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Prosegue la serie di articoli che B&G dedica all’analisi della Volvo Ocean Race. Mark Chisnell racconta e analizza la seconda settimana della regata; mentre un’importante fase si conclude, un’altra sta iniziando. Abu Dhabi e Team Brunel escono al comando e in velocità dai Doldrums, con in terza posizione Team Vestas Wind a sfidare ogni tradizione. Un’incantevole brezza ha iniziato a soffiare, fino all’incombere all’orizzonte dell’Anticiclone di Sant’Elena a bloccare la via verso Cape Town.

L’articolo completo su: www.bandgvor.com

Articolo – Mark Chisnell – Direzione Sud! – Leg 1 Week 3

‘West was Best!’ ovvero l’ovest era la scelta migliore

Abbiamo lasciato la flotta una settimana fa (http://www.bandgblog.com/volvooceanrace/to-the-trade-winds-leg-1-week-2/), mentre affrontava i Doldrums. Nel pomeriggio del 21 Ottobre, la prima linea era così schierata da ovest a est, da sinistra a destra: Abu Dhabi Ocean Racing, Team Brunel, Dongfeng Race Team, MAPFRE e Team Vestas Wind.

La saggezza della tradizione favorisce chi sceglie l’ovest entrando nei Doldrums, quindi la scommessa era sempre tra chi ne sarebbe uscito per primo, tra Abu Dhabi Ocean Racing e Team Brunel. E così è stato.

Report 3 - #3

Lasciare i Doldrums

Le barche di Ian Walker e Bouwe Bekking hanno lasciato i Doldrums nella notte del 23 Ottobre (tutti gli orari sono in UTC). Possiamo vedere dalla che le due imbarcazioni sono quasi fianco a fianco negli Alisei di sud-est. Dietro di loro, il gruppo principale è composto da Dongfeng Race Team, MAPFRE, Team Alvimedica e Team SCA – tutti ancora nei Doldrums.

L’aspetto davvero interessante è stata la fuga di Team Vestas Wind – in terza posizione e con la stessa velocità del duo di testa. Erano la barca più a est dei Doldrums – a circa 150 miglia di distanza dai potenziali leader. Le opzioni sono due: o lo skipper Chris Nicholson e il navigatore Wouter Verbraak si sono venduti l’anima al diavolo o hanno giocato bene le loro carte. Non riesco a ricordare l’ultima volta che ho visto fughe del genere da entrambi i lati della flotta – ma infondo, questi sono i Doldrums e qui tutto può succedere.

 

La Gioia degli Alisei

Mentre i tre davanti navigavano negli Alisei, il resto della flotta ha dovuto lottare fino a tutto il 23 Ottobre. Tutti sono finalmente riusciti a ripartire verso il tardo pomeriggio. A quel punto, il gap era notevole: Abu Dhabi Ocean Racing guidava il gruppo di testa, con Dongfeng Race Team a 164nm – ecco l’effettivo prezzo pagato per il timone rotto in precedenza dal team cinese.

In tutti i discorsi sull’uscita dai Doldrums, l’altro tema che viene sempre sollevato è il distacco laterale da est a ovest. Una volta che le barche escono negli Alisei di sud-est, esse sono tutte dirette verso l’isola di Fernando de Noronha (FdN), che si devono lasciare a sinistra. In teoria, più una barca è posizionata a est, più ampio e veloce è l’angolo di andatura negli Alisei di sud-est, e quindi più veloce andrà la barca.

 

La Prova del Team Vestas Wind

Nella (Pic 3) la distanza laterale tra Abu Dhabi Ocean Racing e Team Vestas Wind era di 120nm. Gli uomini di Ian Walker avevano poi un vantaggio di 101.4nm sull’equipaggio di Chris Nicholson. Andiamo avanti fino al momento in cui Abu Dhabi Ocean Racing gira intorno a FdN.

Era poco prima delle 14.00 del 24 Ottobre, sono passate poco meno di 24 ore. Abu Dhabi Ocean Racing stava passando per primo intorno a FdN facendo marcare i primi punti in classifica, con il Team Brunel soltanto 18nm più indietro. Ma guardate il gap con Team Vestas Wind, è ora sceso a poco più di 60nm. Team Vestas Wind aveva recuperato 40nm in meno di 24 ore grazie alla sua decisione di uscire a est dei Doldrums. Infatti, la barca ha guadagnato un terzo di miglio per ogni miglio di posizionamento a est di Abu Dhabi Ocean Racing.

Una sola precisazione – Ian Walker (ADOR) ha già navigato in queste acque, aveva infatti compiuto la stessa mossa nel 2008-09 quando Green Dragon era la barca più a ovest nei Doldrums ed era in testa a FdN. La differenza stava nel fatto che allora la sua barca era molto più lenta della maggior parte delle altre e non avrebbe potuto resistere fino a Cape Town.

 

Non c’è tempo per ballare

I leader avranno anche passato FdN, ma questa tappa si conclude in Sud Africa. Per arrivarci, le barche dovranno affrontare l’Anticiclone di Sant’Elena. Nella figura sotto non sono ancora le 10.00 del 26 Ottobre – una domenica mattina per voi e per me, ma non per i team a bordo che devono definire la strategia; loro hanno un enorme lavoro da fare.

