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Guadalupa, 21 novembre- Giancarlo Pedote ha concluso la sua Route du Rhum al decimo posto nei Class 40 con il Fantastica messogli a disposizione da Lanfranco Cirillo. Pedote ha concluso alle 4:26 CET di oggi impiegando quindi 18g 14h 26m 43s per concludere la regata da Saint Malò a Pointe a Pitre. COme si ricorderà, il fiorentino si era dovuto fermare per risolvere un’avaria nella prima notte di regata perdendo una dozzina di ore e ripartendo da ultimo. Impetuosa la sua rimonta, che lo ha fatto risalire con velocità medie sempre ottime fino al nono posto.

Negli ultimi giorni qualche problema tecnico e un banco di alghe impigliato nella chiglia lo hanno rallentato facendolo tornare in decima posizione, piazzamento comunque di alto livello che Pedote ha mantenuto fino alla fine.

Una prova che Pedote ha affrontato con il suo consueto metodo e umiltà positiva, visto che riconoscere dove si può migliorare è il primo passo per farlo. A noi è piaciuta molto la sua determinazione nel risolvere le avarie e la capacità di trovare in Fantastica sempre una velocità media superiore a quella degli avversari che navigavano nello stesso sistema meteo. Ottima anche la sua strategia di ricerca dell’Aliseo e il bordeggio in poppa, sempre volto a ottimizzare gli angoli, con risultati immediati concretizzatisi in una rimonta fino ai primi dieci. Adesso attendiamo il velista fiorentino alle prossime prove di una crescita costante che lo porterà, ne siamo convinti, a un Imoca 60 per il Vendee Globe.

Pedote all'arrivo in Guadalupa
Pedote all’arrivo in Guadalupa

All’arrivo a Point-a-Pitre Pedote ha così raccontato la sua regata:
“In un primo momento, il morale non era eccezionale. Ho avuto un problema alla trinchetta, poi uno alla randa (l’impossibilità di dare la terza mano di terzaroli – ndr), e quindi ho dovuto fermarmi. Poi sono ripartito, esausto, con la batteria a zero… Purtroppo non ho avuto modo di recuperare fisicamente perché quando sono arrivato a Roscoff ero in ipotermia e 5 ore non sono state sufficienti…
Anche mentalmente è stata una bastonata, perché quando ti fermi sai che sei fuori dalla possibilità di giocare al 100%. E’ possibile recuperare una sosta al Vandéé Globe, ma non alla Route du Rhum. Ho comunque continuato la mia regata al massimo e sono riuscito a recuperare. È stato fantastico. Ho passato anche dei momenti piacevoli, quando ho visto che i miei sforzi venivano ricompensati.
Ho visto che avevo la velocità, anche se ho fatto molti errori nelle manovre perché non conoscevo bene la barca. Normalmente con un risultato in questa posizione non sono felice, ma se non altro ho fatto una buona rimonta. Quando ho lasciato Roscoff ero ultimo… Ogni giorno sceglievo di superare degli skipper e mi dicevo: adesso è lui, poi sarà lui… mi sono dato piccoli obiettivi che mi ha permesso di rimontare poco a poco. Mi è mancato solo Damien (Seguin, ndr.)”.
“Credo di aver dimostrato due cose in questa regata” ha dichiarato Pedote sempre al suo arrivo. “Di andare veloce e di andare nella parte giusta. I problemi sono derivati dal fatto che non è possibile preparare una regata di questa portata in due mesi e mezzo… L’esperienza sulla barca fa grossa differenza. Approcciare una Route du Rhum dall’inizio del ciclo, (una stagione di Class 40 dura 4 anni- ndr), permette di effettuare numerose regate in doppio che danno la possibilità di fare degli errori e capire come risolverli e prevenirli in due. Le conseguenze sono quindi minori, gli insegnamenti più rapidi e quando arrivi alla Route du Rhum hai già chiaro come evitare numerosi inconvenienti e come facilitarsi le manovre e la vita di bordo con soluzioni e piccoli arrangiamenti studiati nel corso del tempo. Tutti dettagli che in oltre due settimane di navigazione fanno la differenza. Io ho onestamente fatto molti errori e ho dovuto porvi rimedio da solo. Ho inventato cose nuove su cose nuove e ho cercato di fare, durante la regata principale del circuito, quello che si dovrebbe fare durante gli allenamenti o le regate minori. E questo si paga.

