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Abu Dhabi, EAU- Dopo il clamoroso naufragio di Vestas e le dichiarazioni di ieri del team di Chris Nicholson, l’attenzione della Volvo Ocean Race torna a concentrarsi sull’esito della seconda tappa ormai prossima a concludersi negli Emirati Arabi. Dopo una settimana di leadership Abu Dhabi, è stata superata dalla coppia Team Brunel/Dongfeng che ha navigato praticamente fianco a fianco per gli ultimi nove giorni. Solo da ieri sera Bouwe Bekking sembra essere riuscito a prendere un vantaggio importante, 11,8 miglia alle 9:40 UTC di oggi, su Dongfeng, quando mancano 751 miglia all’arrivo ad Abu Dhabi. Ian Walker con Azzam è sceso a 39,2 miglia pagando una posizione appena più occidentale all’uscita dai secondi doldrums della tappa.

Il grande sconfitto della tappa però pare essere ancora una volta Mapfre, che ha visto fallire la sua insistente opzione orientale finendo addirittura per scendere in quinta poszione a 322 miglia da Brunel. Ricordiamo che lo skipper Iker Martinez e il nuovo navigatore Jean Luc Nelias avevano deciso di lasciare la flotta che stavano guidando, subito dopo il passaggio dell’atollo di Cargados Carajos Shoals, opzione tentata per tutta la scorsa settimana ma senza esito. Il mix spagnolo-francese a bordo di Mapfre sembra proprio non funzionare. Alvimedica è a 312 miglia mentre TEam SCA chiude la flotta a 423 miglia.

La tappa è ancora incerta, però, visto che il prossimo passaggio nello Stretto di Hormuz e la navigazione finale nel Golfo Persico potrà riservare ancora sorprese.

Team Vestas: barca irriparabile ma proveremo a tornare con un’altro VO65

Ieri mattina si è svolta la conferenza stampa di Team Vestas, in cui lo skipper Chris Nicholson, il navigatore Wouter Verbaak, il CEO di Team Vestas Morten Albæk e il CEO della Volvo Ocean Race Knut Frostad hanno risposto alle numerose domande pervenute vie email dai giornalisti di tutto il mondo.

La conferenza stampa di ieri. Foto VOR
La conferenza stampa di ieri. Foto VOR

“La barca non è riparabile ma sarà comunque rimossa, per rispettare l’ambiente, dal reef nelle prossime settimane. Team Vestas sta esplorando però ogni opportunità di tornare in regata con una nuova barca e faremo tutto il possibile affinché ciò possa accadere. E’ opinione comune che la barca non possa essere riparata e quindi l’opzione che stiamo studiando insieme a VOR è di costruirne una nuova, se questo sarà possibile e se ci sarà il tempo di farlo è ancora oggetto di analisi”, ha detto Morten Albæk.

Nicholson e Verbaak hanno ribadito l’errore umano, ovvero il mancato studio della rotta nei dettagli senza approfondire la presenza dell’atollo di Cargados Carajos Shoals e senza avere un adeguato zoom sul cartografico prima di quel passaggio. “Abbiamo fatto un grave errore, ma la cosa positiva è che poi non ne abbiamo fatti altri”, ha detto il navigatore assumendosi la responsabilità del fatto e riferendosi poi alla riuscita gestione di un’emergenza davvero complessa e pericolosa. “Il livello di assistenza che abbiamo ricevuto quella notte è stato eccezionale”, ha detto Nicholson.

Nello specifico sono state confermate le ipotesi che avevamo fatto nell’analisi del naufragio, soprattutto quando Nicholson ha dichiarato che “Nelle 48 ore prima dell’incidente, Wouter e io in riferimento ai nostri normali compiti riguardo alla rotta della barca, avevamo notato che c’erano alcuni bassifondi (lo skipper si riferisce alle batimetriche evidenziate da uno zoom non elevato che invece dell’atollo evidenziano appunto dei bassifondi rispetto alle profondità oceaniche, prova certa che la rotta non era stata analizzata nella sua completezza, Ndr). Quando li ho visti ho chiesto quali profondità avessero, se c’era corrente e quali condizioni di onda ci sarebbero state. Wouter ha risposto che le profondità andavano dai 3.000 m a 40 m, che erano il minimo delle profondità, e che la corrente era ininfluente. Ha poi specificato quale condizioni di onda ci sarebbero state”.
Wouter Verbraak ha aggiunto: “Avremmo dovuto continuare a zommare l’area molto di più sulle carte elettroniche. Non farlo è stato un errore enorme che ho fatto io, ma la buona notizia e che poi non ne abbiamo fatti altri”.

Quindi, su Team Vestas nessuno aveva controllato l’esistenza dell’atollo (che ricordiamo è lungo 25 miglia, è cartografato ed è considerato pericoloso da tutte le Pilot dell’Indiano), neanche dopo la presenza della depressione tropicale che aveva portato la flotta a percorrere una rotta, obbligata dai target di velocità e dalla strategia meteo del momento, che sarebbe inevitabilmente passata da quel reef. Il che è davvero clamoroso se si considera il livello dell’equipaggio e della regata, ma è anche sintomo di quanto la cieca fiducia nella navigazione elettronica possa far dimenticare principi base di marineria.

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Aggiornamento ore 8 Tutti i nove velisti sono stati tratti in salvo e trasportati sull’Isola del Sud dal personale della Guardia Costiera locale. Stanno tutti bene. La barca è letteralmente poggiata sul reef e sbandata di una ventina di gradi. Team Alvimedica, che ha prestato assistenza fino all’esito positivo dell’operazione è stato autorizzato a riprendere la regata.

Vestas incagliato sul reef di Cargados Shoals, visto da Alvimedica. Foto Ross
Vestas incagliato sul reef di Cargados Shoals, visto da Alvimedica. Foto Ross

Cargados Carajos Shoals, Oceano Indiano, 29 novembre- Emergenza alla Volvo Ocean Race. Team Vestas Wind ha urtato un reef, sul lato sud est delle note Cargados Carajos Shoals (vedi immagine sotto), a 214 miglia a NNE da Mauritius. Il VO65 ha perso i due timoni e ha delle vie d’acqua e, secondo quanto comunicato, dovrà essere abbandonato. Sul posto è stata dirottata Alvimedica, che sta prestando assistenza all’equipaggio di Chris Nicholson, che a quanto si è saputo non ha subito danni fisici. L’evacuazione è prevista all’alba di domenica.

Un incidente che ha del clamoroso, vista la posizione di quel reef, disperso nel nulla a nord di Mauritius e ben prima delle Seychelles e l’enorme tecnologia e grado di attenzione dei navigatori a bordo dei Volvo Ocean 65.

Questa la posizione di Vestas sul reef di Cargados Carajos Shoals (elaborazione FareVela da posizione tracking e Google Earth):

16° 48' 28" S  059° 34' 51" E, la posizione di Vestas al momento dell'incaglio sul reef.
16° 48′ 28″ S 059° 34′ 51″ E, la posizione di Vestas al momento dell’incaglio sul reef.

16° 48′ 28″ S 059° 34′ 51″ E, la posizione di Vestas al momento dell’incaglio sul reef.
16° 48′ 28″ S 059° 34′ 51″ E, la posizione di Vestas al momento dell’incaglio sul reef.

Vestas urta una barriera corallina

Oggi sabato 29 novembre 2014, alle 1510 UTC (le 16.10 ora italiana, quindi appena dopo il tramonto ora locale) Team Vestas Wind ha informato il Race Control Centre di Alicante che la barca ha urtato un basso fondale, le Cargados Carajos Shoals, nei pressi dell’isola di Mauritius nell’oceano Indiano. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito a bordo.

Gli organizzatori sono in contatto con la barca per stabilire l’entità del danno e per garantire che l’equipaggio abbia il supporto necessario a gestire la situazione.

Il Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC, Centro di coordinamento della sicurezza marittima) dell’isola di Reunion Island è stato messo al corrente del problema.

L’equipaggio ha informato gli organizzatori di essersi incagliato in una barriera corallina ma che nessuno a bordo è ferito, la priorità numero uno della Volvo Ocean Race e di Team Vestas Wind è di garantire l’incolumità fisica delle persone. L’equipaggio ha informato gli organizzatori della volontà di abbandonare la barca sulle zattere di salvataggio.

Team Alvimedica e due altre barche sono in contatto con Team Vestas Wind per fornire l’eventuale assistenza necessaria.

L’ultimo comunicato delle 2030 UTC

Team Alvimedica è adesso arrivata sul luogo, è in contatto radio con Team Vestas Wind ed è in stand by per assistere Team Vestas Wind, in attesa della luce del giorno.

Race Contro è in contatto con TVW ogni ora. La situazione è stabile a boirdo e l’equipaggio ha porevisto di rimanere a bordo fino all’alba. Ci sono anche dei contatti radio stabiltii con una stazione della Guardia Costiera sull’Isola del Sud del reef, a poco meno di un miglio dalla barca, che ha anche un gommone disponibile.ù

Il piano è di assistere con questo mezzo l’equipaggio nell’abbandono della barca. Il team ha anche riferito di vie d’acqua nel compartimento di poppa. I Volvo Ocean 65 hanno compartimenti stagni a prua e a poppa. Il resto della barca è intatto compreso il rig.

Aggiornamento delle 21.45 UTC (22.45 ora italiana)
Team Vestas Wind ha informato di aver gonfiato due zattere di salvataggio e di averle fissate a poppa della barca, che continua a urtare sulle rocce della barriera corallina, la prua è diretta verso il largo.
Il team ha aggiunto che le zattere sono tenute a circa 15 metri dalla barca, in modo da poter essere raggiunte se necessario. Inizialmente questo non era stato previsto, ma le zattere sono state gonfiate in caso non fosse possibile farlo in seguito.
Per il momento l’equipaggio prevede di abbandonare la barca quando sopraggiungerà la luce del giorno con l’assistenza della guardia costiera dell’Ile du Sud e di Team Alvimedica.

Messaggio daTeam Alvimedica, Navigator Will Oxley:

“We are in contact with Vestas every 30 minutes on VHF radio whilst we wait for dawn at which time the local coast guard should be able to help effect a rescue. Meanwhile I am sure it is great for them to know we are standing by and ready to intersect their life rafts when they reach deep enough water for us to safely navigate in should they abandon at night.

Our sails are down and we are motoring back and forth on the lagoon side of the reef remaining as close as possible to the crew of Vestas Wind while they require assistance. We cannot get closer than about 1.8 miles to them because they are hard on the reef but in the event they abandon to the rafts we may be able to help with recovery. We may also be required to help after rescue but we await advice on this.

For all practical purposes we are no longer racing towards Abu Dhabi for now, but we have not suspended racing. However, in accordance with the laws of the sea, and Racing Rules of Sailing Fundamental Rule 1.1 we are standing by Vestas “to give all possible help to any person or vessel in danger.”

The guys on Vestas are our mates and many of us have sailed 1000’s of miles with them. We will remain with them as long as it is possible we may be able to help.”

Latest statement (to be linked to earlier): Update: 2030 UTC

Team Alvimedica has now arrived at the site, is in radio contact with Team Vestas Wind and is standing by to assist Team Vestas Wind, waiting for daylight.

Race Control is in contact with Team Vestas Wind every hour. The situation is currently stable on board and the crew plans to remain on board until daylight.

There is also contact established with a coastguard station on Isle de Sud, approximately 1.5 km from the boat, which has a RIB available.

The plan is for this vessel to assist in abandoning the boat as soon as possible after daylight.

Both rudders have been reported broken by the Team Vestas Wind crew. The team has also reported water ingress in the stern compartment.

The Volvo Ocean 65 has watertight bulkheads in the bow and the stern. The remaining part of the boat is intact including the rig.

We will update as soon as we have further information.

Mauritius, 28 novembre- Non più tempesta ma “solo” depressione tropicale per la flotta della Volvo Ocean Race. Alle 9:40UTC di oggi il gruppo di testa, guidato da uno scatenato Mapfre, stava dirigendo in bolina larga verso nord, con l’obiettivo di lasciare a dritta la depressione e venire “lanciati” dai venti portanti del suo margine destro verso l’Equatore. Sono attesi per domani venti probabili fino a 40 nodi, ma nulla di pribitivo come si paventava fino a due giorni fa.

La flotta ha superato il Tropico del Capricorno, a bordo è tornato il caldo, l’acqua del mare è sui 25 gradi e le cerate stanno di nuovo lasciato il posto a pantaloncini e magliette. Iker Martinez aveva questa mattina 2 miglia di vantaggio su Abu Dhabi, 4,2 su Team Brunel e 8,6 su Dongfeng, che ha completato con successo la riparazione a una parte della rotaia della randa sull’albero. Più staccati Vestas e Alvimedica, indietro di 52 miglia. Team SCA è rimasto invischiato in venti leggeri molto a ovest ed è sceso a 100 miglia di distacco.

Da decidere, per i navigatori, come lasciare le isole di Reunion e Mauritius, che si trovano proprio sulla prua a circa 100 miglia. Un’opzione prevede di passarvi nel mezzo, con Reuniòn a sinistra e Mauritius a dritta oppure di lasciare entrambe a sinistra. Per evitare il centro della depressione l’opzione occidentale potrebbe essere quella scelta dagli skipper, ma lo sapremo già nel pomeriggio di venerdì. Una volta superata Mauritius inizierà la corsa alle portanti, con nuovi duelli in velocità tra i sempre vicinissimi VO65.

Rob Greenhalgh al timone di Mapfre, in testa alla Leg 2. Foto Vignale
Rob Greenhalgh al timone di Mapfre, in testa alla Leg 2. Foto Vignale

Giungono intanto i particolari della riparazione del team franco/cinese Dongfeng Race Team è stato costretto ad effettuare una prima e temporanea riparazione in alto mare alla rotaia della randa, danno che avrebbe potuto fermare la sua corsa, ma che grazie a un’intervento di emergenza dell’equipaggio, e in particolare del prodiere Ken Escoffier, per il momento è tenuto sotto controllo in attesa che le condizioni migliorino. La rotaia, montata longitudinalmente sull’albero (che è alto 30 metri) permette di issare o ammainare la randa. “Pensate alla rotaia di una tenda” ha spiegato per semplificare Mark Covell, Watch Producer di Volvo Ocean Race, medaglia d’argento nella Star a Sydney 200 e imbarcato come media crew member in una delle precedenti edizioni del giro del mondo. “Se si rompe significa che qualcuno sarà costretto a salire sull’albero per spostare manualmente la vela. Nelle condizioni attuali, è una manovra di certo non semplice e potenzialmente pericolosa. Di sicuro però è un problema che va risolto.”

