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Porto Santo Stefano- Dopo dieci anni di attese, è arrivato forse il momento per Porto Santo Stefano di crescere. Mercoledì scorso, infatti, il consiglio regionale ha dato il via libera alla proposta di delibera del nuovo piano regolatore per il porto toscano, perla dell’Argentario, punto di partenza per l’Isola del Giglio e già sede di importanti regate internazionali. Un passo importante per l’ammodernamento e il ripensamento di un’area il cui ultimo studio risale al 1958. Il tutto, come si legge nel documento redatto, “nel rispetto dei principi di economicità e funzionalità”.

Vista aerea di porto Santo Stefano
Vista aerea di porto Santo Stefano con i due porti del Valle e della Pilarella

L’iter di formazione del piano, lungo e travagliato, è iniziato nel 2003. Il piano definisce le linee di trasformazione da seguire, concorre alla programmazione degli interventi strutturali, individua spazi ed aree a funzione urbana e assicura il monitoraggio sull’attuazione delle previsioni. Un progetto ambizioso che punta a rilanciare l’area trasformandola in un porto polifunzionale dove si concilino il diportismo nautico, la pesca, le attività produttive con la cantieristica, il trasporto passeggeri con i traghetti e la parte militare con la capitaneria di porto, le navi cisterna e l’aeronautica.

Secondo il nuovo piano regolatore, la darsena di ponente sarà destinata al nuovo approdo turistico per imbarcazioni medio-grandi; la darsena di levante sarà dedicata ai pescherecci, al mercato ittico e al potenziamento del cantiere navale; la darsena Arturo accoglierà le imbarcazioni piccole. Inoltre Il porto diventerebbe una vera stazione marittima svolgendo le funzioni di continuità territoriale e di trasporto pubblico con le isole. Tanto che si prevede anche la realizzazione di un collegamento con Santa Liberata.

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