Ad ogni modo sono contento di aver potuto partecipare alla Route du Rhum, una delle regate più importanti per un navigatore in solitario. Per me è stato un regalo inaspettato ricevuto da Lanfranco Cirillo, che ringrazio con tutto me stesso. Non solo Lanfranco mi ha messo a disposizione l’imbarcazione, i mezzi per poterla preparare al meglio possibile e le risorse per poter prendere parte a questa regata; non solo mi ha dimostrato una grande fiducia e libertà restando comunque sempre al mio fianco in tutta la fase preparatoria: durante la regata mi ha incoraggiato praticamente tutti i giorni. Mi ha incitato, spronato e sempre spinto o mitigato affinché io potessi esprimere al meglio le mie capacità.

Ringrazio caldamente anche Prysmian Group, che mi accompagna da tanti anni sempre con rinnovata fiducia e che dopo la stagione in Mini, al nascere di questo progetto, ha deciso di partecipare. Sapere che era con me anche in questa esperienza, è stato per me importante. La Route du Rhum è una regata mitica e avervi partecipato ha senza dubbio ampliato il mio bagaglio di conoscenze e mi ha in qualche modo avvicinato alle barche di taglia più grande”.

Lanfranco Cirillo, proprietario del Class 40 su cui ha regatato Giancarlo Pedote e Armatore dell’anno 2013, è noto non solo per la sua importante professione internazionale di architetto e il suo singolare percorso di armatore-regalante che è passato da uno Swan 100, al Melges 32 e infine al Finn, ma soprattutto per essere probabilmente l’unico armatore-mecenate italiano, un privato che elargisce un aiuto concreto a giovani talenti della vela italiana, in cui crede e sui quali via via decide di investire, senza secondi fini se non quelli di sostenere la vera vela.
“Per me la vera essenza di questo sport è rappresentata dalla vela olimpica e da quella oceanica”, ha dichiarato recentemente, “Le sfide mi sono sempre piaciute e ho deciso di utilizzare il mio approccio imprenditoriale anche nella gestione di un team velico con obiettivi ambiziosi. Uno di questi è senz’altro quello di portare alle olimpiadi di Rio 2016 velisti in grado di andare a medaglia e su questo ci stiamo lavorando. L’altro è quello mirato a raggiungere un risultato di prestigio internazionale nella vela oceanica, con una barca italiana e con un velista italiano. Ho conosciuto Giancarlo alla premiazione del Velista dell’Anno lo scorso mese di marzo. Lui era premiato come Velista dell’Anno, io come armatore dell’anno. L’ho sentito parlare sul palco e in due minuti ho deciso che lui il velista a cui affidare il Class 40 Fantastica per la Route du Rhum 2014.”
Cirillo ha così commentato la performance di Giancarlo Pedote:
“Giancarlo ha interpretato lo spirito di Fantastica: atleti che non mollano mai e il cui talento si esalta nelle difficoltà; gente di mare, che va in mare solo per Amore”.

Guadalupa, 17 novembre- Dopo il trionfo di Francois Gabart negli Imoca 60, seguito da Jeremie Beyou e Marc Guillemot (ad Alessandro Di Benedetto mancano ancora 458 miglia), l’attenzione della Route du Rhum si concentra ora sull’esito delle classi Class 40 e Rhum. Nella prima sta regatando benissimo lo spagnolo Alex Pella, che alla mezzanotte di domenica con il suo Tales 2 Santander è a 510 miglia dall’arrivo con 98 miglia di vantaggio sul francese Thibaut Vauchel-camus e 121 su Kito de Pavant.

Giancarlo Pedote sta navigando molto bene sul Fantastica di Lanfranco Cirillo e, dopo aver conquistato la nona posizione, sta provando adesso ad acciuffare l’ottavo, Miranda Merron, che lo precede di 135 miglia con 821 ancora da percorrere per Pointe a Pitre. Non sarà facile ma il navigatore fiorentino ha già compiuto un’impresa risalendo dall’ultimo al nono posto dopo la sosta iniziale a Roscoff che gli aveva fatto perdere dodici ore e si è posizionato sempre molto bene nella ricerca e nella gestione dell’Aliseo.