Il prodiere transalpino di Dongfeng Race Team Kevin Escoffier, in effetti è dovuto salire all’altezza del danno sull’albero, a circa 15 metri, per verificarne la gravità. Una prima soluzione d’emergenza è consistita nel fissare la rotaia con delle legature all’albero, in modo da limitare il problema. Tuttavia, con questo sistema, l’equipaggio non è in grado di poter dare una mano di terzaroli (ossia ridurre la superficie della randa) e dunque dovrà trovare il momento giusto per effettuare una riparazione più solida e duratura. La rottura è avvenuta nella nottata di mercoledì, quanto il team e il resto della flotta stava navigando attraverso una zona di transizione a sud delle isole di La Réunion e Mauritius. Proprio quando le condizioni del vento andavano peggiorando, essendo le barche in avvicinamento alla depressione tropicale che dovrebbe raggiungere il suo massimo nelle prossime 24 ore.

L’Onboard reporter, di Dongfeng Race Team Yann Riou, ha spiegato che nelle prossime ore non si potrà effettuare una riparazione più efficace. “Di certo non oggi, perché fra poche ore comincerà un’altra battaglia. Una battaglia con gli avversari, ne abbiamo cinque a vista, e con gli elementi. Ci aspettano temporali, raffiche, pioggia, buchi di vento, nuvole, salti di vento e tanti cambi di vela. Non è proprio il momento di salire sull’albero per un fai-da-te.”

Il Race Director, Jack Lloyd si è detto fiducioso che Dongfeng possa navigare in sicurezza per le 3.500 miglia che mancano al traguardo di Abu Dhabi, e che possa continuare a competere a pieno ritmo con i sei avversari. “Il problema a bordo di Dongfeng non è molto grave ed è sotto controllo. L’equipaggio ha ricevuto istruzioni dal costruttore su come effettuare la riparazione. E’ una cosa che può succedere quando si spingono a fondo barche e attrezzature. A livello generale non ci sono stati danni gravi”.

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Mauritius- Tutti insieme appassionatamente. Ancora una volta, conclusa la navigazione nel Southern Ocean, la flotta della Volvo Ocean Race si toglie le cerate oceaniche e si arma di binocoli per studiare le mosse degli avversari. Già, perchè mentre si sta risalendo in latitudine le temperature aumentano e i distacchi diminuiscono, per l’effetto di compressione nella fase di transizione tra i sistemi dei 40 Ruggenti e gli Alisei di SE dell’Indiano.

Donfeng segue a vista Mapfre. Foto Riou
Donfeng segue a vista Mapfre. Foto Riou

La flotta sta dirigendo ora verso nord in bolina larga con Code 0, con prua tra il Madagascar e Mauritius, e i primi quattro sono racchiusi alle 22:51 di lunedì sera in appena 2,1 miglia. In realtà Abu Dhabi, che aveva strambato per primo per risalire verso NE mantenendo una posizione occidentale rispetto alla flotta (quindi più vicino alla rotta ortodromica che equivale a minor miglia da percorrere) ha mantenuto circa 50 miglia di separazione laterale sul trio che naviga invece a vista da due giorni, composto da Team Brunel, Mapfre e Dongfeng, separati da un misero miglio. Alvimedica è quinto a 9,5 miglia, Vestas a 9.6 e Team SCA è a 28,8 miglia. Si conferma quindi anche in questa seconda tappa la regata ravvicinata dei Volvo Ocean 65, che si sfidano in continui duelli di prestazioni.

”E’ la quinta notte di navigazione e siamo ancora ”appiccicati” a Dongfeng”, ha detto Francisco Vignale, Onboard reporter di MAPFRE, “siamo a meno di un miglio di distanza, possiamo vedere le espressioni sui loro visi. Siamo riusciti a passarli piano, piano. E’ una lotta pazzesca. Senti il fiato degli avversari sul collo e senti che stanno cercando di passarti”.

“Le condizioni sono abbastanza instabili” spiega Yann Riou, Onboard reporter di Dongfeng. “A qualche centinaio di metri di distanza ci si può trovare in bonaccia, oppure trovare delle belle raffiche. Fortunatamente non è un problema di velocità, adesso stiamo tornandogli sotto. Poi ci sarà da gestire il passaggio di una dorsale, cioè bisognerà virare. Ma, visto che i nostri due più diretti concorrenti li vediamo, non sarà un problema capire quali sono le loro intenzioni”.

Luke Parkinson di Abu Dhabi sale in testa d'albero. Foto Knighton
Luke Parkinson di Abu Dhabi sale in testa d’albero. Foto Knighton

Appena dietro il terzetto di testa, i giovani di Team Alvimedica con l’italiano Alberto Bolzan, che proseguono nel loro inseguimento. “Ieri notte, nel buio di una notte senza luna, abbiamo scorto a ovest le luci in testa d’albero di Dongfeng e Mapfre. Dire che è stato un sollievo sarebbe un eufemismo, siamo tornati in contatto, vicini alla testa della flotta. Siamo molto motivati, ed è una cosa che ci aiuta a spingere al massimo. Verso dove non si sa…” ha spiegato Amory Ross.

La fase di vento leggero proseguirà per altre 24/36 ore mentre la flotta attraverserà il margine destro dell’Alta Pressione, sopra la quale vi sono gli Alisei di Sud Est, distanti ancora circa 500 miglia. Chi li aggancerà per primo dirigerà rapidamente verso l’Equatore.

Il video riepilogo dei duelli “a vista” nel Sud Indiano:

“Stiamo navigando nell’angolo sud-occidentale dell’alta pressione e il vento scenderà in fretta. Le prossime dodici ore saranno molto lente e la flotta si compatterà ancora di più.” ha dichiarato lo skipper di Abu Dhabi Ian Walker. “Il primo che riuscirà ad uscire dalla zona dell’alta pressione troverà un flusso di vento che lo aiuterà ad allungarsi verso nord”. La separazione laterale che sta premiando Azzam fa ipotizzare che o la barca di Abu Dhabi o il gruppo orientale avrà una chance concreta di allungarsi. Vedremo chi avrà avuto ragione martedì sera.

Aumentano le temperature e su SCA le ragazze non rinunciano a un po' di bellezza. Justine Mettraux approfitta per lavarsi i capelli in un bugliolo di bordo. Foto Halloran
Aumentano le temperature e su SCA le ragazze non rinunciano a un po’ di bellezza. Justine Mettraux approfitta per lavarsi i capelli in un bugliolo di bordo. Foto Halloran

Più avanti, tenuta sotto controllo sia dai team che dagli organizzatori al Race Control Centre di Alicante, un’area di instabilità dove si potrebbe formare un ciclone tropicale a nord-est del Madagascar. Ma non appare ancora certo se questo succederà e se, soprattutto, potrà avere un effetto sulla flotta in regata. Viste le attuali velocità piuttosto basse, il rischio è ancora lontano qualche giorno.

Un video di vita di bordo su Team Brunel:

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Cape Town, Sud Africa- Dopo due giorni di leadershipo di Alvimedica, questa mattina è Team Dongfeng a prendere la testa della flotta della Volvo Ocean Race. Confermando le buone impressioni della prima tappa, lo skipper Charles Caudrelier e i suoi uomini si sono portati al comando grazie a medie sempre ottime nelle dure condizioni dei 40 Ruggenti. Quel poco in più che, moltiplicato per migliaia di onde e planate, fa la differenza in una tappa dove di miglia sin’ora se ne sono percorse circa 500 al giorno (miglior prestazione nelle 24 ore per ora è quella di Mapfre con 515 miglia).

A bordo di Mapfre spingendo al massimo. Foto Vignale
A bordo di Mapfre spingendo al massimo. Foto Vignale

L’evoluzione meteo della tappa è interessante, con la flotta che, come in ogni regata one design, stramba insieme per ottimizzare la rotta o per marcare gli avversari. Per gli appassionati di regata uno spettacolo da seguire ogni tre ore, tanto sono infatti gli aggiornamenti del tracking. L’analisi dei fronti ai 40° Sud ci porta vicino alla prima fase di transizione, quella in cui skipper e navigatori dovranno decidere quando e come risalire in latitudine, “attraversando” una fascia di venti più leggeri, dopo aver abbandonato le condizioni fast and furious di questi primi tre giorni, per agganciare gli Alisei del Sud Est dell’Indiano meridionale. Da lì, rapida cavalcata verso l’Equatore e i doldrums. Chi ci arriverà per primo ovviamente guadagnerà molte miglia. Per cui questa fase diventa cruciale.


Nella mappa meteo animata (Meteo Earth) qui sopra vedete la posizione della flotta oggi alle 14 nel sistema meteo dei 40 Ruggenti. In alto a destra si notano gli Alisei di SE, prossimo obiettivo strategico dei navigatori.

In sostanza, quanto spingersi a sud e quanto a est, prima di “girare” a sinistra? Alle 13:40 CET di sabato, Brunel e Mapfre hanno di nuovo strambato verso NE e hanno tagliato la scia di poppa di Dongfeng e Alvimedica, che hanno poi strambato a loro volta in copertura e li precedono con i franco-cinesi in testa con 6 miglia sugli americani (e un po’ italiani con Alberto Bolzan), 6,7 sugli spagnoli e 8 su Brunel. Ian Walker sta invece spingendo il suo falcone Azzam nel profondo sud, imitato da Chris Nicholson su Team Vestas, arrivato a 40° 50′. I due sono rispettivamente a 45 e 82 miglia, ma Abu Dhabi si trova più a est, con una “leva” che inizia a essere interessante per la possibilità di “cavalcare” più a lungo il sistema meteo nei 40 Ruggenti.

Diventa essenziale spingere al massimo, per restare in questo sistema meteo almeno per le prossime 48 ore, quindi ci sarà probabilmente da navigare ancora diverse miglia verso ESE, prima di poter risalire in latitudine. Gli Alisei di SE sono più consistenti, a partire dai 65° di Longitudine Est mentre la flotta si trova ancora ai 40°E.

Cape Town, Sud Africa- Grande show oggi a Cape Town per la partenza della seconda tappa. Un vento sui 25-30 nodi apena fuori dal ridosso della Table Mountain, ha reso eccitante il percorso costiero dei sette VO65 prima che la flotta lasciasse le acque di Cape Town per dirigere verso il Capo di Buona Speranza e il Southern Ocean, prima parte della tappa che la porterà ad Abu Dhabi.

La flotta lascia la Table Bay. Foto Ainhoa Sànchez
La flotta lascia la Table Bay. Foto Ainhoa Sànchez

Dopo un iniziale vantaggio di Mapfre, deciso a riscattare la deludente prima tappa, la flotta si è ricompattata alla terza boa una volta rientrata nel ridosso della Table Bay. Bene anche Alvimedica e le ragazze di Team SCA. Il primo a lasciare Cape Town alla fine è stato però Team Brunel di Bouwe Bekking seguito da Mapfre e da Team SCA.

Tutti sono partiti con una mano di terzaroli alla randa, con Abu Dhabi che ne ha prese addirittura due. Sin dalle prime battute della seconda tappa, la flotta dei sette Volvo Ocean 65 ha potuto verificare di prima mano quanto li attende per le prime ore della regata, con un vento che ha raggiunto i 35 nodi, in alcuni tratti del percorso costiero, e mare molto formato. In diversi momenti si è trattato di navigare in maniera molto conservativa, per evitare rotture proprio al debutto di una tappa particolarmente delicata.

Il primo a doppiare il Capo di Buona Speranza è stato poi Team Alvimedica, che alle 22:40CET aveva 0,8 miglia di vantaggio su Vestas e 3,5 su Dongfeng.

Alvimedica in piena potenza. Foto Martin Raget
Alvimedica in piena potenza. Foto Martin Raget

La prima notte nell’avvicinamento al Capo di Buona Speranza, secondo le previsioni meteo e degli esperti locali, sarà davvero dura per i 66 velisti, con venti forti, mare molto formato e corrente. Condizioni che lo skipper di Team Alvimedica, la barca, sui cui regata l’unico italiano di questo giro del mondo Alberto Bolzan, Charlie Enright ha definito come “orrende”. “Credo che adotteremo tutti una strategia piuttosto conservativa” ha detto il giovane skipper americano. “Potrebbero essere le peggiori condizioni, soprattutto di mare, che abbiamo preso con queste barche.”

Il francese Charles Caudrelier, skipper di Dongfeng Race Team è senza dubbio uno dei velisti più esperti nella flotta, ma ha ammesso che nella sua carriera, compresa la Scorsa Volvo Ocean Race che ha vinto a bordo di Groupama, non gli è ancora capitato di imbattersi in una tempesta tropicale, un’eventualità che potrebbe presentarsi più avanti nella tappa. “Penso che ci terremo lontani.”

Brunel duella con Mapfre in piena velocità. Foto Ian Roman
Brunel duella con Mapfre in piena velocità. Foto Ian Roman

Favorito della vigilia è dato Abu Dhabi Ocean Racing, con lo skipper britannico Ian Walker, che fino a questo momento non hanno compiuto praticamente nessun passo falso, aggiudicandosi sia la prima tappa che la In-port race di Città del Capo e che avrà una motivazione in più per far bene in questa tappa, che arriva proprio a casa sua. Ma Ian Walker è sembrato determinato a rimanere con i piedi per terra e quando gli è stato chiesto se ci fosse effettivamente un vantaggio nel correre “in casa” ha risposto con un sorriso: “Prima dobbiamo arrivarci. Sarei felice di stare in gruppo e poi arrivare ad Abu Dhabi. Anche perché sono certo che ci sarà un’accoglienza fantastica.”

