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Pubblichiamo la terza puntata del Log di Mark Chisnell sulla Volvo Ocean Race per B&G, fornitore ufficiale dell’elettronica sui Volvo Ocean 65.

Si noti che l’analisi si riferisce alla seconda settimana di regata, come già sa chi segue la nostra analisi quotidiana della Volvo Ocean Race, la scelta vincente a Capo Verde e ai doldrums è stata quella di Abu Dhabi, che lasciò le isole a sinistra con l’obiettivo di attraversare le calme molto a ovest, cosa che ha comportato l’attuale vantaggio di Ian Walker nella discesa verso il Sud Atlantico.

Programmi davvero sgradevoli

La navigazione costiera non poteva durare a lungo. L’Oceano Atlantico è troppo grande per vagare compatti e prima o poi si sarebbe creata una rottura, causata da un timone rotto e dalle Isole di Capo Verde.

Martedì scorso abbiamo lasciato la flotta a nord delle Isole Canarie, impegnata a navigare vicino alla costa africana. Nell’immediato, ciò che attendeva le barche era profondamente sgradevole a causa dello scarso vento – nessuno era riuscito a mettersi davvero in fuga. Tutti volevano mantenersi vicini alla costa, perché la transizione mare/terra e le diversità termiche riscontrate in quell’area avrebbero generato vento, anche in caso di un lieve vento di gradiente.

Nella giornata di Mercoledì, tutti hanno potuto procedere, il vento facilitava infatti il giro a nord-est dalla direzione degli Alisei, anche se si era comunque ben lontani della leggendaria velocità di questi venti. La navigazione era però complicata e sabato mattina presto (il 18 – tutti gli orari sono UTC) praticamente tutta la flotta era ancora compatta e bloccata a ridosso della costa Africana. L’unica eccezione era quella del Team SCA, che nella giornata di venerdì si è avvicinato troppo alla costa, finendo anche in una rete da pesca.

Sabato le condizioni sono finalmente migliorate e quando gli Alisei hanno iniziato a soffiare forte da nord-nordest, la flotta si è allontanata a tutta velocità.

 

Iaqn Walker al timone di Azzam in uscita dai doldrums. Foto Knighton
Iaqn Walker al timone di Azzam in uscita dai doldrums. Foto Knighton

Collegare i Puntini

Ho parlato nella Preview della strategia generale per questo leg http://www.bandgblog.com/volvooceanrace/leg1-preview/ quindi non voglio ripeterlo adesso – ma il punto chiave è che ogni decisione strategica è ora totalmente collegata al nuovo waypoint di Fernando de Noronha (FdN).

Una volta negli Alisei, è tutta questione di approfittare dei cambi di vento, ma anche di scegliere il punto giusto per attraversare i Doldrums. E per essere tale, quel punto deve permettere una traversata relativamente fluida e da esso si deve uscire con un veloce e buon angolo di navigazione in rotta verso FdN.

 

Rompere il Timone

Sabato mattina presto, il Dongfeng Race Team, leader in quel momento, urta qualcosa e lo urta pesantemente. I ragazzi hanno rotto il timone, perdendo così un paio di ore per mettere in funzione quello di scorta – qui trovate il report http://www.volvooceanrace.com/en/news/7851_Broken-rudder-on-Dongfeng.html.

Ed è a questo punto che inizia la nostra storia…

 

Fortuna!

Una volta rientrata in gara la squadra cinese, la flotta ha strambato sottovento, navigando per tutta la giornata di sabato in perfette condizioni vento grazie agli Alisei. Dev’essere stato divertente (Img 1), nonostante la situazione fosse abbastanza tesa. Il vento stava cambiando e ognuno era consapevole del fatto che a un certo punto si sarebbe dovuto decidere come affrontare i Doldrums.

Nessuno voleva fare la prima mossa e tutti preferivano seguire il resto della flotta. Le barche hanno quindi iniziato a strambare, provando così a rimanere dal lato favorevole del gruppo e a sfruttare la miglior strambata, senza andare oltre il punto di non ritorno, dove avrebbero sentito la mancanza del bersaglio mobile individuato all’inizio dei Doldrums, un obiettivo che si spostava a ogni aggiornamento meteo. Inoltre, se ancora tutto questo non fosse abbastanza negativo, la rotta favorita era a volte anche quella che portava dritto verso il centro delle Isole di Capo Verde.

Si tratta di un gioco di fortuna, con grandi isole vulcaniche che si elevano fino a 3000mt e creano notevoli anomalie di vento. Ogni barca che ha scelto l’opzione interna ed è passata attraverso le isole ha infatti potuto navigare più velocemente verso l’obiettivo, ma nel caso in cui fosse rimasta bloccata in un punto a ridosso del vulcano per un paio d’ore, il vantaggio si sarebbe dissolto.