L’Anticiclone di Sant’Elena si estende per tutto l’Atlantico Meridionale. L’area di alta pressione è chiaramente visibile sia dall’anello della singola isobara sia dal flusso in senso anti-orario del vento intorno ad esso (il flusso è antiorario nell’Emisfero Sud e orario in quello Nord). Eh sì… nel mezzo c’è assenza totale di vento.

È questa massiva mancanza di vento che domina la strategia tra FdN e Cape Town. La rotta tradizionale prevede di dirigersi a sud lungo le coste del Brasile sul lato dell’alta pressione e rimanere nel vento da nord – nordovest lungo il lato sinistro.

Alla fine, le barche arriveranno abbastanza a sud da essere alla portata di un sistema di bassa pressione in movimento da ovest a est. Troveranno così la nuova fresca brezza dal basso e – se avranno successo – potranno navigare con quel vento fino a Cape Town.

Report 3 - #5

 

La Rotta per l’Inferno

Questa è la teoria – ma nella pratica non è mai così semplice. Andiamo avanti di un altro giorno, fino a mezzogiorno di lunedì 27 Ottobre, l’ora di pranzo. Le tre imbarcazioni di testa – Abu Dhabi Ocean Racing, Team Brunel e Team Vestas Wind – hanno dovuto tutte strambare.

La ragione di questa scelta sta nel fatto che navigando tutte verso sud, si stavano spostando rispetto al centro dell’alta pressione, passando da una brezza nord-orientale a un vento da nord. Se le barche avessero continuato con le mura a sinistra, il lento cambiamento del vento le avrebbe obbligate a continuare dritte verso il centro dell’alta pressione. I leader hanno quindi strambato, mentre il resto della flotta era ancora nel vento favorevole e continuava nella loro direzione. Il risultato è che abbiamo avuto un deciso avvicinamento delle imbarcazioni e il livello di stress è aumentato.

 

Un Momento Decisivo?

Le successive 24 ore sono trascorse nella zona rossa – era di nuovo il momento di prendere una decisione sulla strategia da adottare. Diamo un’occhiata ai più recenti dati disponibili nella (Pic 7), relativi alle 09.40 del 28 Ottobre. Guardate le rotte che indicano come le sette barche hanno affrontato i cambi di vento nella loro azione di navigazione verso sud e guardate come hanno evitato di venire risucchiate nel centro dell’alta pressione e di rimanere così bloccate.

Le opinioni a bordo delle imbarcazioni in testa in merito a quanto poter navigare vicino al centro erano ovviamente divergenti. Team Vestas Wind lavorava duramente sul lato più a ovest, con il Team Brunel sul lato orientale – circa duecento miglia a est! Questo è quello che io chiamo leverage… Nel frattempo, il conservatore, Ian Walker è tornato a condurre la flotta al centro a bordo di Abu Dhabi Ocean Racing.

In seconda fila, Team Alvimedica e Dongfeng Race Team stanno sostenendo le valutazioni di Walker, seguendo la sua linea. Mentre in terza fila, Team SCA e MAPFRE stanno entrambi guardando a ovest per cercare di avanzare.

 

E dopo cosa accade?

Una piccola bassa pressione si sta formando appena fuori dalla costa Argentina e si sta dirigendo a est della foce del River Plate. Questa bassa pressione spingerà con sé verso est l’alta pressione, creando così una fascia di vento tra i due centri di pressione opposta (come mostrato in questa carta meteo http://magicseaweed.com/South-Atlantic-Surf-Chart/30/?chartType=PRATE ). È questa fascia di vento che fornirà una via di fuga verso sud e verso una maggiore bassa pressione, che consentirà alle barche di dirigersi finalmente a est.

Sarà tutta una questione di tempo e di velocità di passaggio della bassa pressione. La nuova e più forte brezza arriverà da ovest e questo darà iniziale vantaggio al Team Vestas Wind, che dovrebbe così iniziare a ridurre il gap. A bordo del Team Brunel, si fa affidamento sul fatto che la bassa pressione si muova più velocemente del Team Vestas Wind, cosicché la nuova brezza li raggiunga prima delle barche all’inseguimento. Una volta che saranno tutti nello stesso vento, dovrebbero infatti poter mantenere il vantaggio che a quel punto avranno conservato, perché da quel momento tutti saranno diretti a sud-est.

Credo che il gruppo di testa si ridurrà ancora, ma credo anche che il rapido procedere verso sud significhi che Team Brunel continuerà ad aggrapparsi alla prima posizione, pressato dagli Emirates e poi dal Team Vestas Wind. E nulla di tutto ciò avrà probabilmente alcuna importanza nella lunga distanza, dal momento che le previsioni mostrano un’alta pressione su Cape Town nell’immediato futuro. Non c’è una strada semplice verso la fine. E questa è una lunga strada.

Ci rivediamo qui la settimana prossima. (Mark Chisnell)

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