La seconda tappa dovrebbe durare dai 22 ai 28 giorni, a seconda delle condizioni meteo. Le barche resteranno poi ad Abu Dhabi per tutto il periodo delle festività di fine anno, prima di ripartire il 3 gennaio alla volta di Sanya in Cina.

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Cape Town, Sud Africa, 18 novembre- Scatta domani alle 16 UTC, le 17 in Italia, la seconda tappa della Volvo Ocean Race, 6.125 miglia da Cape Town ad Abu Dhabi con diverse insidie. Tra queste non ci dovrebbe più essere però il rischio pirateria, visto che secondo gli esperti militari con cui VOR sta lavorando il rischio nell’Indiano Occidentale è decisamente diminuito. Vi sarà, comunque, una zona di esclusione, in cui i Volvo Ocean 65 non potranno navigare. Questa collega con la rotta ortodromica Maputo (Mozambico), il Madagascar, Mauritius e l’Oman e la flotta dovrà lasciarla a sinistra. Per quanto riguarda il rischio iceberg, invece, dovrà essere lasciata a sud una linea sui 45° Sud tra i 20 e io 30° Est. Una volta giunti nel Golfo Persico, poi, saranno da rispettare zone di esclusione lungo la costa dell’Iran.

Sam Davies, Ian Walker, Charlie Enright e Bouwe Bekking alla conferenza stampa del 14 novembre scorso
Sam Davies, Ian Walker, Charlie Enright e Bouwe Bekking alla conferenza stampa del 14 novembre scorso

Dal punto di vista agonistico Abu Dhabi riparte forte della vittoria in Leg 1, rafforzata da quella nella Inport Race a Cape Town. C’è molta attesa su Dongfeng, dopo la splendida prova in Leg 1, e su Mapfre, il deluso della prima tappa che ha rivoluzionato l’equipaggio con un nuovo navigatore, Jean Luc Nelias, e lo sbarco di Michel Desjoyeaux. Team Brunel, l’altro favorito, andrà certo all’attacco per migliorare il terzo posto della prima tappa, mentre Team Vestas, Alvimedica (su cui ritorna Alberto Bolzan dopo alcuni giorni di relax in Italia, e Team SCA vorranno dimostrare ulteriori progressi.

La rotta prevede una rapida discesa verso le basse latitudini, con la curiosità di dirigere inizialmente quasi dalla parte opposta rispetto ad Abu Dhabi… Da affrontare la Corrente di Agulhas, complicata anche dalla presenza di probabili cicloni in formazione alle basse latitudini che potrebbero interessare la rotta nei primi giorni di regata. La stessa partenza di domani avverrà con vento forte, uno spettacolo quindi da non perdere che sarà visibile in live streaming su questo sito.

La risalita dell’Indiano avverrà quindi abbastanza a est, lasciando Mauritius a sinistra e riattraversando l’Equatore con le Maldive a dritta prima di entrare nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico per l’arrivo ad Abu Dhani. Tempi previsti, tra i 22 e i 26 giorni di mare.

La classifica dopo la prima tappa

1.Abu Dhabi Ocean Racing Leg 1 1 Totale 1

2.Dongfeng Race Team 2 2

3.Team Brunel 3 3

4.Team Vestas Wind 4 4

5.Team Alvimedica 5 5

6.Team SCA 6 6

7.MAPFRE 7 7

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Cape Town, Sud Africa- Barba lunga di un mese, volto asciutto e scavato dal sale, molte miglia negli occhi e una gran voglia di toccar terra. Alberto Bolzan, l’unico italiano in regata in questa Volvo Ocean Race a bordo di Team Alvimedica, ha concluso al quinto posto la sua prima tappa alle 3:07 della scorsa notte a Cape Town. 26 giorni, 13 ore, 7 minuti e 38 secondi dopo aver lasciato Alicante, che ormai si trova 6.500 miglia “a nord”, Alberto Bolzan appare sempre più un marinaio-velista, con quel subdolo virus della Volvo Ocean Race che pian piano inizia a scavare nel suo Dna di regatante mediterraneo con voglia di imprese e grandi orizzonti. “Dopo 26 giorni di mare c’è una gran voglia di cose semplici, di rivedere le persone care o semplicemente anche di ritrovarsi in mezzo alla gente su una banchina perché la fuori, soprattutto nel Southern Ocean, fa freddo, è scomodo e vedi solo gli Albatros, quando ci sono… ma poi ti ricordi che sei lì in regata e vuoi tornarci per fare sempre meglio”.

Alberto Bolzan all'arrivo a Cape Town. Foto Ainhoa Sànchez
Alberto Bolzan all’arrivo a Cape Town. Foto Ainhoa Sànchez

Ecco, questa è la sintesi di questa grande regata, i cui dettagli il 31enne Alberto Bolzan ci racconta in questa intervista, realizzata tre ore dopo il suo arrivo all’ombra della Table Mountain di Cape Town.

FareVela Barca lunga di un mese da quello che vediamo, è stanco?

Alberto Bolzan Beh, barba di un mese fa… e anche doccia di un mese fa. Stanco non direi, non è stata una tappa con molto vento, se si eccettua una fase nel Southern Ocean, non è stata fisica più di tanto.

FV E a livello mentale?

AB Intensa, fino all’Equatore, dove non c’erano grandi insidie meteo di bonacce, siamo sempre stati tutti a vista nel giro di poche miglia e lì è stato molto bello, è un po’ come una grande regata a bastone che dura due settimane. Poi all’Equatore ci siamo parcheggiati, lì ognuno prende la sua nuvoletta che lo fa o fermare o partire e lì siamo stati particolarmente sfortunati a non agganciare il vento che per esempio ha trovato Vestas che era dietro di noi e che ci ha dato 200 miglia in tre giorni. Lì è stata la chiave della regata, chi è riuscito a staccare l’Equatore prima degli altri poi è stato imprendibile.

Ancora in condizioni dure. Foto Ross
Ancora in condizioni dure. Foto Ross

FV Quindi una conferma che siete tutti vicini?

AB Sì, il One Design porta a questo. Era nelle aspettative. Tutti spingono molto, chi era davanti lo ha fatto anche con il rischio di rompere. Noi lo abbiamo sempre fatto, tranne nelle ultime 24h dove abbiamo tirato un po’ il freno a mano perché non potevamo più riprendere quelli davanti e non potevano essere più ripresi da quelli dietro e quindi spingi un po’ meno, si fa per dire perché vai sempre a 20 nodi ma almeno non rischi di rompere e porti a casa la barca e il risultato. Adesso si pensa alla prossima tappa.

FV Per lei è stata la prima volta all’Equatore e nel Southern Ocean. Ci racconta?

AB Beh, il passaggio dell’Equatore era una novità per me, Charlie Enright e Mark Towill. Ovviamente i ragazzi esperti, quelli che l’avevano già fatto due o tre volte, ci hanno organizzato la cerimonia, molto divertente che avrete visto online. E’ stata una cosa molto simpatica, che capita una volta nella vita e che certamente ricorderò. Poi vai avanti e pensi alla regata.

Il Southern Ocean, invece, è un’esperienza notevole, diversa. Fa freddo, c’è sempre onda, per uno a cui piace quel tipo di vela è un clima diverso dal nostro. Non ha nulla a che fare con il Mediterraneo ed è un po’ dura da digerire, fa freddo e sei sempre bagnato ma è anche bello, vai veloce, ci sono i famosi reaching a oltre 20 nodi, esperienze nuove che fanno parte della Volvo.

FV Abbiamo notato che tutte e sette le barche sono state prime almeno una volta e anche ultime. E’ davvero così equilibrata?

AB Sì, faccio un esempio, appena lasciata la costa del Sahara eravamo primi grazie a delle buone strambate sui salti di vento, poi fai un errore e ti ritrovi cinque miglia dietro e riprenderle è dura, se nessuno fa errori. Quando ci si allarga dalla flotta ovviamente si può perdere e guadagnare tanto, se qualcuno trova vento migliore. La differenza l’ha fatta comunque l’Equatore. Se pedi la nuvola, eravamo riusciti a riportarci sotto ma poi ci siamo ritrovati sotto una nuvola che ci ha parcheggiati per 12 ore e lì abbiamo perso tanto. Abbiamo recuperato poi un po’ al largo del Brasile ma ormai era tardi, si doveva andare solo dritto per dritto e non c’era nulla da fare.

FV Veniamo all’uomo Bolzan. 26 giorni di mare non li aveva mai fatti

AB Sì, la parte umana è ricchissima. Io ho sempre navigato tanto, anche da piccolo con i miei genitori mi era capitato di stare un mese di fila in barca ma esserci per regatare in oceano è ben diverso. 26 giorni senza mai toccare terra e scendere dalla barca non mi era mai capitato e quando sei in mezzo all’oceano non si vedono le navi, non si vedono gli altri, niente che non sia un’Albatros o qualche balena. Anche arrivare a Cape Town è stato un feeling nuovo, arrivare e mettere i piedi a terra dopo tanto tempo e adesso sono contento di essere a terra. Alla fine stare in mare è bello, una passione che ci accomuna, però non si può dire che la cosa più bella della vita sia stare al freddo, tutti bagnati e senza dormire… Siamo qui perchè è bello fare questa vregata. Ci sono tanti momenti in cui dici… “mammia mia ma cosa ci sto facendo qui”, poi vedi che l’altro ti ha guadagnato due miglia e vuoi andare a riprenderlo, viene fuori la grinta e vai avanti. E poi i giorni passano veloci, prendi il ritmo e pensi solo alla regata.

Alberto Bolzan in un “pranzo” sottocoperta. Foto Ross
Alberto Bolzan in un “pranzo” sottocoperta. Foto Ross

FV La prima cosa che ha fatto a terra?

AB E’ stato molto bello. Sfortunatamente la mia ragazza non è potuta venire a Cape Town, ma subito dopo essere arrivati all’ormeggio mi hanno passato Skype in mano e mi ha emozionato vedere subito chi ti è più vicino appena messo piede a terra. Poi la sensazione di camminare in mezzo alla gente in banchina è stata piacevole.

FV E Alvimedica? Siete soddisfatti?

AB Sì, abbiamo visto che quando eravamo vicini agli altri le prestazioni c’erano. Abbiamo fatto poi un paio di errori. Conta molto l’esperienza di chi l’ha già fatta, ricordarsi di come funzionano alcuni passaggi. Credo che siamo quelli che possono migliorare di più, a bordo c’è feeling e la velocità c’è. C’è ancora molta strada davanti.

FV E gli altri? Ian Walker? La sorpresa Dongfeng?

AB Secondo me Dongfeng è una delle barche più forti. Hanno velocità e se guardi chi hanno a bordo c’è molta esperienza, molti giri del mondo. Sono riusciti a fare un recupero incredibile e credo che siano loro i vincitori morali di questa tappa. Abu Dhabi, Brunel si sono confermati ma anche Vestas, Mapfre e le stesse ragazze di SCA sono veloci e tutto può accadere. Non vedo un favorito al cento per cento dopo la prima tappa.

FV Ha già visto il Sahara, Capo Verde, qualche altra isoletta nel mezzo, dal punto di vista dell’avventura cosa ci racconta?

AB E’ bellissimo. Approcciare Capo Verde con un panorama mozzafiato che ti lascia a bocca aperta. Lo abbiamo passato con 25 nodi in poppa ed è stato bellissimo. Poi Fernando de Noronha, migliaia di delfini e flotte incredibili di balene. L’altro giorno abbiamo dovuto mollare le vele e metterci in piedi dalla prua a dire orza-poggia per evitare le balene come se fossero delle alghe. Sono emozioni che per chi viene dalle regate inshore sono davvero belle.

FV Programmi?

AB Ora volo in Italia qualche giorno a trovare la mia ragazza e poi di nuovo qui. La barca è a posto e ha bisogno solo della manutenzione ordinaria. Andiamo avanti.

Grazie Alberto e complimenti.

In precedenza, ieri mattina, era arrivato anche Team Vestas, quarto classificato, di cui riportiamo questa dichiarazione del trimmer italo-argentino Maciel Cicchetti:

Clamoroso esito della lotta per il sesto posto, con Team SCA che passa Mapfre a un paio di miglia dall’arrivo grazie alla scelta di portarsi al largo mentre gli spagnoli erano prigionieri del cono d’ombra di Table Mountain. Poi esasperante duello nella bonaccia e alla fine le ragazze che tagliano la linea d’arrivo all 12:37 di oggi. Mapfre chiude la flotta ed è il maggior deluso di questa prima tappa, con il binomio Iker Martinez-Michel Desjoyeaux che potrebbe aver bisogno di maggior amalgama.

Ordine d’arrivo Leg 1

1.Abu Dhabi Ocean Racing

2.Team Dongfeng

3.Team Brunel

4.Team Vestas

5.Team Alvimedica

6.Team SCA

7.Mapfre

Cape Town, Sud Africa- Ian Walker ce l’ha fatta. Dopo tre giorni in cui ha dovuto resistere ai ripetuti attacchi di Team Dongfeng, alle 16:12 di oggi ha tagliato con il suo Azzam la linea d’arrivo a Cape Town vincendo la prima tappa della Volvo Ocean Race. Abu Dhabi Ocean Racing è rimasto intrappolato per alcuni minuti nella zona d’ombra creata dalla Table Mountain che domina Cape Town vedendo Dongfeng avvicinarsi fino a meno di un miglio. Poi, ritrovata la brezza dopo il ridosso è riuscito a ritrovare la velocità necessaria a concludere la tappa con una dozzina di minuti di vantaggio sui franco-cinesi.

Abu Dhabi nelle ultime miglia verso Cape Town. Foto Ainhoa Sanchez
Abu Dhabi nelle ultime miglia verso Cape Town. Foto Ainhoa Sanchez

“Sono molto emozionato, ho perso un po’ di vita negli ultimi dieci giorni, ma devo congratularmi con Dongfeng, hanno navigato davvero bene nell’ultima settimana e non faranno che migliorare. Sapevamo che la Table Mountain avrebbe riservato un arrivo complicato e così è stato”, sono state le prime parole dello skipper Ian Walker subito dopo la vittoria.

