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Praia, Capo Verde- Sono trascorsi 18 giorni da quando Matteo Miceli è salpato da Riva di Traiano, attorniato da un nugolo di barche in festa, per circumnavigare il mondo senza scali e in autonomia energetica e alimentare. Dopo due anni di attesa ha preso così corpo il suo progetto “Roma Ocean World” voluto per dimostrare che una vita “eco-friendly” è non solo possibile ma indispensabile.

Quotidianamente il navigatore romano posta sul suo profilo Facebook e sul sito dedicato gli aggiornamenti della sua navigazione che in questi giorni lo sta conducendo verso le isole di Capo Verde, sfruttando quello stesso Aliseo che porterà la flotta iscritta all’ARC+ da Las Palmas de Gran Canaria fino all’isola capoverdiana di Sao Vicente.
“Ha fatto luce da poco, 07:20 UTC”, si legge nel suo diario aggiornato al 6 novembre, “ho camminato tanto questa notte con il code ma alla fine aumentava invece di diminuire e alle 04:00 l’ho chiuso rimettendo il fiocco. Ho seguito un pò il vento e ho strambato quando la direzione del vento era a 70°. Ora ci sono 15 nodi e ho messo la turbina in acqua e riaperto il code zero!
buona giornata…un po’ piovosa mi dicono!”. E il riferimento non troppo velato è alle Regioni che in queste ore sono sotto nubifragio.

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Nella sua discesa verso i Quaranta Ruggenti il navigatore romano ha incontrato qualche perturbazione che lo ha messo a dura prova nel corpo e nello spirito, come si legge nel blog: “La giostra è peggiorata, onda più grande e difficile stare in piedi ma tutto ok. Giornate abbastanza identiche da qualche giorno a questa parte, con poco da fare, anche se ci ho messo del tempo ad abituarmi a stare in piedi in questa lavatrice”. Condizioni di vento e mare impegnative che lo hanno portato a straorzare. Conseguenze? “Si è allagato il pollaio! 2 ore a pulire la casetta della bionda e la mora (il nome delle due galline che viaggiano con lui, ndr). Cambiata la paglia ora sono all’asciutto e dormono serene”.

Per quanto riguarda l’autosufficienza energetica, Miceli fa affidamento soprattutto sull’idrogeneratore. “Batterie molto basse 68%, messo idrogeneratore in acqua alle ore 7 che carica 6/8 ampere, abbassati i valori del pilota”. La sua maggiore preoccupazione riguarda il rischio di perdere le batterie: “Essere autosufficienti nell’energia è fichissimo ma devi sempre stare attento al consumo di qualsiasi cosa per non far scendere le batterie…e se vanno giù non hai rimedio”.

L'alimentazione di Miceli arriva dalle uova di gallina, dalle verdure dell'orto e dalla pesca, come in questo caso
L’alimentazione di Miceli arriva dalle uova di gallina, dalle verdure dell’orto e dalla pesca, come in questo caso

L’alimentazione è garantita dalle uova “sfornate” dalle due galline, dalla pesca (“Con meno aria ho messo subito la canna in acqua e in coperta ho trovato il pranzo!!!! due belle seppie che ho già pulito”) e dal cibo leofilizzato. “Mi spiace non riuscire ad essere autosufficiente completamente anche nell’alimentazione, ma vi assicuro che in questo giro di minestrone ci ho messo proprio tutto per non farla facile!”. E poi ci scherza su: “Sarà un ottima cura dimagrante…mamma non preoccuparti non sono senza cibo, ho dell’emergenza”.

La crociera di Miceli procede “a una velocità media di 8 nodi che mi consente di coprire circa 240 miglia al giorno”. A chi lo potrebbe accusare di una velocità al di sotto delle aspettative, lo skipper romano risponde sul suo blog: “Hai ragione ma preferisco non avere rotture, la strada è ancora molto lunga”.

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http://www.matteomiceli.com

1 COMMENT

  1. Seguo l’avventura di Matteo sul suo sito ufficiale, è davvero entusiasmante! Con 8 nodi di media non si fanno 240 miglia al giorno, ma solo 192, comunque un percorso rispettabile, pari a quello che farebbe una barca dislocante molto più grande e con un numeroso equipaggio. Matteo non deve battere nessun record, la sua missione è ben più elevata, fa benissimo a navigare da marinaio piuttosto che da regatante!

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