Giancarlo Pedote
Giancarlo Pedote

Nella Classe Rhum il trimarano di Anne Caseneuve, salvo avarie, ha la vittoria in tasca. La francese è a 638 miglia dall’arrivo, con ben 625 miglia di vantaggio sul secondo, Wilfrid Clerton. Andrea Mura, che è ora sceso al quarto posto a 730 miglia, dovrà ora cercare di riconquistare almeno il secondo. Per rimediare in parte all’errore strategico nel passaggio dell’Anticiclone delle Azzorre, che gli ha fatto perdere 600 miglia in quattro giorni, Vento di Sardegna è sceso adesso molto a sud per cercare finalmente quell’Aliseo che gli altri avevano ormai da una settimana. Mura ha 105 miglia da recuperare sul secondo a 1264 miglia dall’arrivo. Terzo è il leggendario Robin Knox-Johnston, che precede Mura di 18 miglia.Dal più nordista della flotta, Mura ora è il più sudista in un Aliseo in questa fase ababstanza instabile.

Aggiornamento- l’ETA di Peyron a Pointe a Pitre è per le 3:30 di lunedì mattina.

Point à Pitre, Guadalupa- Se avessimo l’occasione e il piacere di intervistarli contemporaneamente li sentiremmo parlare da due mondi opposti: uno viaggia a 23.6 nodi a 155 miglia dall’arrivo, con ETA realistica intorno alle 2 di notte ora italiana; l’altro viaggia a 2.2 nodi, con prua 102° a 2287 miglia dal traguardo e in questo momento più che avvicinarsi all’obbiettivo va quasi in direzione opposta, viaggiando circa 150° fuori rotta. Sono le due storie del momento della Route du Rhum 2014, quelle di Loick Peyron in testa tra gli Ultime e Andrea Mura in una situazione complicata nella categoria Rhum.

Loick Peyron
Peyron a bordo del maxi trimarano Banque Populaire VII

 

Loick Peyron sul maxi tri Banque Populaire VII si avvia verso una vittoria sacrosanta nella classe Ultime, e andrà a chiudere in poco più di 7 giorni di regata. Il record è li, a portata di mano: Peyron deve battere i 7 giorni, 17 ore, 19 minuti e 6 secondi di Lionel Lemonchois stabilito nel 2006. Il suo avversario diretto, Thomas Coville, è andato subito fuori combattimento per la collisione con un cargo, Yann Guichard su Sprindrifit 2 è a distanza di sicurezza a 242 miglia e non ha mai dimostrato di poterlo mettere sotto pressione.

Banque Populaire VII in velocità
Banque Populaire VII in velocità

Andrea Mura sull’Open 50 Vento di Sardegna, in regata nella classe Rhum, lotta invece con l’anticiclone di Sant’Elena dove è rimasto pesantemente invischiato per una scelta troppo rischiosa, perdendo il vantaggio accumulato e la leadership, in favore di Anne Caseneuve e del suo trimarano ANEO. Una lotta un po’ atipica, tra due mezzi opposti, ma che Vento di Sardegna sembrava controllare senza troppe difficoltà, fino al momento in cui lo skipper sardo ha deciso di prendersi un grosso rischio tattico.

Schermata da 2014-11-09 19:12:53
La posizione di Andrea Mura, in alto, e Anne Caseneuve, in basso, alle 19 ora italiana

Fin dalla partenza è stato tra i più alti, il più vicino alla rotta ortodromica che però passava dritta dentro l’anticiclone. Mura ha deciso quindi di giocare con il bordo dell’alta pressione, navigando sul suo limite, per continuare a percorrere la rotta più diretta possibile. Un rischio calcolato ma pur sempre un rischio: basta una traiettoria sbagliata di qualche decina di miglia o un piccolo spostamento dell’anticiclone e la bonaccia si materializza implacabile. Complessa in questo momento la situazione di Vento di Sardegna: l’unico modo per uscirne è fare rotta a est, rientrare nell’aria e poi strambare verso sud, esattamente quello che sta facendo Andrea Mura, ma il prezzo da pagare sarà veramente caro, Anne Caseneuve viaggia in piena pressione a 13.3 nodi. L’aliseo sembra stabile, il ritardo di Mura salirà rapidamente oltre le 100 miglia e al momento non si aprono opzioni tattiche di attacco all’orizzonte.

