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Brest, Francia- Sono state assai movimentate le prime 24 ore della Route du Rhum Destination Guadaloupe. Una collisione rischiosissima con un cargo che ha causato il ritiro di Thomas Coville su Sodebo, uno dei favoriti nella classe Ultime, la più grande e attesa. Undici ritiri totali tra cui due chiglie perse con relativa scuffia (i due Class 40 Sensation e Team Sabrosa), un disalberamento (il Multi 50 Royan), alcuni dei velisti più attesi già in porto: oltre allo stesso Coville, che stava lottando con Loick Peyron per la leadership overall, anche Nicolas Troussel, Arnaud Boissières, Thierry Bouchard nei Class 40 e Bertrand de Broc e Vincent Riou negli Imoca 60.

Vento di Sardegna alla partenza. Foto Ungaro
Vento di Sardegna alla partenza. Foto Ungaro

Diversi i solitari che sono stati costretti a un pit stop per riparare varie avarie, tra cui Giancarlo Pedote con Fantastica che è riparato nel porto bretone di Roscoff dopo una nottata burrascosa, una salita in testa d’albero nella notte e un’avaria alle borose nel boma. Pedote è ripartito intorno a mezzogiorno e sta inseguendo con tenacia la flotta dei Class 40. Alle 18:40 era trentesimo a 89 miglia dal leader Sebastien Rogues su GDF Suez, con buone possibilità di recupero già in Biscaglia.

I Class 40 in porto a Roscoff. Quello con lo scafo arancione è Fantastica di Giancarlo Pedote, ripartito alle 12 di lunedì.
I Class 40 in porto a Roscoff. Quello con lo scafo arancione è Fantastica di Giancarlo Pedote, ripartito alle 12 di lunedì.

Andrea Mura con Vento di Sardegna è in testa alla classe Rhum, che già lo aveva visto vincitore nel 2010. Alle 18:40 era molto fuori Ouessant, all’ingresso della Biscaglia, con 21 miglia di vanmtaggio sul trimarano di Anne Casaneuve. Mura ha scelto di posizionarsi più a ovest per meglio sfruttare il prossimo vento portante in arrivo. Per martedì, infatti, sono attesi venti forti sui 30-35 nodi a Capo Finisterre, ma portanti per una rapida discesa verso le Azzorre.

In testa alla regata e agli Ultime c’è Loick Peyron con Banque Populaire VII, con circa 33 miglia di vantaggio sulla coppia Lemonchois su Prince de Bretagne e Guichard su Spidrift 2.

Francois Gabart guida con Macif tra gli Imoca 60, con 26 miglia di margine su Safran di Guillemot. Vincent Riou con PRB ha annunciato di dover fare scalo a Port la Foret. Grazie ai tre ritiri nella sua classe Alessandro di Benedetto su Team Plastique è ora sesto a 90 miglia dal leader.

Assai significativo il racconto di Thomas Coville sulla collisione:

“Oggi mi sento come una vittima di un’incidente d’auto. Comne se un camion mi fosse venuto addosso, un motociclista di notte. Praticamente è ciò che è successo. Mi stavo tenendo fuori dalla TSS, l’area da evitare a causa del traffico marittimo, e stavo andando davvero veloce. In serata avevo avuto e risolto un piccolo problema alla prua, così avevo deciso di accelerare e cercare di riprendere Loick Peyron ma stavo comunque navigando abbastanza tranquillamente. Un allarme del motore è suonato, un reminder del carica batterie, così sono andato di sotto perché ero sorpreso dal fatto che dopo sole otto ore dovessi già ricaricare le batterie. Non c’era nulla di strano così sono tornato indietro ed è in quel momento che l’ho visto sullo schermo del mio radar… Potete immaginare che sulle nostre barche non abbiamo molta visibilità, era notte, c’erano rovesci di pioggia e praticamente noi navighiamo come piloti di aereo o come controllori, usando il radar.

Sodebo con la prua e lo scafo di dritta distrutti
Sodebo con la prua e lo scafo di dritta distrutti

Potevo vedere che c’erano due navi vicino a me. Stavo navigando in wind-mode, che basicamente significa che navighi tenendo conto delle variabili del vento e degli angoli (il pilota segue un angolo prestabilito con il vento e non una prua bussola, Ndr). SE sto navigando a 25 nodi e il carco a 18 nodi, noi abbiamo una velocità di avvicinamento di 40 nodi. Le due miglia che ci separavano sono state coperte in un minuto e trenta secondi. Sono uscito in coperta dopo aver acceso il motore ed essermi messo la giusta cerata ed è stato proprio in quel momento quando ho alzato lo sguardo e ho visto questo enorme muro nero tagliarmi la rotta di fronte a me. L’ho colpito a un metro e mezzo-tre metri dalla poppa. Non ci siamo passati per soli tre metri…”.

Risultato, prua e scafo di dritta andati e ritiro… E gli è andata decisamente bene.

www.routedurhum.com

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