una regata così ti accorgi di quanto sia importante arrivare a casa, riportando tutti i ragazzi a posto, al di là del risultato di cui pure siamo estremamente soddisfatti. Abbiamo ripreso i 50 piedi e in compensato battuto barche come B2 e i Cookson 50. Artie è stato bravo a recuperare a Stromboli, quando ha scelto di proseguire verso NW con il gennaker allontanandosi dalla rotta diretta”.

 

Due delle barche rifugiatesi a Lampedusa. Foto courtesy Guardia Costiera
Due delle barche rifugiatesi a Lampedusa. Foto courtesy Guardia Costiera

 

Significative anche le parole di Lee Satariano, lo skipper maltese vincitore:

“Ora avevdo avuto l’opportunità di rifliettere sulla regata, ancor più importante della vittoria è stato veramente il fatto di aver concluso la regata in quelle condizioni. Anche vicino alla fine, la mia preoccupazione era quella di non conluderla, sino alla fine, sapevamo che c’erano delle barche in difficoltà, che sono state molto sfortunate e ciò era ben presnete nella mia mente fino a che non abbiamo tagliato l’arrivo. Vorrei enfatizzare il fatto che su Artie promuoviamo davvero una cosa, ovvero quella che a bordo abbiamo giovani velisti di derive e che il principale obiettivo è di portare questi giovani fuori in regata, unendoli al nostro equipaggio abituale in modo da creare i futuri velisti che rappresentino Malta”.

Una volta di più splendida Rolex Middle Sea Race.

www.rolexmiddlesearace.com

Cippa Lippa 8, skipper Francesco Diddi. Foto Arrigo/Rolex
Cippa Lippa 8, skipper Francesco Diddi. Foto Arrigo/Rolex
B2. Foto Arrigo/Rolex
B2, skipper Michele Galli (YC Marina di Loano). Foto Arrigo/Rolex
Kuka Light e Monster Project in approccio a Malta. Foto Arrigo/Rolex
Kuka Light e Monster Project in approccio a Malta. Foto Arrigo/Rolex
Il Cookson 50 Cantamkerous, skipper Gabriele Bruni. Foto Arrigo/Rolex
Il Cookson 50 Cantamkerous, skipper Gabriele Bruni. Foto Arrigo/Rolex

1 COMMENT

  1. trovo pericoloso l’annuncio di abbandonare la regata diramato dalla Guardia Costiera di Palermo, corretto sarebbe stato diramare le condizioni meteo e le loro evoluzioni, tra consigliare e obbligare il passo è breve,
    meditiamo.

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