Ian Walker subido dopo l'arrivo
Ian Walker subido dopo l’arrivo

“C’è un po’ di frustrazione perché alla fine ci avevamo quasi creduro ma dobbiamo essere onesti, ADOR si è meritato la vittoria e per noi è un fantastico risultato. Siamo molto fieri del progetto, molto particolare, e del risultato e portare ragazzi cinesi in questa regata è stato un grande esito. La Volvo sarà certamente molto combattuta”, ha detto lo skipper di Dongfeng Charles Chaudrelier, “Siamo consci del fatto che abbiamo meno esperienza a bordo ma vogliamo fare il meglio in questa regata e questo è un buon modo di iniziare visto che abbiamo l’ambizione di arrivare sul podio”.

L’arrivo di team Brunel, terzo, è atteso per le 19CET di oggi. Gli altri domani.

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Per seguire il finale della prima tappa Alicante-Cape Town, con il duello tra Abu Dhabi e Dongfeng. Live streaming dalle 11:00:

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Cape Town, Sud Africa- Che finale…Dongfeng non molla un metro e su Abu Dhabi il fiato sul collo si sente eccome. Ian Walker e il suo navigatore Simon Fisher le stanno provando tutte per tenere dietro gli scatenati franco-cinesi. Dongfeng, che ricordiamo ha avuto in questa prima tappa due avarie maggiori (rottura di un timone e, ieri, la rottura di una scotta gennaker con danni in coperta), tira come un ossesso grazie a un trimming e a timonieri che, a parità di condizioni, sembrano dare sempre qualche decimo di nodo in più.

Ore dure per Ian Walker, skipper di Abu Dhabi. Sta tenendo duro contro la rimonta di Dongfeng. Foto Knighton
Ore dure per Ian Walker, skipper di Abu Dhabi. Sta tenendo duro contro la rimonta di Dongfeng. Foto Knighton

Al rilevamento delle 16:40 di oggi, Azzam conserva 4,6 miglia di vantaggio su Dongfeng. I due si sono invertiti le parti, Pascal Bidegorry, navigatore di Dongfeng, ha deciso di attraversare la rotta di Abu Dhabi posizionandosi adesso più a nord. Fisher lo ha coperto andando a strambare per posizionarsi più a est e più a sud. La differenza laterale è irrisoria, appena 7 miglia dopo quasi 25 giorni di mare, ma potrebbe comunque riservare una leva sufficiente all’attacco finale da parte di Chaudrelier e compagni, anche perché per domani nel mare davanti Cape Town sono attese condizioni abbastanza instabili. Azzam è a 263 miglia dall’arrivo, Dongfeng a 268. Terzo Team Brunel, a 38 miglia.

L’ETA sotto la Table Mountain a questo punto è per il primo pomeriggio di domani e tutto lascia prevedere che sarà un arrivo in volata per il primo vincitore di tappa in questa appassionante Volvo Ocean Race.

Dongfeng spinge al massimo ormai da tre giorni per riacciuffare Abu Dhabi. Foto Riou
Dongfeng spinge al massimo ormai da tre giorni per riacciuffare Abu Dhabi. Foto Riou

Le prossime 24 ore potrebbero essere fra le più lunghe nella vita agonistica dello skipper Ian Walker, sulla sua barca portacolori degli emirati e con il suo equipaggio ha condotto per la maggior parte delle 6.847 miglia della prima tappa, da quando la flotta ha passato l’arcipelago di Capo Verde, a circa metà del percorso. Si noti anche che nel corso della prima tappa tutti e sette i team hanno condotto almeno per una fase, segno evidente dell’estremo equilibrio nella flotta e delle chance comuni a tutti.

L’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing Matt Knighton ha descritto così l’umore attuale di Ian Walker: “E’ stressato e nervoso, non riesce a dormire. Ha gli occhi iniettati di samgue e salta a ogni minima variazione di velocità della barca, il suo tradizionale senso dell’umorismo è nascosto sotto una faccia quieta.” E i suoi compagni non sono meno esausti. “Sono tutti stanchissimi, e con l’acqua di mare che continua a inondare il pozzetto, le facce con la barba lunga continuano a essere concentrate, prendono la regata un miglio alla volta. E’ una guerra di nervi, che sembra non finire mai”.

Durissime le condizioni negli ultimi quattro giorni, con percorrenze medie intorno alle 500 miglia per le barche lader: “Violenti, credo sia questo l’aggettivo migliore per descrivere gli ultimi tre giorni. Navigare con il gennaker a riva, con 25/30 nodi di vento. In altre parole, si va veloci, la barca sbatte sulle onde, ci sono tonnellate di acqua in coperta e poi si naviga molto sbandati. In coperta si passano delle ore a prendere ondate sulla faccia. Magari al timoniere piace, ma agli altri non tanto. Sottocoperta cerchi di stare in equilibrio, e non ci riesci quasi mai. Non vedi le onde arrivare e quindi non puoi anticiparle e lo sbandamento rende tutto più duro, diventa insopportabile. Tre giorni così è sei distrutto.” Racconta oggi nel suo blog Yann Riou, Onboard reporter di Dongfeng Race Team.

Team Vestas Wind è quarto a 101 miglia, mentre per gli altri tre team la tappa sembra destinata a prolungarsi. La rotta più settentrionale, infatti, li ha inesorabilmente portati in un’area di alta pressione a ovest di Cape Town che i VO65 saranno costretti ad attraversare. Team Alvimedica è a 327 miglia e procedeva a soli 3 nodi. MAPFRE, che al momento è la maggior delusione della prima tappa, è precipitato a 531 miglia e Team SCA addirittura a 593. Come racconta Amory Ross da bordo di Team Alvimedica: “Ci sarà una chiazza di vento leggero, prima di avere di nuovo una bella aria per piombare sull’arrivo. Sembra che arriveremo a Città del Capo di bolina, con due mani di terzaroli e il piccolo J3 (la vela di prua ridotta). Non sarà facile!”, per loro si prevedono un giorno e mezzo di mare in più e pochissimo cibo in cambusa…

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Cape Town- Grave avaria su Dongfeng, ma il team franco-cinese non molla e continua a insidiare Abu Dhabi per il primo posto nella volata verso Cape Town. Si è rotto un golfare del punto di scotta del gennaker in testa d’albero, la scotta tra tranciato parte delle attrezzature nella parte poppiera di dritta del Volvo 65 Dongfeng.

Questo il racconto fatto dall’equipaggio franco/cinese sulla sua pagina Facebook: “Erano da poco passate le 18 UTC quando a bordo parte del sistema delle scotte del gennaker in testa d’albero si è rotto e i forti carichi a cui era sottoposta quella cima si sono scaricati sulla parte sottovento della coperta, causando danni ingenti. Nessuno è rimasto ferito, malgrado i danni significativi all’attrezzatura di coperta. Immediatamente l’equipaggio di è messo al lavoro per creare un sistema alternativo e ritornare velocemente in regata.” Come ha spiegato il prodiere Kevin Escoffier. “Siamo un poco più lenti, perché non abbiamo la stessa configurazione di prima. Ma non molto più lenti. Stiamo pensando a come organizzarci per i prossimi giorni.”

Il video dell’incidente:

Gli uomini di Dongfeng hanno quindi trovato un punto di fissaggio alternativo, una soluzione temporanea ma che ha permesso loro di ritornare a navigare a piena potenza. Nel corso dell’operazione, durata poco più di mezz’ora, il team ha perso circa 5 miglia visto che la velocità era scesa dai 22 nodi di media a 12. Il resto della nottata, malgrado le condizioni di vento forte e onde in coperta, è trascorsa bene e l’equipaggio è riuscito a mantenere la seconda posizione e secondo l’ultimo rilevamento delle posizioni si trova a sole otto miglia dal leader Abu Dhabi Ocean Racing.

I danni alla barca includono la ruota di dritta del timone, che potrebbe essere un problema quando il team stramberà e sarà dunque costretto a timonare con l’altra ruota, avendo una visibilità delle vele ridotta. Anche un outrigger (buttafuori) è rotto, il pulpito di poppa è stato danneggiato, così come i candelieri di poppa ma non la zona della coperta su cui sono montati, e l’antenna del Satcomm C.

La ruota di dritta danneggiatasi nell'incidente. Foto Riou
La ruota di dritta danneggiatasi nell’incidente. Foto Riou

Questa mattina il terzetto di testa formato Abu Dhabi Ocean Racing condotto dal britannico Ian Walker, Dongfeng Race Team e gli olandesi i Team Brunel proseguono ad alta velocità nei gelidi Quaranta Ruggenti a oltre 25 nodi di velocità di punta e sono solo 25 le miglia che separano le tre barche. Azzam aveva 6,3 miglia di vantaggio su Dongfeng. I tre Volvo Ocean 65 si avvicinano dunque al traguardo di Città del Capo, per cui l’ETA (data di arrivo prevista) è fissata per giovedì 6 novembre.

Alle 9.40 UTC di oggi la quarta piazza è occupata da Team Vestas Wind a 57 miglia dai leader, quinti sono i giovani di Team Alvimedica che imbarcano l’unico italiano della regata, Alberto Bolzan a 147 miglia. Sesti sono gli spagnoli di MAPFRE a oltre 319 miglia e chiudono la flotta le veliste di Team SCA a 453 miglia dal primo.

La flotta naviga a ritmi vertiginosi nei Quaranta Ruggenti, con velocità costanti oltre i 20 nodi. Proprio a Dongfeng va il miglior risultato sulle 24 ore, con 527 miglia percorse a 21,95 nodi di media.

L’avanzamento dei sette team, con aggiornamenti ogni tre ore, si può seguire con lo strumento del tracker a questo link: http://www.volvooceanrace.com/en/virtualeye.html

Isola di Gough, Sud Atlantico, 2 novembre- La Volvo Ocean Race è anche un’enorme lezione di geografia. Prendete Gough, isola sperduta a 40° 13′ Sud nel Sud Atlantico. Fa parte del gruppo di Tristan da Cunha, insieme all’isola maggiore (che però è ben 230 miglia a NNW) e alle più piccole Inaccesible e Nightingale. Se Tristan da Cunha è con i suoi 286 abitanti l’isola stabilmente popolata più remota del pianeta, Gough è quella più lontana da tutto. Solo una piccola stazione meteo sudafricana, dove a turno lavorano sei persone, e un ecosistema assolutamente integro. Laggiù nessuno, ma proprio nessuno, capita mai a meno di non trovarsi su un Volvo Ocean 65 impegnato nel giro del mondo.

Il passaggio della flotta a Gough, come si vede Dongfeng ha lasciato l'isola a sinistra mentre tutti gli altri lo hanno fatto a dritta
Il passaggio della flotta a Gough, come si vede Dongfeng ha lasciato l’isola a sinistra mentre tutti gli altri lo hanno fatto a dritta

E, infatti, nelle prime ore di oggi, uno sguardo alle scoscese coste nero-verdi di Gough hanno dato i velisti di Abu Dhabi, Team Brunel e Team Vestas, che l’hanno lasciata a dritta di un paio di miglia nella volata finale nei Quaranta Ruggenti verso Città del Capo. Team Dongfeng ha deciso invece di lasciarla a sinistra, scendendo ancora più a sud e andando nuovamente a insidiare la leadership di Ian Walker.

A bordo di Azzam. Foto Knighton
A bordo di Azzam. Foto Knighton

Alle 9:40 UTC di oggi, infatti, Azzam si trovava in testa a 1.291 miglia da Cape Town, con 4,9 miglia di vantaggio su Dongfeng, che si trova però 25 miglia più a sud , con una leva di potenziale attacco assai solida, e naviga più veloce di un paio di nodi. Dopo una fase di transizione, i leader hanno agganciato il margine settentrionale di un nuovo sistema meteo che si sposta verso est nei Quaranta Ruggenti e che dovrebbe consentire di aggirare l’alta pressione posizionata a ovest di Cape Town. Per le prossime 48 ore previste quindi condizioni assai dure con percorrenze probabilmente intorno alle 500 miglia. Da ricordare che la porta antighiaccio, posizionata a 42° Sud tra i 10 e i 20° Ovest, non contente si scendere molto più a sud in questa fase.

Dongfeng ha navigato molto bene nell’ultima settimana, rimediando all’errore di Capo Verde e del passaggio dai doldrums. Lo skipper Charles Chaudrelier dimostra come la ricerca della velocità appresa su Groupama nella scorsa edizion sia stata messa a buon frutto. Il navigatore Pascal Bidegorry ha gestito molto bene le strambate e gli angoli, rimontando miglio dopo miglio su Abu Dhabi e Brunel nonostante rotte all’apparenza simili.

Da Azzam scrive l’OBR Matt Knighton: “Mentre Abu Dhabi va verso l’alba all’orizzonte a levante, l’inizio della giornata ci segnala la battaglia che ci attende. Un fortye sistema frontale è previsto in arrivo e ci attendiamo che la flotta si ritrovi presto in 30 nodi di vento che ci spingeranno nella volata finale verso l’arrivo. La velocità sta già aumentando e c’è un nuovo spirito a bordo di Azzam dopo una notte leggera e ballerina. L’ultimo rilevamento ci dice che Dongfeng sta facendo notevoli progressi a Sud, in effetti hanno ridotto lo svantaggio a meno di dieci miglia.

Lo spirito competitivo ha raggiunto un livello maggiore. L’attenzione dei ragazzi sulla situazione diventa essenziale e si aggiunge ai ritmi quotidiani. Loro sanno che ci vorranno ancora tre giorni pieni prima della linea d’arrivo nonostante la privazione di sonno e riposo. Dipenderà tutto da chi lo vorrà di più”.

Team Brunel segue Azzam a 23 miglia, mentre Team Vestas è a 53 dopo aver insistito un po’ troppo nell’opzione sud. Alvimedica è quinta a 130 miglia, con l’onboard reporter Amory Ross che in queste ore sta passando a sud di Tristan da Cunha, l’isola dove passò una settimana nella scorsa edizione, dopo il disalberamento di Puma, il Volvo 70 su cui era imbarcato. Mapfre e Team SCA hanno scelto una rotta più settentrionale e sono rispettivamente a 287 e 441 miglia da Abu Dhabi.