Giancarlo Pedote nel frattempo, sul Class 40 Fantastica di Lanfranco Cirillo, viaggia in diciottesima posizione a 250 miglia dal leader di classe, Alex Pella in lotta ravvicinata con Kito de Pavant, ma la sua posizione vale tatticamente almeno un 13-14. Tattica prudente quella dello skipper toscano ma con un’opzione decisa: tenersi il più lontano possibile dai capricci delle Azzorre, fare rotta sud per agganciare la massima pressione dell’Aliseo, strambare e attaccare mure a destra tutti i concorrenti posizionati più a ovest. Il posizionamento è più che buono, un recupero sui primissimi sembra alquanto arduo, ma risalire nelle prime dieci posizioni è fattibile. Pedote ha dimostrato un ottimo feeling con il piano Verdier ed è stato tra i più veloci della flotta Class 40, spesso il più veloce dalla sua ripartenza da Roscoff dopo il pit stop.

Tra gli IMOCA 60 è ormai lotta a due tra François Gabart, in testa a 1505 miglia dal traguardo, e Jérémie Beyou attardato di 35 miglia. E’ un dato di fatto che si tratti dei due IMOCA più veloci, gli stessi che incendiarono il Vendée Globe quando l’attuale Maitre Coq di Beyou era condotto da Armel Le Cleac’h con il nome di Banque Populaire. Gabart da parte sua fa….Gabart. Ovvero strapazza la flotta, tiene il piede pigiato sull’acceleratore, macina miglia, traccia traiettorie perfette giocando con il bordo dell’alta pressione. Un fenomeno che al momento sembra avere veramente pochi rivali tra gli IMOCA. Alessandro Di Benedetto fa un buon passo, viaggia in sesta posizione filando a 13 nodi e tenendo a debita distanza il suo concorrente diretto, Tanguy De Lamotte.

Tra i Multi 50 la battaglia è serrata: Erwan Le Roux guida con 14 miglia di margine su Lalou Roucayrol, entrambi a poco più di 1400 miglia dall’arrivo, entrambi scendono nell’Aliseo a oltre 19 nodi di velocità.

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Azzorre, 7 novembre- Che bello sentire lo sciabordio dell’acqua sullo scafo di Fantastica mentre il rumore del vento sulle vele pervade il cellulare. Anche via telefono satellitare l’intensità della Rotta del Rum è palpabile. Vien quasi voglia di spingere quel Class 40 arancione nella sua rimonta. E la voce sicura e determinata di Giancarlo Pedote fa il resto. Lo abbiamo sentito oggi, ricevendo una sua chiamata dall’Oceano Atlantico, mentre Fantastica era a circa 450 miglia a ovest di Gibilterra.

“Sto rimontando e solo ora sto riuscendo a riposare un po’ dopo una prima settimana molto dura”, ci ha detto, “Non mi fido di tagliare l’Anticiclone delle Azzorre nel suo lato SE e sono convinto della mia scelta attuale, ora dobbiamo attraversare una dorsale prima degli Alisei, ma ho ripreso già molte barche dopo lo scalo a Roscoff della prima notte e le prossime 48 ore saranno importanti, non bisogna mollare”.

Pedote su Fantastica durante gli allenamenti pre-Rhum
Pedote su Fantastica durante gli allenamenti pre-Rhum

In effetti al rilevamento delle 20 di oggi Fantastica è dato 17esimo a 206 miglia dal primo, Kito de Pavant, ma virtualmente potrebbe essere almeno tre posizioni più su, visto che le distanze all’arrivo in Guadalupa tengono conto della vicinanza alla rotta ortodromica, che passa però nel bel mezzo dell’Anticiclone delle Azzorre, quindi impercorribile.

“Adesso filo sui 10 nodi e ne ho altrettanti di vento, va bene e sto prendendo sempre più la mano alla barca. La prima notte è stata davvero dura, con la salita in testa d’albero di notte con 30 nodi e onde notevoli che mi è costata uno sforzo enorme per tirar giù la trinchetta. Poi ero distrutto, quasi a dover svenire e quando mi sono trovato a dover prendere la terza mano di terzaroli alla randa ho scoperto che la borosa dentro al boma aveva un imbroglio. A quel punto non avevo altra scelta che quella di riparare a Roscoff per uno scalo. L’ho fatto e sono ripartito in fretta, tirando subito e sono contento. Ne ho ripresi molti e conto di avvicinarmi ancora, poi si vedrà anche se i primi sono lontani”.

L’umore del fiorentino ci è sembrato ottimo, così come la sua consueta capacità di analisi. Staremo a vedere, ma certo Fantastica c’è e lotta.

