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Cape Town, Sud Africa- Che finale…Dongfeng non molla un metro e su Abu Dhabi il fiato sul collo si sente eccome. Ian Walker e il suo navigatore Simon Fisher le stanno provando tutte per tenere dietro gli scatenati franco-cinesi. Dongfeng, che ricordiamo ha avuto in questa prima tappa due avarie maggiori (rottura di un timone e, ieri, la rottura di una scotta gennaker con danni in coperta), tira come un ossesso grazie a un trimming e a timonieri che, a parità di condizioni, sembrano dare sempre qualche decimo di nodo in più.

Ore dure per Ian Walker, skipper di Abu Dhabi. Sta tenendo duro contro la rimonta di Dongfeng. Foto Knighton
Ore dure per Ian Walker, skipper di Abu Dhabi. Sta tenendo botta contro la rimonta di Dongfeng. Foto Knighton

Al rilevamento delle 16:40 di oggi, Azzam conserva 4,6 miglia di vantaggio su Dongfeng. I due si sono invertiti le parti, Pascal Bidegorry, navigatore di Dongfeng, ha deciso di attraversare la rotta di Abu Dhabi posizionandosi adesso più a nord. Fisher lo ha coperto andando a strambare per posizionarsi più a est e più a sud. La differenza laterale è irrisoria, appena 7 miglia dopo quasi 25 giorni di mare, ma potrebbe comunque riservare una leva sufficiente all’attacco finale da parte di Chaudrelier e compagni, anche perché per domani nel mare davanti Cape Town sono attese condizioni abbastanza instabili. Azzam è a 263 miglia dall’arrivo, Dongfeng a 268. Terzo Team Brunel, a 38 miglia.

L’ETA sotto la Table Mountain a questo punto è per il primo pomeriggio di domani e tutto lascia prevedere che sarà un arrivo in volata per il primo vincitore di tappa in questa appassionante Volvo Ocean Race.

Dongfeng spinge al massimo ormai da tre giorni per riacciuffare Abu Dhabi. Foto Riou
Dongfeng spinge al massimo ormai da tre giorni per riacciuffare Abu Dhabi. Foto Riou

Le prossime 24 ore potrebbero essere fra le più lunghe nella vita agonistica dello skipper Ian Walker, sulla sua barca portacolori degli emirati e con il suo equipaggio ha condotto per la maggior parte delle 6.847 miglia della prima tappa, da quando la flotta ha passato l’arcipelago di Capo Verde, a circa metà del percorso. Si noti anche che nel corso della prima tappa tutti e sette i team hanno condotto almeno per una fase, segno evidente dell’estremo equilibrio nella flotta e delle chance comuni a tutti.

L’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing Matt Knighton ha descritto così l’umore attuale di Ian Walker: “E’ stressato e nervoso, non riesce a dormire. Ha gli occhi iniettati di samgue e salta a ogni minima variazione di velocità della barca, il suo tradizionale senso dell’umorismo è nascosto sotto una faccia quieta.” E i suoi compagni non sono meno esausti. “Sono tutti stanchissimi, e con l’acqua di mare che continua a inondare il pozzetto, le facce con la barba lunga continuano a essere concentrate, prendono la regata un miglio alla volta. E’ una guerra di nervi, che sembra non finire mai”.

Durissime le condizioni negli ultimi quattro giorni, con percorrenze medie intorno alle 500 miglia per le barche lader: “Violenti, credo sia questo l’aggettivo migliore per descrivere gli ultimi tre giorni. Navigare con il gennaker a riva, con 25/30 nodi di vento. In altre parole, si va veloci, la barca sbatte sulle onde, ci sono tonnellate di acqua in coperta e poi si naviga molto sbandati. In coperta si passano delle ore a prendere ondate sulla faccia. Magari al timoniere piace, ma agli altri non tanto. Sottocoperta cerchi di stare in equilibrio, e non ci riesci quasi mai. Non vedi le onde arrivare e quindi non puoi anticiparle e lo sbandamento rende tutto più duro, diventa insopportabile. Tre giorni così è sei distrutto.” Racconta oggi nel suo blog Yann Riou, Onboard reporter di Dongfeng Race Team.

Gli Albatross del Sud Atlantico visti dall'obiettivo di Amory Ross su Alvimedica
Gli Albatross del Sud Atlantico visti dall’obiettivo di Amory Ross su Alvimedica

Team Vestas Wind è quarto a 101 miglia, mentre per gli altri tre team la tappa sembra destinata a prolungarsi. La rotta più settentrionale, infatti, li ha inesorabilmente portati in un’area di alta pressione a ovest di Cape Town che i VO65 saranno costretti ad attraversare. Team Alvimedica è a 327 miglia e procedeva a soli 3 nodi. MAPFRE, che al momento è la maggior delusione della prima tappa, è precipitato a 531 miglia e Team SCA addirittura a 593. Come racconta Amory Ross da bordo di Team Alvimedica: “Ci sarà una chiazza di vento leggero, prima di avere di nuovo una bella aria per piombare sull’arrivo. Sembra che arriveremo a Città del Capo di bolina, con due mani di terzaroli e il piccolo J3 (la vela di prua ridotta). Non sarà facile!”, per loro si prevedono un giorno e mezzo di mare in più e pochissimo cibo in cambusa…

www.volvooceanrace.com/en/virtualeye.html

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