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Aggiornamento- l’ETA di Peyron a Pointe a Pitre è per le 3:30 di lunedì mattina.

Point à Pitre, Guadalupa- Se avessimo l’occasione e il piacere di intervistarli contemporaneamente li sentiremmo parlare da due mondi opposti: uno viaggia a 23.6 nodi a 155 miglia dall’arrivo, con ETA realistica intorno alle 2 di notte ora italiana; l’altro viaggia a 2.2 nodi, con prua 102° a 2287 miglia dal traguardo e in questo momento più che avvicinarsi all’obbiettivo va quasi in direzione opposta, viaggiando circa 150° fuori rotta. Sono le due storie del momento della Route du Rhum 2014, quelle di Loick Peyron in testa tra gli Ultime e Andrea Mura in una situazione complicata nella categoria Rhum.

Loick Peyron
Peyron a bordo del maxi trimarano Banque Populaire VII

 

Loick Peyron sul maxi tri Banque Populaire VII si avvia verso una vittoria sacrosanta nella classe Ultime, e andrà a chiudere in poco più di 7 giorni di regata. Il record è li, a portata di mano: Peyron deve battere i 7 giorni, 17 ore, 19 minuti e 6 secondi di Lionel Lemonchois stabilito nel 2006. Il suo avversario diretto, Thomas Coville, è andato subito fuori combattimento per la collisione con un cargo, Yann Guichard su Sprindrifit 2 è a distanza di sicurezza a 242 miglia e non ha mai dimostrato di poterlo mettere sotto pressione.

Banque Populaire VII in velocità
Banque Populaire VII in velocità

Andrea Mura sull’Open 50 Vento di Sardegna, in regata nella classe Rhum, lotta invece con l’anticiclone di Sant’Elena dove è rimasto pesantemente invischiato per una scelta troppo rischiosa, perdendo il vantaggio accumulato e la leadership, in favore di Anne Caseneuve e del suo trimarano ANEO. Una lotta un po’ atipica, tra due mezzi opposti, ma che Vento di Sardegna sembrava controllare senza troppe difficoltà, fino al momento in cui lo skipper sardo ha deciso di prendersi un grosso rischio tattico.

Schermata da 2014-11-09 19:12:53
La posizione di Andrea Mura, in alto, e Anne Caseneuve, in basso, alle 19 ora italiana

Fin dalla partenza è stato tra i più alti, il più vicino alla rotta ortodromica che però passava dritta dentro l’anticiclone. Mura ha deciso quindi di giocare con il bordo dell’alta pressione, navigando sul suo limite, per continuare a percorrere la rotta più diretta possibile. Un rischio calcolato ma pur sempre un rischio: basta una traiettoria sbagliata di qualche decina di miglia o un piccolo spostamento dell’anticiclone e la bonaccia si materializza implacabile. Complessa in questo momento la situazione di Vento di Sardegna: l’unico modo per uscirne è fare rotta a est, rientrare nell’aria e poi strambare verso sud, esattamente quello che sta facendo Andrea Mura, ma il prezzo da pagare sarà veramente caro, Anne Caseneuve viaggia in piena pressione a 13.3 nodi. L’aliseo sembra stabile, il ritardo di Mura salirà rapidamente oltre le 100 miglia e al momento non si aprono opzioni tattiche di attacco all’orizzonte.

Giancarlo Pedote nel frattempo, sul Class 40 Fantastica di Lanfranco Cirillo, viaggia in diciottesima posizione a 250 miglia dal leader di classe, Alex Pella in lotta ravvicinata con Kito de Pavant, ma la sua posizione vale tatticamente almeno un 13-14. Tattica prudente quella dello skipper toscano ma con un’opzione decisa: tenersi il più lontano possibile dai capricci delle Azzorre, fare rotta sud per agganciare la massima pressione dell’Aliseo, strambare e attaccare mure a destra tutti i concorrenti posizionati più a ovest. Il posizionamento è più che buono, un recupero sui primissimi sembra alquanto arduo, ma risalire nelle prime dieci posizioni è fattibile. Pedote ha dimostrato un ottimo feeling con il piano Verdier ed è stato tra i più veloci della flotta Class 40, spesso il più veloce dalla sua ripartenza da Roscoff dopo il pit stop.

Tra gli IMOCA 60 è ormai lotta a due tra François Gabart, in testa a 1505 miglia dal traguardo, e Jérémie Beyou attardato di 35 miglia. E’ un dato di fatto che si tratti dei due IMOCA più veloci, gli stessi che incendiarono il Vendée Globe quando l’attuale Maitre Coq di Beyou era condotto da Armel Le Cleac’h con il nome di Banque Populaire. Gabart da parte sua fa….Gabart. Ovvero strapazza la flotta, tiene il piede pigiato sull’acceleratore, macina miglia, traccia traiettorie perfette giocando con il bordo dell’alta pressione. Un fenomeno che al momento sembra avere veramente pochi rivali tra gli IMOCA. Alessandro Di Benedetto fa un buon passo, viaggia in sesta posizione filando a 13 nodi e tenendo a debita distanza il suo concorrente diretto, Tanguy De Lamotte.

Tra i Multi 50 la battaglia è serrata: Erwan Le Roux guida con 14 miglia di margine su Lalou Roucayrol, entrambi a poco più di 1400 miglia dall’arrivo, entrambi scendono nell’Aliseo a oltre 19 nodi di velocità.

http://www.routedurhum.com/

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