L’ETA a Cape Town è prevista a questo punto tra la serata di mercoledì e l’alba di giovedì prossimi.

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Cape Town, Sud Africa, 31 ottobre- I primi Albatros, velocità che schizzano oltre i 20 nodi, il freddo che aumenta… già, la flotta della Volvo Ocean Race è arrivata nei Quaranta Ruggenti. Per dirigere verso est, ovvero verso l’arrivo di Cape Town distante ancora 2.100 miglia, c’è ancora tempo, visto che al rilevamento delle 6:40 UTC di oggi, i leader Team Brunel e Abu Dhabi, separati da un’inezia 1,6 miglia dopo venti giorni di mare dirigono ancora verso sud. Team Brunel è arrivato a 41° 04’S mentre Azzam è a 40° 58′ S, ovvero ci sono 6 miglia di differenza nord-sud tra i due con Abu Dhabi leggermente più a est. Nella giornata di oggi avverrà probabilmente la strambata decisiva verso il Sud Africa, anche perchè sulla prua c’è la porta anti-iceberg posizionata dagli organizzatori ai 42° Sud e che andrà lasciata a sinistra.

Formalmente in tracking dava in testa Team Dongfeng, per la semplice ragionme che si trova più vicino all’ortodromica per Cape Town, ma le 52 miglia di separazione settentrionale lo colocano verosimilmente tra il terzo o il quarto posto, se la scelta molto sudista di team Vestas dovesse pagare. Chi invece ha già strambato verso est è Team Alvimedica, su cui regata Alberto Bolzan, dato al momento a 82 miglia da Abu Dhabi. Molto indietro Mapfre, a 226 miglia, e Team SCA, a 322 miglia.

Ian Walker al timone di Azzam. Foto Knighton
Ian Walker al timone di Azzam. Foto Knighton

L’onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing, Matt Knighton, nel suo blog quotidiano ha spiegato come navigare a stretto contatto con gli altri team sia ormai diventato un leit motiv di questa prima tappa, anche perché i nuovi monotipo Volvo Ocean 65 hanno prestazioni pressoché identiche, il che rende possibili “fughe” molto più difficili da parte di chiunque. In buona sostanza è come se si corresse una costiera, solo a centinaia di miglia da terra. “Dopo 19 giorni di regata ed essendo così lontani dalla costa, potremmo essere sorpresi di vedere le altre barche così vicine, ma a dire la verità non lo siamo affatto.” Ha scritto lo statunitense. “La sorpresa di regatare così vicini ormai è passata. Dopo la prima battaglia lungo le coste africane, non è una scena inconsueta vedere una o due barche che mantengono il tuo stesso passo per tanto, tanto tempo.”

Quasi tutti gli equipaggi, inoltre, hanno segnalato la possibilità di non avere sufficienti scorte di cibo a bordo, dato che la ETA (Estimated Date of Arrival, data di arrivo prevista) a Città del Capo è ritardata di almeno due giorni e fissata ora per giovedì 6 novembre. “Non moriremo di fame, perché abbiamo degli avanzi dalle 19 borse che abbiamo già aperto, ma non saranno certo i nostri piatti preferiti. Diciamo che dovremo aspettare fino a Città del Capo, per farci una cena come si deve.” Ha detto Yann Riou da bordo di DongFeng Race Team, aggiungendo un dato interessante: nelle settimane precedenti la vita media di un barattolo di Nutella era di 3/4 giorni, questa settimana è di meno di 24 ore.

Alberto Bolzan su Alvimedica. Foto Ross
Alberto Bolzan su Alvimedica. Foto Ross

Mentre i velisti lottano in oceano, si è aperta l’asta per avere la possibilità di salire a bordo di Team Alvimedica per ognuna delle partenze della Volvo Ocean Race, che ha lo scopo di raccogliere fondi per associazioni di beneficenza per malati cardiaci in ognuno dei porti sede di tappa del giro del mondo. A partire da oggi, giovedì 30 ottobre, gli appassionati hanno la possibilità di fare la loro offerta per un posto unico, il cosiddetto ‘jump seat’, di vivere l’azione della partenza e poi saltare in mare. In occasione dello start della seconda tappa i fondi raccolti andranno alla Paediatric Cardiac Society of South Africa, un’associazione impegnata nella cura di bambini affetti da disturbi cardiaci congeniti e acquisiti. Le offerte si possono fare sul sito del team.

Interessante questa analisi meteo del meteorologo della VOR Gonzalo Infante, che spiega la battaglia ravvicinata nell’aggiramento dell’Anticiclone di Sant’Elena:

READING BETWEEN THE LINES

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Cape Town, Sud Africa, 29 ottobre- Team Brunel sembra essere riuscito a “tagliare” meglio l’angolo con l’Anticiclone di Sant’Elena e ha preso la testa della prima tappa a 2.440 miglia da Cape Town. La flotta ha raggiunto ormai i 30° Sud e naviga ora verso est. Alle 6:40 UTC di oggi Team Brunel aveva 24,1 miglia di vantaggio su Abu Dhabi, che però mantiere ancora una posizione più meridionale di 30 miglia, che potrebbero dare vantaggi a Ian Walker nella volata verso Cape Town sul filo dei Quaranta Ruggenti.

Terzo è Dongfeng, a 87,4 miglia, con Alvimedica in rimonta a 99 miglia. Team Vestas ha scommesso tutto sulla rotta sud e al momento è la barca più meridionale della flotta, a 31°03′ Sud. Seguono Mapfre e Team SCA, a 229 e 278 miglia. Soprattutto Mapfre, dove evidentemente l’accoppiata Martinez-Desjoyeaux deve ancora amalgamarsi, sorprende per la poca efficacia delle ultime scelte. Su Mapfre da segnalare una via d’acqua legata all’uso del dissalatore, che ha costretto il team a sgottare circa 450 litri d’acqua.

L’ultima settimana della Leg 1 si prevede, quindi, con le epiche condizioni dure dei Quaranta Ruggenti. Agganciare un fronte che si muove da ovest verso est e con esso arrivare in vista della Table Mountain. Semplice in teoria, assai bagnato e scomodo in pratica. Fu proprio in questa tratta che Torben Greal con Ericsson 4 stabilì nel 2008 il record di 596,6 miglia delle 24 ore, ancora primato assoluto per un monoscafo a vela. Un risultato che pare inarrivabile ma resta probabile che i VO65 superino la barriera delle 500 miglia al giorno prima di concludere la tappa.

Rio de Janeiro, Brasile- Abu Dhabi continua a guidare la flotta della Volvo Ocean Race che ha ormai raggiunto la latitudine di Rio de Janeiro nella discesa verso Cape Town. A bordo si iniziano a fare i calcoli per le provviste, visto che con 2.766 miglia ancora da percorrere si potrebbe arrivare a 26 giorni per completare la prima tappa, due in più del previsto. “Una fame da lupi, ma i lupi affamati spingono di più…”, ha detto Bouwe Bekking, lo skipper di Team Brunel, primo inseguitore di Azzam ormai dal passaggio dell’Equatore.

Simon Fisher, il navigatore di Abu Dhabi, al lavoro alla sua stazione su Azzam. Foto Knighton
Simon Fisher, il navigatore di Abu Dhabi, al lavoro alla sua stazione su Azzam. Foto Knighton

Dopo aver passato la “boa” di percorso obbligatoria dell’isola brasiliana di Fernando de Noronha, la flotta delle sette barche della Volvo Ocean Race 2014/15 ora punta verso sud. Tutti cercano la massima velocità e studiano la rotta migliore per aggirare l’infida alta pressione di Sant’Elena, vero ostacolo della seconda parte della prima tappa, che si frappone tra le barche e il traguardo di Città del Capo.

La parola più pronunciata negli ultimi giorni sembra essere cautela. Per il momento nessuno pare voler fare la prima mossa, non i leader e nemmeno gli inseguitori. Una piccola area di bassa pressione che si sta formando a sud potrebbe essere la soluzione ai problemi dei sette equipaggi, ma non è ancora chiaro quante miglia bisogna coprire per raggiungerla o quanto tempo sarà necessario perché lei raggiunga la testa della flotta. Il rischio è quello di restare intrappolati nella zona di vento leggero dell’anticiclone di Sant’Elena, e per il momento sembra che nessuno lo voglia correre.

I navigatori fanno lavorare i loro software di routing, ma la situazione è così complessa che non è facile prendere una decisione. “Seduto al carteggio dei Azzam il nostro navigatore Simon Fisher osserva una cosa che sembra spaghetti colorati” racconta l’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing Matt Knighton. “E’ una mappa dell’atlantico meridionale, ogni linea colorata indica una rotta diversa per Città del Capo. L’ultima volta che ha contato ce n’erano 15 diverse.”

Team Alvimedica nell'Aliseo di Sud Est. Foto Ross
Team Alvimedica nell’Aliseo di Sud Est. Foto Ross

La flotta si è divisa in tre gruppetti, in testa Abu Dhabi Ocean Racing e Team Brunel distanziati di appena 34 miglia alle 16:40 di oggi stanno correndo veloci, ma la tempo stesso si controllano. Team Vestas ha passato la giornata a bordeggiare in poppa nel vento da NNE e al momento sembra ancora virtualmente terzo, anche se il tracking lo segnala quarto, con Dongfeng terzo a 69 miglia da Azzam. Il motivo è semplice: i franco-cinesi sono più a est, più vicini quindi alla rotta ortodromica per Cape Town, mentre Vestas sta scendendo verso sud ovest, con vmg minore sull’arrivo ma più vicino ai venti che consentirebbero di dirigere verso est senza tagliare l’enorme Anticiclone di Sant’Elena che occupa il Sud Atlantico.

“Navighiamo con gli alisei tradizionali di sud-est, una ventina di nodi al lasco stretto, molto bello. Ma, purtroppo queste condizioni finiranno presto, e ci sono delle scelte da fare, scelte che saranno importanti per capire come finirà per noi questa tappa. La flotta di è divisa in tre gruppi, quelli a ovest, noi nel mezzo e un terzo gruppetto a est, sono tre approcci differenti alla situazione meteo. Per dirla semplice, l’obiettivo è fare sud. Prima riusciamo ad uscire dalle arie leggere di sant’Elena prima entriamo nei venti da ovest che ci potrebbero spingere verso Città del Capo a velocità record. Noi abbiamo optato per una strada conservativa, al centro. Magari non è una decisione drastica, ma a bordo c’è fiducia.” raccontava oggi nel suo blog Amory Ross, da bordo di Team Alvimedica:

La vita a bordo, seppur in condizioni di navigazione buone, comincia però a farsi dura, come spiega l’Onboard reporter di DongFeng Race Team, Yann Riou: ”Notizia di carattere generale: proseguiamo in linea retta e siamo sempre sbandati. Di questo passo finiremo per trovarci con una gamba più corta dell’altra… Però una cosa tosta l’abbiamo fatta. Abbiamo montato il generatore eolico. E’ stato Kevin (Escoffier) a ricevere questo compito, il poveretto ha perso due ore della sua vita cercando di fare il lavoro. La realtà è che cominciamo ad essere un po’ stressati per la situazione del carburante. Giusto per essere chiari, senza gasolio, non c’è corrente elettrica e senza corrente elettrica praticamente dovremmo navigare al buio e bere acqua di mare.”

Al lavoro su Team Brunel in condizioni dure. Foto Coppers
Al lavoro su Team Brunel in condizioni dure. Foto Coppers

La flotta si chiude con il duo composto dagli spagnoli di MAPFRE e dall’equipaggio femminile di Team SCA che hanno scelto di avvicinarsi di più alla costa brasiliana, con l’intento di agganciare una piccola zona di bassa pressione vicino a Rio de Janeiro. Per il momento tuttavia, questa opzione non pare aver pagato, e i due equipaggi sono staccati di circa 200 miglia (ricordiamo che i distacchi sono calcolati tenendo presente il waypoint di Città del Capo).

L’onboard reporter Francisco Vignale ha raccontato così l’umore a bordo dello scafo rosso guidato da Iker Martinez: “Giornata dura a bordo di MAPFRE oggi, perchè? Gli ultimi due rilevamenti dicono che abbiamo perso miglia dai nostri avversari più vicini. Siamo stati più sotto costa e gli altri hanno un po’ più di aria di noi. Dobbiamo rimanere calmi, seguire il meteo e in un giorno e mezzo vedremo se la nostra opzione avrà pagato, intanto dobbiamo andare a sud il più velocemente possibile. Oramai sono tre giorni che navighiamo con la stessa prua, e i timonieri devono essere davvero veloci visto che abbiamo meno vento degli altri. Oggi abbiamo anche smesso di fare il caffè, per risparmiare gas perché pensiamo che potrebbe non bastare fino al Sudafrica. Ma va bene così, avremo bisogno di fare delle belle zuppe calde quando saremo più a sud e farà freddo…”

Da parte loro le veliste di Team SCA continuano a mettere tutta la loro determinazione nell’inseguimento dei rivali: “Siamo un gruppo di donne determinate, siamo sicure. Siamo a caccia e ci faremo sotto, non c’è nulla che possa fermarci.” ha raccontato Corinna Halloran da Team SCA.

Per il momento le condizioni meteo sono buone, con temperature primaverili dell’aria e dell’acqua. Ma temperature molto più rigide gli equipaggi le incontreranno una volta entrati nei mitici Quaranta Ruggenti.

