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Milano- “Conrad e il mare” è il titolo della mostra dedicata alla figura del celebre scrittore Joseph Conrad che si svolgerà all’Acquario Civico di Milano dal 12 novembre 2014 al 29 marzo 2015. Promossa e prodotta dal Comune di Milano – Cultura, insieme all’Acquario Civico di Milano e in collaborazione con Silvana Editoriale, l’esposizione è a cura di Giancarlo Costa, Elisabetta Polezzo e Massimo Rizzardini.

Attraverso le fotografie d’epoca, gli oggetti marinareschi (fra cui una ruota di timone originale e gli strumenti nautici d’epoca) provenienti dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, le pagine più celebri di Conrad stampate su fogli di grandi dimensioni e messe a disposizione del pubblico, oltre al video dedicato al mare a cura di Studio Azzurro e al contributo di Matteo Pavesi della Fondazione Cineteca Italiana che ha selezionato e montato una sequenza con spezzoni di film ispirati a Conrad, i visitatori saranno trasportati in un leggendario viaggio a bordo di antichi velieri alla scoperta dell’elemento più affascinante e misterioso di tutti, il mare, al seguito di una guida d’eccezione: Joseph Conrad.

Il percorso della mostra si snoda attraverso tre grandi tematiche: nella prima sala, dove prevale l’elemento biografico, sono descritti i viaggi che Conrad ha compiuto nella sua carriera marittima, illustrando la vita marinaresca dell’epoca. Nella seconda sala viene indagato l’aspetto più strettamente letterario del romanziere di successo, autore di storie di mare, ma soprattutto scrittore simbolico ed esoterico, universalmente riconosciuto come uno fra i più acuti indagatori dell’animo umano; per concludere, l‘ultima sezione è dedicata alla fortuna cinematografica di Conrad, con la proiezione degli spezzoni dei più famosi film ispirati ai suoi romanzi.

Non era un ottimista, non aveva fede nel progresso e non si rassegnava al fatto che la navigazione a vapore stesse soppiantando quella a vela. In controtendenza rispetto allo spirito dell’epoca, guardava con pessimismo alla storia e alle vicende umane, eppure ha saputo tracciare un segno indelebile nella letteratura mondiale, scrivendo, in una lingua che non era la sua, soprattutto storie di mare: se Teodor Józef Konrad Korzeniowski a qualcuno non dirà molto, Joseph Conrad dirà tutto.

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Lo scrittore polacco naturalizzato britannico muore esattamente 90 anni fa, nel 1924, all’età di 66 anni, venti dei quali spesi navigando e trenta scrivendo. Quella che apparentemente può sembrare una contraddizione, l’esperienza di vita attiva e movimentata del marinaio contrapposta alla vena letteraria di prolifico romanziere ritiratosi nella campagna inglese, viene risolta senza attrito nel cuore dei suoi romanzi, come spiega magistralmente Italo Calvino in un articolo apparso sull’“Unità” il 3 agosto del 1954: “Al fatto che fosse un bravo capitano ho creduto sempre, e che portasse nei suoi racconti quella cosa che è così difficile da scrivere: il senso di una integrazione nel mondo conquistata nella vita pratica, il senso dell’uomo che si realizza nelle cose che fa, nella morale implicita del suo lavoro, l’ideale di saper essere all’altezza della situazione, sulla coperta dei velieri come sulla pagina”.

Il rispetto per la vita di mare traspare senza retorica e sentimentalismo negli aspetti più tecnici, dalla descrizione delle pratiche marinare degli approdi, degli ancoraggi e della distribuzione dei carichi, agli strumenti propri del marinaio; il gergo nautico tradisce, nella sua precisione e accuratezza, una profonda e sincera passione per il mare e la navigazione.

Ma c’è di più. Il mare per Conrad è la natura imprevedibile che mette alla prova l’uomo e lo costringe a fare i conti con sé stesso, a misurarsi più spesso con la propria inadeguatezza, e qualche volta con il proprio valore. La grandezza dell’uomo – per lo scrittore – non risiede nel tentativo di vincere e di sottomettere le forze della natura, la tempesta è in grado di affondare anche la nave più grande e sicura, non c’è da farsi illusioni sulla disparità delle forze in campo; allora la grandezza dell’uomo si manifesta proprio lì dove non ci aspetteremmo di trovarla: nella sconfitta, ovvero nell’accettazione eroica del proprio destino.

Quando infuria la tempesta e il desiderio di abbandonare la nave è forte, e forse anche giustificato, il buon marinaio combatte la sua battaglia, quella all’interno del proprio cuore, la lotta con le pulsioni più profonde del suo animo, non cede all’impulso di disertare ma sceglie di rimanere al proprio posto nonostante in gioco ci sia molto, forse tutto. Il senso di lealtà, fedeltà, etica del proprio lavoro sono i valori che Conrad porta con convinzione nelle sue pagine, ma ancora prima nella sua vita. Fare il proprio dovere, farlo bene e farlo fino in fondo vuol dire decidere chi si vuole essere e chi si vuole diventare. Rimanere saldi al timone, a fronteggiare la furia del mare, significa dare un senso alla propria esistenza combattendo per ciò che in cuor nostro sentiamo giusto, nonostante tutto. Questa è la grande lezione conradiana, oggi più attuale che mai.

Fra gli eventi speciali che si terranno in occasione della mostra, segnaliamo le proiezioni di:

Secret Sharer (Peter Fudakowski, Uk/Polonia/China/Thailandia, 2014, 103’, v.o. sott.it.)
venerdì 14 novembre ore 21.00 allo Spazio Oberdan di Milano.
Per la prima volta sul grande schermo il film ispirato al grandioso racconto di Joseph Conrad Il compagno segreto.
Il regista Peter Fudakowski sarà presente in sala.

Oceano (Folco Quilici, Italia, 1971, 92’)
venerdì 28 novembre ore 16.00 presso l’Acquario Civico di Milano.
Una storia avvincente dove verità, leggenda, cronaca e immaginazione si mescolano in un tempo indefinito
popolato da curiosi personaggi. Il regista Folco Quilici sarà presente in sala

www.acquariocivicomilano.eu

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