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Potrebbe finalmente aprirsi una nuova stagione per la nautica da diporto italiana grazie  ai provvedimenti di legge che stanno per diventare operativi. Al termine del Salone Nautico Internazionale di Genova, prima vetrina mediterranea del settore, si erano conclusi i lavori della VIII Commissione (Lavori Pubblici – Comunicazione) e ieri l’Aula del Senato ha licenziato la legge delega di riforma del Codice della nautica, passata ora all’esame della Camera.

Una volta approvata in via definitiva la Legge Delega autorizza il Governo a emanare uno o più decreti legislativi, volti a semplificare il regime amministrativo e la navigazione delle unità da diporto, comprese quelle adibite ad attività commerciale, e le attività di controllo – che oggi vedono ancora troppe sovrapposizioni fra sette diversi corpi di polizia – nonché un aggiornamento della normativa di sicurezza.

Per rilanciare il mercato sono previsti la semplificazione degli adempimenti a carico dei diportisti, la destinazione d’uso per la nautica minore delle strutture demaniali che presentino caratteristiche idonee per essere utilizzate quale ricovero a secco di piccole unità, la regolamentazione dell’attività di locazione dei natanti oggi rimessa a una moltitudine di ordinanze locali, la verifica delle procedure di Port State Control che sono al momento penalizzanti per l’incoming estero.

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Inoltre i piani formativi scolastici si schiudono alla cultura del mare e all’educazione marinara, altro elemento cardine per il rinnovo delle passioni verso la barca e la navigazione.

Nello stendere la traccia della delega non si è dimenticata la correttezza dei comportamenti:  è infatti previsto un inasprimento delle sanzioni per la guida pericolosa, in stato di ubriachezza, sotto stupefacenti o nell’ambito delle aree riservate alla balneazione.  C’è anche l’esplicita previsione di accessi per i disabili nei porti turistici.

Per quanto riguarda la tutela dell’Ambiente sono contemplati i campi di ormeggio attrezzati, anche con l’impiego di tecnologie informatiche e telematiche, nelle zone di riserva e sanzioni nei confronti di coloro che causano danni ambientali. Infine è previsto l’adeguamento alla nuova direttiva Europea presto in corso di recepimento, che fra l’altro prevede l’innalzamento dei requisiti tecnici e la limitazione delle emissioni sonore e gassose di scafi e motori.

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