E Mura vola alle Azzorre

Chi sembra aver indovinato la sua opzione è Andrea Mura che, con Vento di Sardegna, ha invece deciso di “tagliare” l’angolo dell’Anticiclone e alle 20 di oggi era tornato ad avere 98 miglia di vantaggio su Anne Casaneuve sul trimarano Aneo. Un guadagno secco di 90 miglia in 24 ore. Adesso anche la francese, molto più a sud, ha iniziato a dirigere a ovest e vedremo all’incrocio virtuale chio avrà avuto ragione, anche se la posizione di Mura questa sera appare solida e con più vento rispetto al trimarano. “Continuo a rimanere in testa della Classe Rhum navigando con venti mforti. Sto percorrendo una rotta di 240nm verso nord e ho 100nm di vantaggio sul trimarano ANEO”, ha scritto in serata sul suo profilo Facebook Andrea Mura.

Andrea Mura oggi su Vento di Sardegna
Andrea Mura oggi su Vento di Sardegna

Cap Finisterre, Spagna- Per vincere bisogna prima arrivare. E’ quello che staranno pensando i concorrenti rimasti in gara alla Route du Rhum, dopo un inizio di regata disastroso sotto il profilo delle avarie e degli incidenti. In Biscaglia le condizioni restano severe: 30 nodi, mare superiore ai 4 metri, frangenti. Due depressioni in sequenza stanno seminando la desolazione nella flotta: due alberi sono caduti, due chiglie sono andate a fondo e non si contano le avarie anche tra chi riesce a proseguire.

Macif di Gabart lotta con i marosi in Biscaglia. Foto Liot/MACIF
Macif di Gabart lotta con i marosi in Biscaglia. Foto Liot/MACIF

L’ultima “vittima” illustre è stato Vincent Riou sul suo PRB, con un serio problema strutturale a una paratia è stato costretto al ritiro, era uno dei favoriti nella classe IMOCA. Pierre Antoine invece ha visto un fulmine abbattersi sul suo Multi 50: immediati i soccorsi, con la direzione della corsa che ha chiesto a Sebastien Rogues del Class 40 GDF Suez di dirottarsi in zona per dare manforte allo skipper.

A proposito di Sebastien Rogues: prima di essere deviato su Antoine era in testa tra i Class 40, con un copione già visto all’ultima Jacques Vabre: velocità superiore di qualche decimo rispetto agli avversari, routing perfetto, considerato lo stop forzato la direzione gli attribuirà un bonus di tempo che dovrebbe collocarlo ancora in testa con margine, al momento resta senza dubbio lui lo skipper da battere. Giancarlo Pedote sul Class 40 Fantastica, messogli a disposizione da Lanfranco Cirillo, è ripartito forte da Roscoff: subito un’opzione decisa per restare alto e andare ad agganciare il nordovest, scendendo in Biscaglia con un angolo migliore, più poggiato, rispetto ai concorrenti che gli sono sottovento. La posizione è da attacco, la velocità pure, sempre tra i più rapidi: accusa 127 miglia di ritardo figlie del suo pit stop forzato. La regata è lunga, Pedote ha le carte giuste per risalire, ma bisognerà fare i conti con il livello stratosferico della Flotta Class 40.

Nella classe Rhum Andrea Mura su Vento di Sardegna resta saldamente al comando e controlla la flotta avendo guadagnato in Biscaglia un importante sopravvento che gli consentirà di partire prima alle portanti rispetto ai suoi concorrenti diretti. L’unica che sembra poter tenere il passo di Vento di Sardegna in queste prime battute è Anne Caseneuve sul trimarano Aneo.

Tra gli IMOCA 60 prosegue il suo assolo François Gabart su Macif: con Vincent Riou fuori combattimento, al momento nessuno sembra riuscire a tenere il passo del biondo, che vanta 45 miglia di vantaggio sul concorrente più vicino, Jérémie Beyou su Maitre Coq, ex Banque Populaire. Macif naviga in questa Route du Rhum con un set di appendici e un albero nuovo, un aggiornamento necessario dopo il disalberamento alla Jacques Vabre. Alessandro Di Benedetto prosegue senza problemi, resta conservativo senza spingere troppo la barca, il suo è l’IMOCA più vecchio della flotta.

Nella classe Ultime al momento vince ai punti la vecchia volpe Loick Peyron, che tiene a bada Yann Guichard su Spindrift 2, staccato di 67 miglia, e Sebastien Josse a 69. Tra i Multi 50 il leader provvisorio è Lalou Roucayrol, che in queste ore naviga però ad andatura ridotta, velocità bassa che potrebbe tradire un problema tecnico. Yves Le Blevec e Erwan Le Roux al largo del Portogallo potrebbero ormai essere in procinto di superarlo.

