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Bermuda- Sarà quindi Bermuda’s Cup? Il prossimo 2 dicembre, in un Hotel di lusso di Manhattan a New York, sapremo quindi se il più antico trofeo sportivo al mondo, l’America’s Cup, disputerà davvero la sua prossima edizione nel 2017 alle Bermuda, arcipelago che già ospiterà una AC World Series nell’ottobre 2015. Oracle Team USA, che come dice il nome rappresenta gli Stati Uniti d’America, annuncerà veramente che la prossima difesa si svolgerà fuori dal territorio americano? Certo sarebbe una notizia.

Vista di Hamilton, capitale delle Bermuda. Foto Bermuda Tourism
Vista di Hamilton, capitale delle Bermuda. Foto Bermuda Tourism

La nazione più poderosa del mondo, con due coste lunghissime su due oceani diversi, con alcuni centri storici dello yachting mondiale, ha scelto un piccolo e ricchissimo arcipelago sperduto nel Nord Atlantico per ospitare quello che dovrebbe essere il più importante evento della vela mondiale? L’ironia della cosa prevederebbe anche il ritorno anticipato della vecchia Coppa in territorio britannico, ben prima degli sforzi di Sir Ben Ainslie per riconquistarla. Già, perchè le Bermuda sono formalmente un territorio britannico d’oltremare, anche se dotate di governatorato e leggi indipendenti, soprattutto in campo fiscale…

Lo scoop dell’Associated Press che due giorni fa ha anticipato la notizia, citando fonti anonime ma autorevoli, puntualmente ripresa dai media internazionali, si deve a Bernie Wilson, sailing editor della stessa agenzia. Wilson è noto nell’ambiente velico per la sua vicinanza agli ambienti dell’America’s Cup e per la sua prossimità alle fonti in grado di dare un’anticipazione del genere. La sua agenzia, AP, garantisce sempre per autorevolezza e capillarità ampi ritorni mediatici, per cui spesso in passato lo stesso Wilson è stato convocato dal defender americano quando si volevano lanciare messaggi precisi, come nel caso delle querelle del luglio 2013 sulle proteste relative all’uso del timoni fatto da Oracle e contestato dagli altri sfidanti subito prima della Coppa America numero 34 a San Francisco.

La partita a due con San Diego, città in cui lo stesso Wilson risiede, per ospitare la Coppa numero 35 sarebbe stata quindi vinta dalle Bermuda proprio per la voce Tax Free. Anche il team più ricco della storia ultracentenaria della Coppa, che fa capo al Golden Gate Yacht Club e a quel Larry Ellison che con una fortuna attuale di 51,8 miliardi di dollari è al quinto posto nella classifica Forbes degli uomini più facoltosi del Pianeta, avrebbe scelto le agevolazioni fiscali. Le Bermuda avrebbero messo sul piatto una buona somma per avere l’evento e, soprattutto, normativa Tax Free per i team che parteciperanno.

Il proposto campo di regata alle Bermuda
Il proposto campo di regata, nel Great Sound alle Bermuda

Sarebbe la prima volta che un defender organizza un’edizione al di fuori del suo territorio di appartenenza per scelta e non per obbligo. Come si ricorderà, infatti, Alinghi di Ernesto Bertarelli organizzò nel 2007 una splendida edizione numero 32 a Valencia, in Spagna, perché la sua Svizzera non aveva quel “Braccio di mare” prescritto dal dettato del Deed of Gift. Gli Stati Uniti, quindi, rinucerebbero al territorio nazionale sull’altare delle esenzioni fiscali. San Francisco, dopo il buco nell’acqua del 2013, con la sola finale appassionante seguita a una desolante Louis Vuitton Cup, ha rinunciato non assecondando le richieste econmomiche di AC Event Authority. Newport, Chicago, le Hawaii e Miami sono state prese in considerazione ma poi scartate. San Diego è arrivata al ballottaggio finale ma pare che la Coppa prenda la rotta delle Bermuda, arcipelago a 600 miglia dalla costa orientale americana. Non proprio il massimo per la logistica e l’arrivo degli appassionati. Ma questa voce, senza nulla togliere alla tradizione velica delle Bermuda (ricordiamo la Newport-Bermuda o la Gold Cup di match race, eventi importantissimi) ormai interessa poco agli organizzatori, che puntano tutto sulle televisioni e la copertura live dell’evento.

Sarebbe come se Patrizio Bertelli, dopo aver vinto la Coppa con Luna Rossa, decidesse di organizzarla a Maiorca, o se i kiwi invece di riportarla ad Auckland la facessero a Sydney.

Non vi sono stati commenti da parte dei team sfidanti, che risulterebbero ancora non informati della decisione, stando a quanto dichiarato da Grant Dalton di Emirates Team New Zealand che ha precisato che ETNZL è stato solo “inviatto a una conferenza stampa del 2 dicembre a Manhattan”.

Considerando l’estensione, la tecnologia e la ricchezza degli Stati Uniti, però, una tale decisione suonerebbe quasi paradossale. Niente più America’s Cup quindi? Al suo posto, dal 2 dicembre prossimo, potremmo avere la Bermuda’s Cup. Ma forse, nella visione couttsiana, si tratta solo di un segno dei tempi, vista la simbologia insita nel nome di quell’arcipelago associata a una middle class ormai in braghe di tela.

www.americascup.com

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