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Rio de Janeiro, Brasile- Abu Dhabi continua a guidare la flotta della Volvo Ocean Race che ha ormai raggiunto la latitudine di Rio de Janeiro nella discesa verso Cape Town. A bordo si iniziano a fare i calcoli per le provviste, visto che con 2.766 miglia ancora da percorrere si potrebbe arrivare a 26 giorni per completare la prima tappa, due in più del previsto. “Una fame da lupi, ma i lupi affamati spingono di più…”, ha detto Bouwe Bekking, lo skipper di Team Brunel, primo inseguitore di Azzam ormai dal passaggio dell’Equatore.

Simon Fisher, il navigatore di Abu Dhabi, al lavoro alla sua stazione su Azzam. Foto Knighton
Simon Fisher, il navigatore di Abu Dhabi, al lavoro alla sua stazione su Azzam. Foto Knighton

Dopo aver passato la “boa” di percorso obbligatoria dell’isola brasiliana di Fernando de Noronha, la flotta delle sette barche della Volvo Ocean Race 2014/15 ora punta verso sud. Tutti cercano la massima velocità e studiano la rotta migliore per aggirare l’infida alta pressione di Sant’Elena, vero ostacolo della seconda parte della prima tappa, che si frappone tra le barche e il traguardo di Città del Capo.

La parola più pronunciata negli ultimi giorni sembra essere cautela. Per il momento nessuno pare voler fare la prima mossa, non i leader e nemmeno gli inseguitori. Una piccola area di bassa pressione che si sta formando a sud potrebbe essere la soluzione ai problemi dei sette equipaggi, ma non è ancora chiaro quante miglia bisogna coprire per raggiungerla o quanto tempo sarà necessario perché lei raggiunga la testa della flotta. Il rischio è quello di restare intrappolati nella zona di vento leggero dell’anticiclone di Sant’Elena, e per il momento sembra che nessuno lo voglia correre.

I navigatori fanno lavorare i loro software di routing, ma la situazione è così complessa che non è facile prendere una decisione. “Seduto al carteggio dei Azzam il nostro navigatore Simon Fisher osserva una cosa che sembra spaghetti colorati” racconta l’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing Matt Knighton. “E’ una mappa dell’atlantico meridionale, ogni linea colorata indica una rotta diversa per Città del Capo. L’ultima volta che ha contato ce n’erano 15 diverse.”

Team Alvimedica nell'Aliseo di Sud Est. Foto Ross
Team Alvimedica nell’Aliseo di Sud Est. Foto Ross

La flotta si è divisa in tre gruppetti, in testa Abu Dhabi Ocean Racing e Team Brunel distanziati di appena 34 miglia alle 16:40 di oggi stanno correndo veloci, ma la tempo stesso si controllano. Team Vestas ha passato la giornata a bordeggiare in poppa nel vento da NNE e al momento sembra ancora virtualmente terzo, anche se il tracking lo segnala quarto, con Dongfeng terzo a 69 miglia da Azzam. Il motivo è semplice: i franco-cinesi sono più a est, più vicini quindi alla rotta ortodromica per Cape Town, mentre Vestas sta scendendo verso sud ovest, con vmg minore sull’arrivo ma più vicino ai venti che consentirebbero di dirigere verso est senza tagliare l’enorme Anticiclone di Sant’Elena che occupa il Sud Atlantico.

“Navighiamo con gli alisei tradizionali di sud-est, una ventina di nodi al lasco stretto, molto bello. Ma, purtroppo queste condizioni finiranno presto, e ci sono delle scelte da fare, scelte che saranno importanti per capire come finirà per noi questa tappa. La flotta di è divisa in tre gruppi, quelli a ovest, noi nel mezzo e un terzo gruppetto a est, sono tre approcci differenti alla situazione meteo. Per dirla semplice, l’obiettivo è fare sud. Prima riusciamo ad uscire dalle arie leggere di sant’Elena prima entriamo nei venti da ovest che ci potrebbero spingere verso Città del Capo a velocità record. Noi abbiamo optato per una strada conservativa, al centro. Magari non è una decisione drastica, ma a bordo c’è fiducia.” raccontava oggi nel suo blog Amory Ross, da bordo di Team Alvimedica:

La vita a bordo, seppur in condizioni di navigazione buone, comincia però a farsi dura, come spiega l’Onboard reporter di DongFeng Race Team, Yann Riou: ”Notizia di carattere generale: proseguiamo in linea retta e siamo sempre sbandati. Di questo passo finiremo per trovarci con una gamba più corta dell’altra… Però una cosa tosta l’abbiamo fatta. Abbiamo montato il generatore eolico. E’ stato Kevin (Escoffier) a ricevere questo compito, il poveretto ha perso due ore della sua vita cercando di fare il lavoro. La realtà è che cominciamo ad essere un po’ stressati per la situazione del carburante. Giusto per essere chiari, senza gasolio, non c’è corrente elettrica e senza corrente elettrica praticamente dovremmo navigare al buio e bere acqua di mare.”

Al lavoro su Team Brunel in condizioni dure. Foto Coppers
Al lavoro su Team Brunel in condizioni dure. Foto Coppers

La flotta si chiude con il duo composto dagli spagnoli di MAPFRE e dall’equipaggio femminile di Team SCA che hanno scelto di avvicinarsi di più alla costa brasiliana, con l’intento di agganciare una piccola zona di bassa pressione vicino a Rio de Janeiro. Per il momento tuttavia, questa opzione non pare aver pagato, e i due equipaggi sono staccati di circa 200 miglia (ricordiamo che i distacchi sono calcolati tenendo presente il waypoint di Città del Capo).

L’onboard reporter Francisco Vignale ha raccontato così l’umore a bordo dello scafo rosso guidato da Iker Martinez: “Giornata dura a bordo di MAPFRE oggi, perchè? Gli ultimi due rilevamenti dicono che abbiamo perso miglia dai nostri avversari più vicini. Siamo stati più sotto costa e gli altri hanno un po’ più di aria di noi. Dobbiamo rimanere calmi, seguire il meteo e in un giorno e mezzo vedremo se la nostra opzione avrà pagato, intanto dobbiamo andare a sud il più velocemente possibile. Oramai sono tre giorni che navighiamo con la stessa prua, e i timonieri devono essere davvero veloci visto che abbiamo meno vento degli altri. Oggi abbiamo anche smesso di fare il caffè, per risparmiare gas perché pensiamo che potrebbe non bastare fino al Sudafrica. Ma va bene così, avremo bisogno di fare delle belle zuppe calde quando saremo più a sud e farà freddo…”

Da parte loro le veliste di Team SCA continuano a mettere tutta la loro determinazione nell’inseguimento dei rivali: “Siamo un gruppo di donne determinate, siamo sicure. Siamo a caccia e ci faremo sotto, non c’è nulla che possa fermarci.” ha raccontato Corinna Halloran da Team SCA.

Per il momento le condizioni meteo sono buone, con temperature primaverili dell’aria e dell’acqua. Ma temperature molto più rigide gli equipaggi le incontreranno una volta entrati nei mitici Quaranta Ruggenti.

www.volvooceanrace.com/en/virtualeye.html

Un video sulla “fame” a bordo:

E uno sulla fatica di navigare:

Posizioni alle ore 15.40 UTC di lunedì 26 ottobre 2014

1 – Abu Dhabi Ocean Racing – a 2.766,4 miglia dall’arrivo

2 – Team Brunel – a 34,2 miglia dal leader

3 – Dongfeng Race Team- a 69,5 miglia dal leader

4 – Team Vestas Wind- a 83,3 miglia dal leader

5 – Team Alvimedica – a 94,3 miglia dal leader

6 – MAPFRE – a 197,4 miglia dal leader

7 – Team SCA– a 203,2 miglia dal leader

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