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Aggiornamento ore 9 Giancarlo Pedote con Fantastica si è diretto a Roscoff, dove è arrivato all’alba di oggi, a causa di problemi alle stecche della randa. Al momento è in porto e sta risolvendo il problema.

Alle 23:30 di ieri sera Sodebo Ultime di Thomas Coville è stato danneggiato in una collisione con un Cargo nella Manica. Coville si è diretto verso Roscoff dopo che il suo megatrimarano ha perso la parte prodiera dello scafo di dritta.

Saint Malò, Francia, 2 novembre- Decine di migliaia di spettatori sulle scogliere bretoni e centinaia di barche in acqua hanno salutato oggi la partenza della Route du Rhum Destination Guadaloupe. Tempo novembrino degno della fama della regata, con vento sui 16-18 nodi e groppi di pioggia, che hanno accompagnato i 91 solitari suddivisi in cinque classi nelle prime miglia delle 3.524 che attendono la flotta fino all’arrivo a Pointe a Pitre, in Guadalupa.

La partenza del Rhum oggi alle 14 da Saint Malò. Foto
La partenza del Rhum oggi alle 14 da Saint Malò: Macif e PRB in testa agli Imoca 60. Foto Corcoux

I più veloci sulla linea di partenza sonoi stati Thomas Coville con Sodeb’O tra i grandi trimarani della classe Ultime, seguito da Sidney Gavignet su Oman Musandam. Tra gli Imoca 60 duello iniziale tra Gabart su Macif e Riou su PRB, con il vincitore del Vendee Globe che risce poi a prendere la testa.

Bene in partenza Giancarlo Pedote con Fantastica sui Class 40 e Andrea Mura con vento di Sardegna nella classe Rhum. Alla boa di disimpegno di Cape Frehel, il velista cagliaritano ha preso la testa nella sua classe, la Rhum (di cui è campione uscente), e al rilevamento delle 19:45 era primo tra i monoscafi e terzo assoluto, a un miglio dai due trimarani di Anne Caseneuve e Patrick Morban.

Spindrift 2 di Yann Guichard naviga verso il groppo subito dopo la partenza. (Photo © Chris Schmid/Spindrift racing
Spindrift 2 di Yann Guichard naviga verso il groppo subito dopo la partenza. (Photo © Chris Schmid/Spindrift racing

Nella qualificatissima Class 40, Giancarlo Pedote sul Fantastica messogli a disposizione da Lanfranco Cirillo sta lottando tra i migliori e alle 19:45 era undicesimo a 3,4 miglia dal primo, lo spagnolo Alex Pella.

Fantastica nelle chiuse di Saint Malò ieri sera pronta per l'uscita in mare di questa mattina
Fantastica nelle chiuse di Saint Malò ieri sera pronta per l’uscita in mare di questa mattina

Alessandro Di Benedetto, che regata senza ambizioni di classifica negli Imoca 60 con il suo Team Plastique, era nono.

Tra i grandi trimarani oceanici si profila già un duello tra Coville su Sodeb’o e Loickj Peyron su Banque Populaire VII, che stanno navigando molto vicini sottocosta alla Bretagna settentrionale verso il passaggio di Ouessant.

Per la notte è atteso un duro fronte con venti fino a 40 nodi sulla flotta, condizioni che potrebbero mettere subito a dura prova uomini e attrezzature.

Folla sulle scogliere al passaggio di Cap Frehel. Foto Ortoux
Folla sulle scogliere al passaggio di Cap Frehel. Foto Ortoux