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Un video sulla “fame” a bordo:

E uno sulla fatica di navigare:

Posizioni alle ore 15.40 UTC di lunedì 26 ottobre 2014

1 – Abu Dhabi Ocean Racing – a 2.766,4 miglia dall’arrivo

2 – Team Brunel – a 34,2 miglia dal leader

3 – Dongfeng Race Team- a 69,5 miglia dal leader

4 – Team Vestas Wind- a 83,3 miglia dal leader

5 – Team Alvimedica – a 94,3 miglia dal leader

6 – MAPFRE – a 197,4 miglia dal leader

7 – Team SCA– a 203,2 miglia dal leader

Fernando de Noronha, Brasile, 24 ottobre- Abu Dhabi e Team Brunel hanno superato l’Equatore intorno a mezzanotte e navigano ormai nell’Emisfero meridionale. Alle 8:40CET di oggi Abu Dhabi era a 85 miglia dal waypoint di Fernando de Noronha, l’isola al largo dell’estremità orientale del Brasile che andrà lasciata a sinistra prima di scendere nell’Atlantico con il classico largo giro prima di dirigere verso Cape Town. Chi arriva per primo a Noronha, e di solito lo è quello che esce per primo dai doldrums, ha in tasca una buona chance di vincere la prima tappa.

Iaqn Walker al timone di Azzam in uscita dai doldrums. Foto Knighton
Iaqn Walker al timone di Azzam in uscita dai doldrums. Foto Knighton

A questo punto, quindi, Ian Walker e Azzam hanno 12,7 miglia di vantaggio su Brunel, poco meno di un’ora sull’acqua viste le velocità medie nell’Aliseo di SE sui 14-15 nodi. Il terzo, Team Vestas, è oltree l’Equatore, a 76 miglia da Abu Dhabi, e grazie a un angolo leggermente migliore recupererà qualcosa nelle prossime ore. Sui VO65, come già sui Volvo 70, bastano infatti 10 gradi di differenza in bolina larga per avere incrementi di velocità notevoli.

Ma il protagonista della giornata è King Neptune, ovvero il dio del mare che, comparso sotto varie forme a bordo dei VO65, tormenta i neofiti (detti i “Pollywogs”) del passaggio dal massimo parallelo terrestre. Una tradizione marinaresca che non manca mai di divertire e cementare quello spirito di corpo essenziale nei team che compiono il giro del mondo in regata. Su Azzam l’unico a non aver mai passaato l’Equatore in regata era Matt Knighton, l’onboard reporter, che si è ritrovato quindi con un taglio di capelli decisamente nuovo…

Così si dorme sui VO65. Alvimedica sottocoperta... Foto Ross
Così si dorme sui VO65. Alvimedica sottocoperta… Foto Ross

Tutti i team hanno quindi superato i doldrums e navigano nell’Aliseo. Dongfeng è quarto a 161 miglia e si sta ancora leccando le ferite per la scelta errata di passare dentro Capo Verde quando era in vantaggio. Mapfre, che è rimasto invischiato tra le nuvole delle calme ben più di Vestas con il quale aveva navigato affiancato per miglia, è quinto a 193 miglia.

Team Alvimedica è a 200 miglia e Team SCA a 220. Su Alvimedica il passaggio dell’Equatore è atteso intorno alle 13 di oggi e per Alberto Bolzan sarà un momento speciale, in quanto anche lui esordiente a latitudine 0° 00′ 00″…

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Fernando de Noronha, Brasile- Le barbe iniziano ad allungarsi e i velisti che le portano a spogliarsi. I marinai della Volvo Ocean Race appaiono oggi in pieno stile “Dolldrum”, ovvero le calme equatoriali che segnano la zona di convergenza tra i sistemi meteorologici dell’Emisfero Settentrionale e Meridionale. Per attraversarle la statistica dice che quando più si va ad ovest meglio è, ovvero “West is best”, per dirla nella lingua dello yachting.

Iker Martinez, skipper di Mapfre, osserva le nuvole e i groppi nei dolldrum. Foto Vignale
Iker Martinez, skipper di Mapfre, osserva le nuvole e i groppi nei dolldrum. Foto Vignale

E West è stato molto …best, anche questa volta, con Azzam e Brunel che hanno costruito la loro strategia sin dall’approccio a Capo Verde (che, come ricorderete fu lasciato a sinistra tre giorni fa), proprio con lo scopo di attraversare le calme intorno ai 29° di longitudine W. Ian Walker, skipper di Abu Dhabi, si trova alle 8:40 CET di oggi a 29°24’W, in una posizione ottimale che lo sta portando ormai ad agganciare i primi refoli di Aliseo da Sud Est, cosa che avverrà nella serata di oggi. Con lui anche Team Brunel di Bouwe Bekking, che segue sempre su questa longitudine a 8,6 miglia.

La posizione alle 6:40 UTC di oggi, con ADOR e Brunel a ovest, Vestas a est e gli altri ancora in difficoltà nel mezzo. L'Aliseo di SE farà guadagnare ancora di più i leader nelle prossime 24 ore
La posizione alle 6:40 UTC di oggi, con ADOR e Brunel a ovest, Vestas a est e gli altri ancora in difficoltà nel mezzo. L’Aliseo di SE farà guadagnare ancora di più i leader nelle prossime 24 ore

Il risultato è evidente questa mattina: 81,1 miglia di vantaggio su Team Dongfeng, che aveva invece scelto di passare dentro l’Arcipelago capoverdiano, decisione che gli ha fatto perdere oltre 120 miglia in tre giorni. Ancora peggio stanno Alvimedica (a 107 miglia), Team SCA (a 115) e Mapfre (a 120), ancora invischiati questa mattina nel pantano delle calme, tra piovaschi, groppi, repentine accelerazioni e altrettanto fulminanti stop da 0.00 nel log.

“Siamo di nuovo qui a galleggiare di notte senza un’increspatura nell’acqua e con le vele che sbattono senza speranza tra di loro”, ha sintetizzato con efficacia Amory Ross, onboard reporter su Alvimedica.

Azzam mure a sinistra, quasi fuori dalle calme. Foto Knighton
Un  Ian Walker con la barca lunga come i suoi compagni, al timone di Azzam mure a sinistra, quasi fuori dalle calme. Foto Knighton

Meglio è andata a Team Vestas, che ha scelto invece l’opzione opposta, molto orientale, passando intorno ai 26°W, ovvero circa 180 miglia più a est di Azzam. Chris Nicholson sembra riuscito a passare ed è dato al quarto posto a 85 miglia, ma con la chance di avvicinarsi molto nei prossimi due giorni grazie all’angolo migliore per la discesa nel SE verso il waypoint di Fernando de Noronha.

L’Equatore, con i riti da “primo passaggio” che esso comporta per i neofiti, è ora a circa 400 miglia.

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Capo Verde, 20 ottobre- Abu Dhabi e Team Brunel sono i vincitori della partita a scacchi di Capo Verde. Come avevamo scritto nella precedente analisi, il passaggio a nord delle isole e la posizione più occidentale rispetto a Team Dongfeng, hanno dato a Ian Walker e Bouwe Bekking quella pressione in più che ha consentito loro di strambare più vicino alla rotta ortodromica e andare a “chiudere” sui franco-cinesi. Il risultato è che, al decimo giorno di navigazione in questa prima tappa della Volvo Ocean Race, i primi cinque sono racchiusi di nuovo in sole 15 miglia. Anche Alvimedica e le ragazze di Team SCA hanno recuperato e chiudono la flotta rispettivamente a 30 e 61 miglia (alle 18:05 CET di oggi). Tutti vicini di nuovo, insomma.

Ian Walker al timone di Azzam. Foto Knighton
Ian Walker al timone di Azzam. Foto Knighton

Tutti puntano adesso decisi verso sud, osservando da ovest verso est vediamo Brunel, che segue Abu Dhabi di 2,2 miglia, poi Dongfeng a 11,2. Mapfre e Vestas sono ancora più a levante e navigano ancora a vista rispettivamente a 15,4 e 16 miglia. La posizione più occidentale dei due leader potrebbe dare loro ancora qualche vantaggio nell’attraversamento delle calme equatoriali. L’ingresso dei dolldrum sembra a circa 120 miglia a sud, due gradi di latitudine, intorno quindi ai 9°N. Probabile comunque che la giornata di domani possa essere decisiva per il posizionamento e l’uscita verso l’Equatore e Fernando de Noronha, l’isola al largo del Brasile che funge da passaggio obbligato della flotta nella Leg 1.

La velocità oggi è rimasta buona con gli A3 a riva, sui 13-15 nodi, mentre da domani diminuirà certamente con il consueto slalom tra groppi e piovaschi dei dolldrum e l’attesa per i velisti esordienti, tra cui il nostro Alberto Bolzan dalla barba ormai lunga da marinaio oceanico, su cosa riserverà il dio Nettuno ai neofiti del passaggio all’Equatore.

La fascia ndelle calme equatoriali, posizionata al momento tra i 3 e i 9° Nord, con la nuvolosità e i piovaschi che la caratterizzano. Sopra di essa si trova oggi la flotta, nbell'Aliseo di NE residuo. Sotto di essa l'Aliseo di Sud Est, chi lo aggancerà per primo potrebbe avere la rotta aperta verso Cape Town
La fascia ndelle calme equatoriali, posizionata al momento tra i 3 e i 9° Nord, con la nuvolosità e i piovaschi che la caratterizzano. Sopra di essa si trova oggi la flotta, nbell’Aliseo di NE residuo. Sotto di essa l’Aliseo di Sud Est, chi lo aggancerà per primo potrebbe avere la rotta aperta verso Cape Town. Elaborazione MeteoEarth

“Le valli verdissime e le pareti ripide delle isole di Capo Verde hanno richiamato tutti in coperta, per guardare uno scenario molto bello, illuminato dalla luce della luna. Uno spettacolo veramente incredibile.” Ha commentato da bordo di Abu Dhabi Ocean Racing il giovane australiano Luke Parkinson. “E’ stato fantastico navigare così vicini a delle montagne tanto alte, eravamo forse solo a un miglio di distanza quando abbiamo strambato. Se non fosse per questa regata non avrei mai potuto fare un’esperienza del genere”.

Alvimedica in velocità con Alberto Bolzan al timone... meno male che l'acqua del mare è a 30° da quelle parti. Foto Ross
Alvimedica in velocità con Alberto Bolzan al timone… meno male che l’acqua del mare è a 30° da quelle parti. Foto Ross

Il giovane equipaggio di Team Alvimedica, con l’italiano Alberto Bolzan, che si trova in sesta posizione ma solo a una trentina di miglia dai leader, oggi ha avuto un motivo in più per festeggiare. “Oggi Mark Towill compie 26 anni, abbiamo qualche sorpresa per lui, dei regali che ha preparato la moglie di Charlie. Di certo sarà un compleanno che si ricorderà a lungo”. Ha scritto nel suo blog l’Onboard reporter statunitense Amory Ross, che ha anche raccontato come sia complesso per l’equipaggio trovare la soluzione tattica giusta.

“E’ difficile spiegare la complessità della meteo in questa parte del mondo. Non esiste alcun modello matematico o previsore del tempo che possa prevedere con esattezza il vento. In più ci sono cose come piccole isole e nuvole che possono cambiare le carte in tavola anche nel piano meglio studiato. Will Oxley è passato di qui più di una dozzina di volte e sembra essere a suo agio con la situazione, ma per Charlie (Enright, lo skipper) sono momenti frustranti, vedere la differenza fra i file meteo che si utilizzano per tracciare la rotta e quello che accade in realtà non è semplice. Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che previsioni e realtà siano di nuovo allineate e comincia a capire che gran parte della tattica per la prossima settimana la si dovrà fare guardando il cielo, e le nuvole, piuttosto che gli schermi al tavolo da carteggio.”

A bordo di SCA non si rinuncia certo alla cura dei capelli... Foto Halloran
A bordo di SCA non si rinuncia certo alla cura dei capelli…  olio d’oliva per sciogliere i nodi provocati dal sale. Foto Halloran

Team SCA continua ad inseguire in coda alla flotta, ma le veliste sembrano non aver perso la tenacia che le contraddistingue: “Siamo una barca con un solo obiettivo: recuperare sulla flotta. Ormai da qualche giorno navighiamo negli alisei atlantici, si tratta di venti prevalenti che si sviluppano nella zona intorno all’equatore e che, nell’emisfero settentrionale, arrivano da nord-est. Di solito sono regolari, ma abbiamo incontrato anche delle zone di bonaccia, e non è stato facile mantenere una velocità costante.” Gli alisei hanno comunque consentito all’equipaggio tutto femminile di effettuare un passaggio memorabile dell’arcipelago. “Abbiamo accelerato bene, nel passaggio della punta, abbiamo navigato per un po’ a 23 nodi.” Ha raccontato l’olandese Caroljin Brouwer. “L’acqua era calda e le onde salivano in coperta, alcune erano preparate alle onde, altre meno e alcune ne hanno persino approfittato per farsi una doccia salata.”

Sam Davies al timone di SCA mentre l'acqua spazza la coperta. Foto Halloran
Sam Davies al timone di SCA mentre l’acqua spazza la coperta. Foto Halloran

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Capo Verde, 19 ottobre- Team Dongfeng recupera in fretta dopo l’avaria al timone di venerdì, sceglie di andare a sud e torna in testa, accumulando il vantaggio maggiore sin’ora nella Volvo Ocean Race. Ma la partita tattica è quanto mai aperta, visto che il passaggio di Capo Verde ha finalmente portato a diverse interpretazioni dopo una prima settimana di marcamenti stretti lungo le coste dell’Africa sahariana, fase a nostro modo di vedere assai appassionante e che ha premiato la scelta del One Design. “Solo oggi, per la prima volta dalla partenza, non abbiamo nessuna barca in vista”, ha detto ieri Francisco Vignale, Onboard Reporter su Mapfre, tanto per chiarire quanto sia stata ravvicinata la regata sin’ora.

L'equipaggio di Dongfeng festeggia la riconquista del primo posto a Capo Verde. Foto Riou
L’equipaggio di Dongfeng festeggia la riconquista del primo posto a Capo Verde. Foto Riou

Capo Verde, dunque… La mancanza di un Aliseo disteso alla latitudine delle Canarie ha costretto la flotta a scendere lungo le coste del Sahara e solo all’altezza del confine con la Mauritania, quando i trade di NE hanno cominciato a farsi sentire e le medie sono aumentate fino a 380 miglia nelle 24h, la flotta ha potuto dirigere verso ovest. A quel punto la scelta tattica era chiara: come passare l’Arcipelago di Capo Verde che si distendeva proprio a spezzare la rotta verso l’ortodromia e Fernando de Noronha? E come farlo considerando i lunghi coni d’ombra che si proiettano verso sud ovest da quelle isole?