 

Disguido

Gli effetti della rottura hanno iniziato a manifestarsi nella notte tra il 19 e il 20 ottobre (Img 2). Il timone rotto aveva portato Dongfeng Race Team a sud-est del gruppo, dove ha trovato un fantastico cambio di vento che li ha condotti velocemente nella direzione corretta. La combinazione di questi due fattori ha quindi reso troppo allettante la rotta attraverso le isole, che non poteva più essere ignorata. Il navigatore Pascal Bidégorry e lo skipper Charles Caudrelier hanno quindi optato per questa soluzione.

Il mio sospetto è che il resto della flotta stava già navigando più forte rispetto ai loro angoli di VMG più veloci, così da aggirare la parte superiore delle isole; per questo motivo Dongfeng ha recuperato quasi subito la posizione di testa che aveva perso a causa del timone rotto. Ma siamo sicuri che il team sarebbe riuscito a salvaguardare il vantaggio lungo tutto il percorso dei Doldrums?

 

Teso e Complicato

L’azione principale nell’area delle Isole di Capo Verde si è verificata domenica 19, come possiamo vedere dall’Img 3. Nessuno si poteva rilassare a causa delle 50 miglia di distacco tra il leader delle barche a nord-ovest – Abu Dhabi Ocean Racing e quello a sud-est Dongfeng Race Team. A questo punto, l’equipaggio cinese era oltre 30 miglia davanti agli Emirati, ma il gioco non era ancora finito.

Abu Dhabi Ocean Racing e Team Brunel si adoperarono per trovare un buon vento intorno all’isola, mentre Dongfeng Race Team stava lavorando duro per approfittare dei cambi di vento. Entro domenica mattina, tutte le barche erano lontane dalle isole (Img 4) e il leverage tra il gruppo a nord-ovest e quello a sud-est della flotta era ora un enorme distacco di 80 miglia – con Dongfeng Race Team al comando con 40 miglia di vantaggio.

 

Riavvicinamento

Presto ebbe inizio il riavvicinamento e fu subito chiaro che il gruppo a nord-ovest stava adesso recuperando il distacco. Tutte le quattro barche strambarono a sinistra e uscirono presto dal nord con un ottimo giro di vento e una buona brezza. Le tre imbarcazioni a sud dovevano lavorare più duramente – come potete vedere dal numero di strambate effettuate per riunirsi alla flotta (Pic 5).

Entro la mattina del 20 Ottobre tutta la flotta era allineata da ovest a est, con solo una manciata di miglia tra Abu Dhabi Ocean Racing e Dongfeng Race Team in classifica. Da un’occhiata veloce, sembrava che la rottura di Capo Verde aveva avuto poco peso dopo un giorno e mezzo di intensa regata. Ma c’erano ancora 30 miglia di leverage – ed è su questo che lo split di Capo Verde avrebbe avuto il maggior impatto.

 

Scegliere una Via

I Doldrums erano a meno di 24 ore di navigazione e le possibilità di cambiare posizione prima di raggiungerli erano azzerate. A questo punto, da ovest a est, da sinistra a destra avevamo Abu Dhabi Ocean Racing, Team Brunel, Dongfeng Race Team, MAPFRE e Team Vestas Wind.

La tradizione vuole che sia meglio attraversare i Doldrums da ovest. Era stato faticoso arrivarci – ma forse la strategia di Ian Walker e degli Emirati di passare a nord di Capo Verde era quella che alla fine avrebbe pagato di più…

 

E dopo?

Abbiamo detto nella preview che tradizionalmente i 27-28W sono il punto migliore per entrare nei Doldrums. Nella linea azzurra (Img 6) potete vedere a sinistra di Abu Dhabi Ocena Racing sui 30W. Walker è quindi pronto a passare intorno ai 29W, mentre 70 miglia più a est, Team Vestas Wind è sui 27W.

Guardate quelle deboli linee di vento infondo all’immagine, esse sono lievemente, ma significativamente più grandi e forti a ovest. Sembra che le imbarcazioni più a ovest debbano quindi attraversare la fascia più stretta dei Doldrums. Se le nuvole daranno tregua, saranno le prime a uscire dalle calme equatoriali.

Ma in regata non sempre le cose vanno così e una volta usciti dall’altra parte dei Doldrums, le posizioni d’uscita da est a ovest continueranno ad avere un forte impatto sulla navigazione verso FdN negli Alisei di sud-est. Una barca più a est avrà un angolo più ampio e veloce, ma se dovessi puntarci dei soldi, direi che questo vantaggio non sarà maggiore di quello che le barche più a ovest dovrebbero ottenere uscendo per prime dai Doldrums.

Ovviamente, queste sono le calme equatoriali e molto altro ancora potrebbe succedere – ma per ora, dobbiamo solo rilassarci e stare a guardare…

http://www.bandgblog.com/volvooceanrace/

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