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Düsseldorf, Germania- Potrebbe essere una delle finaliste all’European Yacht of the Year 2016 o, almeno, è questo il sogno dei manager del cantiere polacco Northman che in questi giorni si stanno muovendo per candidarla al più importante premio riservato alla cantieristica europea. Stiamo parlando del Maxus 26 la cui world premiere sarà durante i giorni del salone nautico di Parigi e del Boot di Düsseldorf. E quale occasione migliore del salone nautico tedesco per presentare la punta di diamante della famiglia? In Italia sarà importata da Sail&More.

Evoluzione del 31, la neonata si inserisce fra le due sorelle di 24 e 28 piedi, dimostrando già nei disegni una certa maturità progettuale. Modernità evidente nelle nuove linee dello scafo e nell’adozione dello spigolo, soluzione che ha i duplice vantaggio di rendere la barca più stabile in bolina e più performante, garantendo angoli più stretti. Le forme non sono esasperate ma morbide e culminano con una carena potente. Il layout rimane pulito grazie alle manovre che corrono sotto i carter e sono rimandate a quattro winch. Molto lunghe le sedute che si protraggono dalla tuga fino a l’estremità della poppa o quasi. Questa scelta avvantaggia sicuramente l’ospitalità a bordo del Maxus, ideale quindi per crociere con tanti amici a bordo, e consente di stendersi comodamente a prendere il sole in rada.

Il Maxus 26 esordirà ai saloni di Parigi e Duesseldorf
Il Maxus 26 esordirà ai saloni di Parigi e Duesseldorf

Sono migliorati anche i disegni della tuga, più imponente per suggerire un senso maggiore di protezione all’equipaggio (non ci scordiamo che il cantiere è polacco e quindi molto sensibile a navigazioni più “nordiche”) che può lavorare tranquillamente anche in piedi. Eleganti le finestrature da cui entra luce naturale a illuminare gli interni open space.

A proposito di interni: come nelle sorelle, anche nel Maxus 26 sono open space con generoso letto matrimoniale a prua e dinette centrale. A poppa sono progettati il bagno, separato dal resto degli ambienti, una funzionale cucina ad angolo e un cuccettone. Proprio i comodi divani della dinette possono essere trasformati per l’occasione in cuccette di guardia o per ospitare qualcuno di inatteso a bordo.

A livello qualitativo e di cura degli interni le premesse ci sono, segno che i polacchi si sono messi sotto sul serio per costruire barche che nulla hanno da invidiare ai cantieri più blasonati. Però, per vedere se davvero saranno stati in grado di centrare l’obiettivo, dovremo aspettare i due saloni tedesco e parigino. E a proposito di Parigi: a Porte de Versailles sarà esposta la versione bichiglia del Maxus 26, ideale per le navigazioni dove le escursioni delle maree sono più marcate.

Si conferma anche sul 26 piedi il layout open space con generosa armatoriale a prua
Si conferma anche sul 26 piedi il layout open space con generosa armatoriale a prua

Mentre siamo in attesa di conoscere il 26 piedi, un velista polacco di 24 anni, Szymon Kuczynski, sta “testando” il Maxus 22 circumnavigando il globo. Salpato ad agosto dal Mar Baltico, al momento ha percorso più di 2.000 miglia doppiando l’isola di Porto Santo, non lontano da Madeira.

La barca sulla quale naviga è stata però leggermente modificata e adattata a crociere d’altura. Tra le principali l’adozione di un oblò di sicurezza dal quale uscire qualora la barca dovesse scuffiare capovolgendosi.

Lungo le 40.000 miglia del suo piano di viaggio, che completerà in circa due anni, doppierà Capo di Buona Speranza in Sudafrica, quindi veleggerà verso l’Australia per tuffarsi poi nel Pacifico raggiungendo il Canale di Panama. Da Panama di nuovo l’Atlantico, le Azzorre e poi il Baltico.

Il video del Maxus 22:

Scheda tecnica Maxus 26
Lunghezza scafo: 7,62 m
Larghezza: 2,82 m
Dislocamento: 2.350 kg
Immersione: 0,35-1,43 m
Sup. velica: 35,00 mq

http://www.sailandmore.it/

 

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