Charles Caudrelier e Pascal Bidegorry, anima pensante di Dongfeng, hanno scelto di guadagnare molta acqua a sud e sono passati poco a nord dell’isola di Sal ma con il gruppo settentrionale delle isole a dritta. Per evitare i coni di vento instabile hanno poi strambato nuovamente scendendo ancora più a sud.

La situazione alle 17:40 di domenica, con i diversi passaggi da Capo Verde, Dongfeng a sud, Vestas e Mapfre al centro, le altre a nord
La situazione alle 17:40 di domenica, con i diversi passaggi da Capo Verde, Dongfeng a sud, Vestas e Mapfre al centro, le altre a nord

Scelta opposta da parte di Abu Dhabi e Team Brunel, i più immediati inseguitori dopo aver lasciato le coste africane, che hanno lasciato tutto l’Arcipelago capoverdiano a sinistra, ovvero sono passati a nord con una distanza laterale di ben 130 miglia dalla rotta di Dongfeng. Questa stessa opzione è stata poi percorsa da Alvimedica e Team SCA, che seguivano rispettivamente a 25 e 40 miglia. Team Vestas e Mapfre, invece, hanno scelto di passare in mezzo al gruppo settentrionale, lasciando Sao Nicolau a sinistra con un passaggio assai ravvicinato e Santa Luzia a dritta, per sfruttare anche le accelerazioni nei canali tra le isole. Chi avrà avuto ragione?

Il video del passaggio da Capo Verde:

La risposta definitiva, al di là del vantaggio immediato, si avrà, però, solo nei dolldrum. Abu Dhabi e Brunel, con questa mossa stanno navigando a medie maggiori ma soprattutto hanno guadagnato a ovest rispetto ai franco-cinesi. Circa 80 miglia di leva, che se la massima del “west is best”, ovvero che per attraversare le calme equatoriali quanto più ci si trova a ovest tanto meglio è, potrebbero rivelarsi importanti. Da parte sua Dongfeng è molto più a sud, quindi più vicino alla fascia intertropicale, storicamente punto decisivo nella discesa in regata dell’Atlantico.

Team Vestas lungo la costa di Sao Nicolau. Foto Carlin
Team Vestas lungo la costa di Sao Nicolau. Foto Carlin

Al rilevamento delle 20:40 di domenica sera, Dongfeng era a 4.549 miglia da Cape Town, con rotta 260 in 15 nodi di velocità e 16 di vento, accreditato di 23 e 24 miglia di vantaggio sulla coppia Vestas/Mapfre, che gli ha tagliato la scia e sta ora scendendo ancora più a sud. La vera partita, però, pare giocarsi come detto con Azzam e Brunel, al momento dati a 86 e 87 miglia di distanza ma con velocità medie superiori e rotta secca a ovest, che li farà arrivare prima alla rotta diretta ortodromica e garantirà maggior vento. Vedremo lunedì sera chi sarà stato a vincere la partita dell’Aliseo.

Il video riassunto degli ultimi giorni, con le dichiarazioni da bordo di Alberto Bolzan e Michel Desjoyeaux:

Il video in cui Team Brunel toglie un imprevisto rifiuto dalla chiglia:

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Aggiornamento ore 9:00 Team Dongfeng ha rotto uno dei timoni dopo aver uratto un oggetto non identificato. L’equipaggio ha dovuto fermarsi, sfilare il timone danneggiato e mewttere in opera quello di rispetto. L’operazione ha comportato circa mezz’ora di stop, con le vele ammainate. Abu Dhabi è quindi passato in testa e alle 8:47 CET aveva 8,4 miglia di vantaggio su Team Brunel e 9,3 su Dongfeng.

Le medie sono finalmente sui 19 nodi e la flotta ha lasciato l’infinito bordeggio lungo la costa africana per dirigere su Capo Verde, dove aggancerà l’Aliseo, che dall’attuale N-NNE ruoterà a NE.

Nohuadibou, Mauritania, 17 ottobre- La Volvo Ocean Race pare ripercorrere la rotta dei primi navigatori portoghesi che scendevano lungo le coste dell’Africa occidentale. Ormai, a forza di strambate sul filo delle batimetriche praticabili lungo il Sahara Occidentale, la flotta è arrivata al confine con la Mauritania, con la costa spesso a vista e diversi incontri speciali, tra pescatori e un pattugliatore spagnolo che è arrivato a visitare Mapfre.

Xabi Fernandez di Mapfre scruta l'orizzonte con il binocolo Steiner in dotazione a Mapfre. Foto Vignale
Xabi Fernandez di Mapfre scruta l’orizzonte con il binocolo Steiner in dotazione a Mapfre. Foto Vignale

Team Dongfeng ha mantenuto la testa per le ultime 48 ore, controllando con continue strambate di copertura Abu Dhabi e gli altri inseguitori, ma le distanze restano minime, con Dongfeng che alle 23:40 CET di venerdì 17 aveva 2 sole miglia di margine su Abu Dhabi, posizionato però 9 miglia più a ovest con la possibilità concreta di attaccare e tornare in testa, visto che l’Aliseo di NE sembrerebbe adesso più vicino alla sua posizione. Charles Caudrelier ha preferito restare ancora più vicino alla costa. Terzo è tornato Team Vestas, a 8,8 miglia. Team Brunel chiude il gruppo a 14 miglia, mentre le uniche staccate sono al momento le ragazze di Team SCA, che hanno perso acqua quando il vento è rinforzato e le medie sono schizzate sui 17-18 nodi, fino alle attuali 45 miglia.

Alberto Bolzan al timone di Alvimedica. Foto Ross
Alberto Bolzan al timone di Alvimedica. Foto Ross

Chi riuscirà a piegare per primo verso SW puntando su Capo Verde e il waypoint di Fernando de Noronha, lasciando finalmente questa insolita ma obbligata opzione del 2014? La rotta ortodromica è ormai molto a ovest e nella giornata di sabato dovremmo assistere al saluto definitivo della costa africana, per aggirare l’impercorribile Golfo di Guinea. Per arrivare alla punta estrema dell’Africa, Cape Town, infatti bisogna arrivare fin quasi a toccare il Brasile, dall’altra parte dell’Atlantico, dopo aver attraversato i dolldrum il più a ovest possibile. Un po’ come impararono a fare dopo non pochi tentativi i descubridores portoghesi.

Da Dongfeng si osserva la città di Bojador (Sahara Occidentale). Foto Riou
Da Dongfeng si osserva la città di Bojador (Sahara Occidentale). Foto Riou

Il video riassunto di oggi:

Gran Canaria, 16 ottobre- Certo, ci hanno messo meno di Cristoforo Colombo che nel 1492 impiegò 12 giorni da Palos alle Canarie, ma i 5 giorni in cui la flotta della Volvo Ocean Race ha raggiunto le acque dell’arcipelago da Alicante non sono proprio un record. Il motivo deve essere ricercato nei venti leggeri di questi ultimi tre giorni, con i navigatori che sono statiu costretti a scendere lungo le coste del Marocco per sfruttare al meglio le termiche create dal deserto del Sahara. Niente di speciale, tra gli 8 e i 12 nodi ma più che sufficienti a spingere i Volvo 65 in un bordeggio di poppa con medie sulle 220 miglia al giorno.

Roberto Bermudez de Castro scruta la randa e il cielo per scoprire qualche segno di pressione su Azzam. Foto ADOR
Roberto Bermudez de Castro scruta la randa e il cielo per scoprire qualche segno di pressione su Azzam. Foto ADOR

Nel dubbio, poi, meglio restare con la flotta, proprio come si fa in una regata monotipo. Lo ha spiegato bene lo skipper di Abu Dhabi Ocean Racing Ian Walker: “Quando non ci ci capisce nulla, meglio restare in gruppo e nel vento.” E proprio Abu Dhabi Azzam si è conteso con i franco-cinesi (molto più franco, a dir la verità) di Team Dongfeng la leadership della tappa.

In esclusiva per i lettori di FareVela, ecco le prime impressioni dalla regata di Alberto Bolzan, imbarcato su Team Alvimedica come unico italiano nella Volvo Ocean Race:

“I primi giorni di questa Volvo per me sono stati stupendi, sono molto felice di aver preso la decisione di essere qui, il gioco è bellissimo e vale tutti sacrifici che si devono sopportare. Lasciare Alicante è stato uno dei momenti più intensi della mia vita, ero molto concentrato, salutare la mia famiglia per rivederla a fine giugno non è stato per niente facile specialmente una volta mollati gli ormeggi, tutti gli equipaggi e tutti i familiari presenti erano incredibilmente commossi merito anche di una folla immensa fatta di persone venute a portarci un salute da ogni parte del mondo.

Alberto Bolzan al timone di Team Alvimedica. Foto Ross
Alberto Bolzan al timone di Team Alvimedica. Foto Ross

Tecnicamente la regata è il massimo delle mie aspettative, dopo giorni di battaglia serratissima siamo ancora tutti attaccati, come se stessimo facendo una regata costiera di poche miglia invece che una tappa della Volvo Ocean Race. Siamo tutti a vista e si stramba su salti di vento di 10 gradi, incredibile… Abbiamo trovato ogni tipo di condizione e la classifica viene stravolta di continuo, da primi a ultimi ci sono passati tutti… Con le barche tutte uguali è veramente bello ma guai a perdere l’attimo, ogni metro perso bisogna recuperarlo e nessuno sembra regalare niente. Siamo felici delle performance e stiamo imparando ora dopo ora, comunque sia siamo qui a lottare per la testa del gruppo e non vogliamo inseguire, anzi. Per il momento posso dire che è una scuola senza paragoni, divertimeno assicurato e stanchezza a non finire”.

Determinazione a bordo di Dongfeng. Foto Riou
Determinazione a bordo di Dongfeng. Foto Riou

Alle 14:40 CET di oggi Charles Caudrelier e il suo team hanno strambato nuovamente per riportarsi vicino alla costa e mantengono la testa, con 5.484 miglia all’arrivo e 4,4 di vantaggio su Abu Dhabi. Terzo Mapfre a 7,1 miglia. Particolare curioso è che Caudrelier, skipper di Dongfeng, percorse questa stessa rotta, ma con esiti decisamente più negativi, nella prima tappa della scorsa edizione quando era a bordo di Groupama, destinato poi a vincere la Volvo.

Sara Hastreiter e Abby Ehler al grinding. Foto Halloran
Sara Hastreiter e Abby Ehler al grinding. Foto Halloran

La discesa lungo le coste del Sahara continuerà continuando nel bordeggio in poppa per tutta la giornata di oggi, ma pare ormai di intravedere i segni dell’Aliseo che da domani potrebbe consentire di “piegare” un po’ verso ovest nella discesa verso Capo Verde. Un Aliseo disteso, oltre i 10 nodi, è distante ancora circa 200 miglia, poco meno di una giornata di navigazione alle attuali medie, per cui si può immaginare che l’attuale coppia di testa potrebbe da domani allungare un po’, spezzando quell’incredibile equilibrio che si è visto sin dalla partenza. Ancora oggi, dopo cinque giorni completi di regata, la distanza tra la prima e l’ultima barca (al momento è Team SCA) è di sole 16,3 miglia.

“Si vira in continuazione, si cerca di entrare prima nel vento fresco. I momenti di riposo sono pochissimi”, racconta l’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing Matt Knighton. “Ogni manovra prendeva almeno 20 minuti per spostare le diverse tonnellate di materiale, cibo, vele e acqua da un bordo all’altro. Dopo così tante virate e strambate, però, adesso ci si impiega solo 10 minuti. Il vento è leggero e il mare è calato, ma con la flotta così vicina nessuno può permettersi di dormire, sono condizioni quasi da Mediterraneo, non le migliori per navigare veloci, ma di certo la situazione è interessante e non ci si può permettere un attimo di tregua. Quando si va a riposare, si cerca di stare il più a prua possibile, per avere i pesi concentrati avanti.”

Turno di riposo a bordo di Alvimedica. Foto Ross
Turno di riposo a bordo di Alvimedica. Foto Ross

“Ieri abbiamo navigato di bolina per un tratto, ma non per tanto, poi il vento è calato molto e quindi abbiamo potuto mettere un po’ di ordine a bordo. Carlos (Hernández) ha potuto riposarsi un po’ visto che la notte scorsa ha preso un brutto colpo alla mascella, e adesso è di nuovo operativo. Ñeti, Nico e Anthony hanno riparato il fiocco frazionato e hanno fatto altri lavori sottocoperta. Quando il vento è calato quasi completamente, l’altra sera, abbiamo incrociato vicinissimi Team SCA, ci siamo salutati e augurati buona fortuna.” ha raccontato da bordo di MAPFRE l’Onboard reporter argentino Francisco Vignale.

Carlos Hernández, tuttavia non è stato il solo ad avere qualche problema fisico. Su Team Alvimedica dove è presente Alberto Bolzan, l’unico velista italiano di questa edizione del giro del mondo, l’Onboard reporter americano Amory Ross è scivolato e si è slogato una spalla, un problema che però ha risolto in pochi minuti. “Stavo scendendo dal tambuccio, in una mano la macchina fotografica e l’altra occupata a tenermi, ho perso l’equilibrio e sono caduto di peso su una spalla, è uscita di sede (lo fa spesso, è una vecchia ferita di quando giocavo a hockey). Ho salvato la macchina fotografica, ho rimesso a posto la spalla e non ho detto niente a nessuno”.