L’ordine dei passaggi a Cap Fréhel

1 – Lionel Lemonchois (Prince de Bretagne) / 1st Ultime
2 – Sidney Gavignet (Musandam – Oman Sail)
3 – Thomas Coville (Sodebo Ultim’)
4 – Loïck Peyron (Maxi Solo Banque Populaire VII)
5 – Sébastien Josse (Edmond De Rothschild)
6 – Yann Eliès (Paprec Recyclage)
7 – Yann Guichard (Spindrift 2)
8 – Yves Le Blévec (Actual) / 1st Multi50
9 – Francis Joyon (Idec Sport)
10 – Erwan Leroux (FenêtréA – Cardinal)
11 – Lalou Roucayrol (Arkema Région Aquitaine)
12 – François Gabart (MACIF) / 1st IMOCA
13 – Vincent Riou (PRB) 14 – Loïc Fequet (Maître Jacques)
15 – Jérémie Beyou (Maître Coq)
16 – Marc Guillemot (Safran)
17 – Louis Burton (Bureau Vallée)
18 – Bertrand De Broc (Votre Nom Autour du Monde)
19 – Tanguy De Lamotte (Initiatives-Coeur)
20 – Armel Tripon (Humble for Heroes)
21 – Erik Nigon (Vers un monde sans sida)
22 – Pierre Antoine (Olmix)
23 – Andrea Mura (Vento Di Sardegna) / 1st Rhum
24 – Sébastien Rogues (GDF SUEZ) / 1st Class40‏

www.routedurhum.com/en/s02_corporate/s02p08_cartographie.php

Saint Malò, Francia- Numeri da record per la Route du Rhum Destination Guadaloupe, la transatlantica in solitario che scatta domenica 2 novembre da Saint Malò (alle 14 partenza unica per tutte le classi in regata). Sono ben 91 i solitari che, suddivisi nelle cinque classi (Ultime, Imoca 60, Multi 50, Class 40 e Rhum) prenderanno parte alle 3.542 miglia dalla Bretagna alla Guadalupa.

Il bacino interno di Saint Malò invaso dalle 91 barche del Rhum
Il bacino interno di Saint Malò invaso dalle 91 barche del Rhum

La regata quadriennale, un vero e proprio cult per la course au large francese, vede quest’anno una buona partecipazione internazionale, con nove Paesi rappresentati, tra cui l’Italia che presenta Giancarlo Pedote con il Fantastica di Lanfranco Cirillo nei Class 40, Andrea Mura con Vento di Sardegna campione uscente nella classe Rhum, e l’italo-francese Alessandro Di Benedetto con Team Plastique AFM Telethon negli Imoca 60. Sono 11, nove uomini e due donne, i non francesi presenti al Rhum.

La banchine della “città corsara” sono già invase da migliaia di spettatori, con le barche disposte a occupare tutto il bacino interno alle chiuse.

Da segnalare che Andrea Mura ha diffuso oggi le sue nuove App per seguire Vento di Sardegna. L’App permette la localizzazione dell’Open 50 Vento di Sardegna durante la Route du Rhum, la visualizzazione dei video in tempo reale dalla sua imbarcazione. E’ possibile inoltre ricevere tutti gli aggiornamenti con tutte le notizie dalla gara, scoprire gli altri equipaggi, gli sponsor e i partner tecnici e vivere quindi da vicino il mondo di “Vento di Sardegna”.

Questo il LINK per scaricarla da iTunes:

https://itunes.apple.com/it/app/vento-di-sardegna-at-route/id929033610?l=en&mt=8

Questo il LINK per Google Play:

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.ventodisardegna&rdid=com.ventodisardegna

Giancarlo Pedote, come ci ha raccontato nell’intervista pubblicata due giorni fa, si sente pronto e ha lavorato a fondo nelle ultime settimane su Fantastica. Per lui 42 avversari nella competitiva Class 40. “Questa è un’opportunità incredibile per me, essere a Saint Malò per regatare in questa Route du Rhum. Pochi mesi fa non pensavo che fosse possibile. Poi Lanfranco Cirillo mi ha dato la sua barca. Naturalmente la regata è ancora da fare ma sono molto felice di essere qui, in un evento che ha luogo solo ogni quattro anni. Non mi aspetto molto ma voglio vedere cosa posso fare dopo diversi anni nei Mini 650”.

Pedote a bordo di Fantastica
Pedote a bordo di Fantastica

Il livello nella classe Ultime, quella dei grandi trimarani oceanici, è stellare, con tutti i grandi di Francia sulla linea di partenza. Ci sono Loick Peyron con Banque Populaire VII, Yann Guichard su Spindrift 2, Francis Joyon su Idec, Thomas Coville su Sodebo, Lionel Lemonchois su Prince de Bretagne, poi i Mod 60 con Oman Musandam di Sidney Gavignet, Seb Josse su Edmond de Rotschild, Yann Elies su Paprec Recyclage.

Tra gli Imoca 60 favorito d’obbligo è Francois Gabart su Macif, vincitore dell’ultimo Vendee Globe.

www.routedurhum.com

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