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Mauritius- Tutti insieme appassionatamente. Ancora una volta, conclusa la navigazione nel Southern Ocean, la flotta della Volvo Ocean Race si toglie le cerate oceaniche e si arma di binocoli per studiare le mosse degli avversari. Già, perchè mentre si sta risalendo in latitudine le temperature aumentano e i distacchi diminuiscono, per l’effetto di compressione nella fase di transizione tra i sistemi dei 40 Ruggenti e gli Alisei di SE dell’Indiano.

Donfeng segue a vista Mapfre. Foto Riou
Donfeng segue a vista Mapfre. Foto Riou

La flotta sta dirigendo ora verso nord in bolina larga con Code 0, con prua tra il Madagascar e Mauritius, e i primi quattro sono racchiusi alle 22:51 di lunedì sera in appena 2,1 miglia. In realtà Abu Dhabi, che aveva strambato per primo per risalire verso NE mantenendo una posizione occidentale rispetto alla flotta (quindi più vicino alla rotta ortodromica che equivale a minor miglia da percorrere) ha mantenuto circa 50 miglia di separazione laterale sul trio che naviga invece a vista da due giorni, composto da Team Brunel, Mapfre e Dongfeng, separati da un misero miglio. Alvimedica è quinto a 9,5 miglia, Vestas a 9.6 e Team SCA è a 28,8 miglia. Si conferma quindi anche in questa seconda tappa la regata ravvicinata dei Volvo Ocean 65, che si sfidano in continui duelli di prestazioni.

”E’ la quinta notte di navigazione e siamo ancora ”appiccicati” a Dongfeng”, ha detto Francisco Vignale, Onboard reporter di MAPFRE, “siamo a meno di un miglio di distanza, possiamo vedere le espressioni sui loro visi. Siamo riusciti a passarli piano, piano. E’ una lotta pazzesca. Senti il fiato degli avversari sul collo e senti che stanno cercando di passarti”.

“Le condizioni sono abbastanza instabili” spiega Yann Riou, Onboard reporter di Dongfeng. “A qualche centinaio di metri di distanza ci si può trovare in bonaccia, oppure trovare delle belle raffiche. Fortunatamente non è un problema di velocità, adesso stiamo tornandogli sotto. Poi ci sarà da gestire il passaggio di una dorsale, cioè bisognerà virare. Ma, visto che i nostri due più diretti concorrenti li vediamo, non sarà un problema capire quali sono le loro intenzioni”.

Luke Parkinson di Abu Dhabi sale in testa d'albero. Foto Knighton
Luke Parkinson di Abu Dhabi sale in testa d’albero. Foto Knighton

Appena dietro il terzetto di testa, i giovani di Team Alvimedica con l’italiano Alberto Bolzan, che proseguono nel loro inseguimento. “Ieri notte, nel buio di una notte senza luna, abbiamo scorto a ovest le luci in testa d’albero di Dongfeng e Mapfre. Dire che è stato un sollievo sarebbe un eufemismo, siamo tornati in contatto, vicini alla testa della flotta. Siamo molto motivati, ed è una cosa che ci aiuta a spingere al massimo. Verso dove non si sa…” ha spiegato Amory Ross.

La fase di vento leggero proseguirà per altre 24/36 ore mentre la flotta attraverserà il margine destro dell’Alta Pressione, sopra la quale vi sono gli Alisei di Sud Est, distanti ancora circa 500 miglia. Chi li aggancerà per primo dirigerà rapidamente verso l’Equatore.

Il video riepilogo dei duelli “a vista” nel Sud Indiano:

“Stiamo navigando nell’angolo sud-occidentale dell’alta pressione e il vento scenderà in fretta. Le prossime dodici ore saranno molto lente e la flotta si compatterà ancora di più.” ha dichiarato lo skipper di Abu Dhabi Ian Walker. “Il primo che riuscirà ad uscire dalla zona dell’alta pressione troverà un flusso di vento che lo aiuterà ad allungarsi verso nord”. La separazione laterale che sta premiando Azzam fa ipotizzare che o la barca di Abu Dhabi o il gruppo orientale avrà una chance concreta di allungarsi. Vedremo chi avrà avuto ragione martedì sera.

Aumentano le temperature e su SCA le ragazze non rinunciano a un po' di bellezza. Justine Mettraux approfitta per lavarsi i capelli in un bugliolo di bordo. Foto Halloran
Aumentano le temperature e su SCA le ragazze non rinunciano a un po’ di bellezza. Justine Mettraux approfitta per lavarsi i capelli in un bugliolo di bordo. Foto Halloran

Più avanti, tenuta sotto controllo sia dai team che dagli organizzatori al Race Control Centre di Alicante, un’area di instabilità dove si potrebbe formare un ciclone tropicale a nord-est del Madagascar. Ma non appare ancora certo se questo succederà e se, soprattutto, potrà avere un effetto sulla flotta in regata. Viste le attuali velocità piuttosto basse, il rischio è ancora lontano qualche giorno.

Un video di vita di bordo su Team Brunel:

www.volvooceanrace.com

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