Tony Rae mostra la sua fasciatura a bordo di Team Vestas. Foto Carlin
Tony Rae mostra la sua fasciatura a bordo di Team Vestas. Foto Carlin

Il veterano Tony Rae, timoniere e trimmer su Team Vestas Wind ha invece svelato di avere un problema piuttosto serio alle costole, a causa di un incidente durante gli allenamenti pre-partenza, di cui non aveva parlato prima per non farlo sapere alla sua famiglia. Il forte velista neozelandese ha provveduto a una medicazione con fasciature e nastro, ma pensa che il suo apporto al lavoro di bordo sia un po’ compromesso. “Uso di più la parte sinistra del corpo che la destra, ma ce la farò. In queste situazioni non si può certo prendere un giorno di riposo e stare in cuccetta” ha detto, mentre il suo compagno di equipaggio, il danese Nicolai Sehested lo ha descritto così: “Gli potreste rompere 15 costole, e lui continuerebbe a spingere al massimo da mattina a sera”.

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Lanzarote, Spagna, 15 ottobre- Dopo tre giorni a stretto contatto visivo, la flotta della Volvo Ocean Race inizia a distribuirsi su una porzione più ampia di oceano. Si fa per dire, visto che i sette VO65 sono comunque sparpagliati al momento tra la costa del Marocco e Lanzarote. Da Alvimedica questa mattina hanno segnalato che “per la prima volta dalla partenza non c’è nessuno a vista”, ma già ai bordi successivi la flotta è di nuovo a portata visiva, distribuita in 11 miglia tra il primo (Abu Dhabi) e l’ultimo (Team Vestas).

Michel Desjoyeaux al timone di Mapfre, sullo sfondo Team SCA. Foto Vignale
Michel Desjoyeaux al timone di Mapfre, sullo sfondo Team SCA. Foto Vignale

Alle 11:55 CET di oggi Ian Walker e il suo Azzam avevano un miglio di vantaggio su Team Brunel. Dopo una dura fase in bolina, la flotta procede bordeggiando in poppa nell’Aliseo di ENE che si è cretao vicino alla costa del Marocco. La rotta seguita ha addirittura sfiorato la costa marocchina, con le ragazze di Team SCA che sono arrivate in un’occasione fino a mezzo miglio dalla costa sahariana. Il bordeggio procede ad angoli abbastanza stretti per sfruttare al meglio il Vmg e i Code 0 e l’unico che ha abbandonato la flotta (Teram Vestas) ha pagato a caro prezzo tale decisione, perdendo in poche ore circa 5 miglia.

Team Alvimedica. Foto Ross
Team Alvimedica. Foto Ross

Coperture, virate “sotto”, strambate simultanee della flotta… tecniche proprie di una regata in monotipo sulle boe che vengono adattate alla regata oceanica ed esaltate proprio dal one design a un livello che nessuna previsione pur ottimistica faceva prevedere. La VOR, insomma, offre uno spettacolo sportivo di prim’ordine restando, al di là delle storie umane avvincenti e dell’avventura, una ricca sfida agonistica.

Azzam nella bolina di ieri. Foto knighton
Azzam nella bolina di ieri. Foto knighton

Ragionando “per boe”, quella immediata è rappresentata dalle Canarie. Normalmente nella discesa verso l’Equatore le si lascia a sinistra o le si attraversa. Questa volta pare invece che la maggior pressione lungo la costa africana, potrebbe riservare un passaggio tra il Sahara a sinistra e Lanzarote/Fuerteventura a dritta. Un po’ quello che fece Groupama nella scorsa edizione, con una scelta strategica solitaria che alla fine si rivelò errata, ma che questa volta vede la flotta al completo scegliere quell’opzione.

Se sarà così lo sapremo nella serata di oggi mercoledì.

Il video riassunto delle prime tre giornate:

http://youtu.be/5Kha_0WrNdA?list=PLWO8hWaPuxmq5Eh7GZIt7KUUMoNc9ay9F

Gibilterra, 14 ottobre- Ogni tre ore un nuovo leader, duelli bordo a bordo anche in Atlantico, virate simultanee di tutta la flotta, proprio come in una bolina di classe olimpica quando tutta la flotta vira in 10 gradi di scarso. Solo che qui l’arrivo è distante ancora 6.000 miglia, si chiama Cape Town ed è ben dopo l’Equatore. La Volvo Ocean Race mantiene le promesse agonistiche e, dopo tre giorni di navigazione, vede ancora tutti e sette i team racchiusi in un arco di 6 miglia.

In nottata era passato al comando Abu Dhabi di Ian Walker. Al rivevamento delle 8:56 CET di oggi in testa è tornato Team Brunel, che solo ieri sera era sesto. Appena 0,1 miglia di vantaggio su Alvimedica, su cui regata Alberto Bolzan, ma che pare avere più pressione nella sua posizione più occidentale e potrebbe passare ai prossimi rilevamenti.

Ian Walker al timone di Azzam all'alba di ieri
Ian Walker al timone di Azzam all’alba di ieri

Chiude la flotta Team Vestas, a 5,9 miglia, che ieri era invece primo. Insomma tutti hanno una chance, le ragazze di Team SCA resistono bene e, dopo essere usciti in testa dal Mediterraneo, sono ora posizionate più a est di tutti. Poca roba, comunque, visto che i sette VO65 sono disposti su un arco di 12 miglia nella discesa verso le Canarie e l’Aliseo.

La parte agonistica della Volvo Ocean Race resta quindi lo spettacolo maggiore e c’è da scommettere che la flotta resterà vicina per gran parte della regata. Scelte estreme saranno possibili magari più avanti. Proprio come una grande regata olimpica, qui ci si gioca tutto tra velocità (che finalmente ha toccato i 20 nodi al lasco nella mattinata di oggi) e angoli.

Alvimedica naviga a vista con SCA. Foto Ross
Alvimedica naviga a vista con SCA. Foto Ross

 

Gibilterra, 13 ottobre- E le ragazze di Team SCA battono tutti i maschietti nell’uscita dal Mediterraneo. Grazie a una scommessa tattica del navigatore Libby Greenhalgh, che si è staccata dalla flotta per passare lo Stretto molto a nord più vicino a Gibilterra. Ore di tensione, una mezz’ora ferme contro corrente ma poi le raffiche decisive. E proprio quel bordo più vicino alla costa andalusa ha consentito a Team SCA di uscire per prima in Atlantico e curiosamente ultimo è proprio Mapfre, che con gli altri VO65 si è invischiato in un contorto bordeggio al centro dello Stretto contro corrente,  uscendo per ultimo dal Mediterraneo.

Team SCA al passaggio da Gibilterra. Foto Halloran
Team SCA al passaggio da Gibilterra. Foto Halloran

Alle 8:55 CET di oggi, quindi, Team SCA aveva 4,7 miglia di vantaggio su Team Vestas, 7,6 su Alvimedica. Mapfre chiude la flotta a 10,5.

Il momento del "jump" dell'ospite su Team SCA alla partenza da Alicante. Foto Tomnlinson/Team SCA
Il momento del “jump” dell’ospite su Team SCA alla partenza da Alicante. Foto Tomnlinson/Team SCA

Alicante, Spagna, 9 ottobre- C’è veramente molta gente nel Villaggio della Volvo Ocean Race, in attesa della partenza prevista per sabato 11 ottobre, alle ore 14. Diretta streaming qui della partenza:

Il pubblico sulle banchine di Alicante al Villaggio Volvo Ocean Race. Foto Gianluca Di Fazio
Il pubblico sulle banchine di Alicante al Villaggio Volvo Ocean Race. Foto Gianluca Di Fazio

Alicante, Spagna, 4 ottobre- Va a Team Alvimedica, guidato dallo skipper Charlie Enright e con il velista italiano Alberto Bolzan alla tattica, la regata inport di apertura della Volvo Ocean Race 2015/15. Alle spalle della barca con bandiera turco/americana Abu Dhabi Ocean Racing con l’olimpionico Ian Walker, terzi gli spagnoli di MAPFRE con Iker Martinez. Quarto l’olandese Team Brunel del veterano Bouwe Bekking, quinti i franco/cinesi di Dongfeng Race Team, sesto l’equipaggio femminile di Team SCA guidato dalla britannica Samantha Davies e settimo Team Vestas Wind con lo skipper Chris Nicholson che aveva girato in testa la prima boa.

Team Vesta e Dongfeng girano in testa la prima bolina della Inport ad Alicante, ma alla fine sarà Alvimedica a prevalere.
Team Vesta e Dongfeng girano in testa la prima bolina della Inport ad Alicante, ma alla fine sarà Alvimedica a prevalere. Foto Ramos

Molti i colpi di scena e notevole l’equilibrio tra i sette VO65, a dimostrazione della validità della scelta del monotipo.

Malgrado le In-port non abbiano influenza sulla classifica finale ma siano valide solo per la In-Port series e in caso di parità nella graduatoria overall, i sette equipaggi non si sono certo risparmiati. La regata si è svolta su un percorso a bastone di circa otto miglia, con un bel vento sui 10/12 nodi.

Dopo una lotta serrata con gli avversari di Abu Dhabi Ocean Racing sono dunque stati i giovani di Team Alvimedica ad aggiudicarsi la vittoria.

Il video onboard da Team Alvimedica:

“Non potevamo trovare un modo migliore per iniziare.” ha dichiarato il velista friulano Alberto Bolzan, unico italiano presente a questa edizione del giro del mondo a vela. ”Ho avuto un compito relativamente facile, perché tutti a bordo hanno svolto il loro compito alla perfezione. Siamo molto contenti e soddisfatti, ma ora è il momento di pensare alla prima tappa.” Un’iniezione di fiducia per l’equipaggio guidato dallo skipper statunitense Charlie Enright che ha detto: “Non abbiamo fatto nulla che conta ai fini della classifica finale, ma il risultato ci dà fiducia e ci fa credere che possiamo fare bene ancora.”

Team Alvimedica sul palco per la premiazione. Foto Di Fazio
Team Alvimedica sul palco per la premiazione. Foto Di Fazio

Abu Dhabi Ocean Racing, che vinse la In-port race nel porto spagnolo di partenza della Volvo Ocean Race tre anni fa, non ha potuto ripetere la prestazione del 2011 e ha dovuto accontentarsi del secondo posto, distanziato di soli cinque secondi sulla linea del traguardo. “Stamattina abbiamo avuto un meeting dove ci siamo detti che non avremmo cercato di vincerla, questa regata. Alla fine però mi è dispiaciuto non farlo, vista la posizione in cui eravamo. Ma, al momento di tagliare la linea Simon Fisher (il navigatore) si è girato verso di me e mi ha detto: sono così contento, l’ultima volta avevamo vinto e non eravamo nemmeno riusciti a uscire dal Meditrraneo.” Ha spiegato il due volte olimpionico britannico Ian Walker, riferenbdosi al disalberamento di cui fu vittima Azzam nella prima notte di regata.

Gli spagnoli di MAPFRE, guidati da Iker Martinez e che imbarcano anche una delle icone della vela oceanica internazionale, il francese Michel Desjoyeaux, hanno chiuso al terzo posto con 25 secondi di ritardo.

Il prossimo sabato 11 ottobre la flotta delle sette barche partirà per la prima delle dieci tappe, verso Città del Capo, la Volvo Ocean Race si concluderà nel giugno 2015 a Goteborg in Svezia.

Risultati In-port race di Alicante

1. Team Alvimedica – 1 punto

2. Abu Dhani Ocean Racing – 2 punti

3. MAPFRE – 3 punti

4. Team Brunel – 4 punti

5. Dongfeng Race Team – 5 punti

6. Team SCA – 6 punti

7. Team Vestas Wind – 7 punti

Alicante, Spagna- Guarda qui la diretta streaming della Inport Race di Alicante. Appuntamento dalle 13:50 di sabato 4 ottobre:

 

Alicante, Spagna- Sono davvero tutti uguali, se non fosse per le griffe, i sette Volvo Ocean 65 del giro del mondo. Fino all’ultimo dettaglio, con l’occhio attento dell’appassionato che deve indagare per scoprire una vite, una cimetta, un cavo diversi. Allineati in banchina nel Port Volvo Ocean Race di Alicante e ammirati già oggi da centinaia di curiosi, i monotipi VO65 si fanno desiderare nel primo giorno di apertura del Race Village in attesa del primo week end di gloria, quello della Inport Race prevista per sabato 4 ottobre alle 14. Tra nove giorni, l’11 ottobre, sempre alle 14 partirà la prima tappa verso Cape Town.

I sette VO65 in banchina ad Alicante. Foto Tognozzi
I sette VO65 in banchina ad Alicante. Foto Tognozzi

Grande incertezza sull’esito sportivo del giro del mondo e ancor più varia la scelta tra le molte storie umane che compongono il pianeta Volvo Ocean Race. Si percespisce come questo aspetto, quello delle vicende dei velisti e delle veliste, delle loro avventure e della sfida al mare, sia adesso quello più ricercato dagli organizzatori e dagli sponsor, quasi più della sfida sportiva. I grandi stand dei sette sponsor maggiori e quello della casa madre Volvo ospitano un pubblico vario che insegue con gli occhi le mosse dei 65 marinai, 11 donne e 54 uomini, che tra poco più di una settimana prenderanno il mare per le 38.739 miglia che in nove mesi li vedranno sfidare tutti gli oceani del mondo, in un gigantesco e autentico real show.

I ritratti dei sette skipper sulla passeggiata del porto
I ritratti dei sette skipper sulla passeggiata del porto
Sam Davies, skipper di Team SCA, "seguita" da Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing
Sam Davies, skipper di Team SCA, “seguita” da Ian Walker, skipper di Abu Dhabi Ocean Racing

Domani alle 9:30 è in programma la conferenza stampa dei sette skipper nel Museo Volvo Ocean Race. Alle 10:30 l’uscita per la Practice Race, a cui parteciperemo a bordo di Team Vestas. In mattinata intervisteremo anche Alberto Bolzan, l’unico italiano in regata a bordo di Team Alvimedica.

VOR Vestas
Team Vestas (skipper Chris Nicholson)
VOR Mapfre
Mapfre, skipper Iker Martinez
VOR Alvimedica
Team Alvimedica, skipper Charlie Enright
VOR TD
Team Dongfeng, skiiper Charles Chaudrelier
VOR Brunel
Team Brunel, skipper Bouwe Bekking
VOR ADOR
Abu Dhabi Ocean Racing, skipper Ian Walker
VOR SCA
Team SCA, skipper Samantha Davies

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