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Mauritius- Ore difficili quelle che attendono la flotta della Volvo Ocean Race, impegnata nella risalita in bolina dell’Oceano Indiano. Se Abu Dhabi e un redivivo Mapfre stanno duellando per la leadership di tappa, separati da meno di 2 miglia, skipper e navigatori stanno osservando con attenzione e un po’ d’apprensione l’evolversi di una depressione tropicale che si trova posizionata a NE del Madagascar e influenzerà decisamente i primmi tre giorni di regata.

Cosa fare se la depressione dovesse trasformarsi in tempesta tropicale o addirittura in ciclone, con venti ipotetici fino a 70 nodi?

La carta dell’Indiano con la situazione meteo prevista per giovedì mattina. Si nota la depressione tropicale, la flotta dovrebbe lasciarla a dritta con una bolina verso NNW.

Alle 16:40CET Azzam ha ormai ridotto la separazione laterale rispetto agli altri ma ha visto scappare “da sotto”, come nelle migliori regate monotipo, un Mapfre che ha goduto della rotazione a destra che Iker Martinez e il nuovo navigatore Jean Luc Nelias avevano visto da ieri per conquistare un vantaggio ora di 1,8 miglia. Terza la coppia Dongfeng/Team Brunel a 5 miglia e quinta Alvimedica a 6,7. Vestas è a 8,1 e Team SCA a 21,4. Ancora tutti insieme a una settimana dalla partenza quindi… Al momento tutti navigano in bolina larga per guadagnare dell’Est nord est.

Gonzalo Infante, meteorologo della Volvo Ocean Race, ha spiegato così la situazione: “In poche parole, la flotta deve prendere una decisione “del cane che si morde la coda”. Molti faranno le loro scelte il prima possibile.” Infante ha anche detto che la tempesta si potrebbe trasformare in un ciclone ma, allo stesso tempo, potrebbe scendere a livello di semplice bassa pressione intensa. In ogni caso, le previsioni parlano di vento forte, nella peggiore delle ipotesi con raffiche appunto fino a 70 nodi, cioè più di quanto i Volvo Ocean 65 abbiamo mai incontrato finora. “Personalmente credo che i team cercheranno di andarsi a prendere gli angoli al vento più favorevoli, nella parte occidentale del sistema.”

Alvimedica in bolina. Foto Ross
Alvimedica in bolina. Foto Ross

Al momento tutta la flotta sta navigando in bolina mure a sinistra, ma lo scenario prevede anche di virare e bordeggiare verso NNW per attraversare il margine occidentale del sistema e farsi poi “sparare” alle portanti verso Abu Dhabi. Certo è che il sistema degli Alisei di SE dell’Indiano viene completamente falsato dalla presenta della depressione, per cui i navigatori devono necessariamente inventarsi un’altro modo per raggiungere l’Equatore e l’Emirato.

La segnalazione di allerta di tempesta tropicale è stata lanciata dall’agenzia internazionale MeteoFrance, martedì sera e ha prodotto molta apprensione fra i velisti. “Può essere abbastanza paurosa” ha detto Yann Riou, Onboard reporter di Dongfeng Race Team. “Ma ne conoscevamo l’esistenza da qualche giorno.” Da parte sua Charles Caudrelier, lo skipper di Dongfeng Race Team vede le cose con maggior ottimismo. “Questa depressione creerà dei venti forti, ma che ci aiuteranno a progredire verso nord. Il problema non è la bassa pressione, ma il vuoto che si lascerà alle spalle.” Più netto lo skipper di Team Brunel Bouwe Bekking che ha dichiarato: “Il problema più grande sono le onde che crea la tempesta, possono arrivare a sette metri. Se pesti su onde così con 30 nodi d’aria, non devo stare a spiegarvi cosa succede. Le cose si rompono.”

 

Preziose le ore di riposo per i velisti in vista delle prossime dure 48 ore. Qui siamo su Vestas. Foto Carlin
Preziose le ore di riposo per i velisti in vista delle prossime dure 48 ore. Qui siamo su Vestas. Foto Carlin

Da bordo di MAPFRE, che sembra aver completamente riassorbito la delusione della prima tappa e anzi sta dando prova di ottime prestazioni e scelte tattiche, a conferma probabilmente che l’inserimento di Rob Greenhalgh e Jean-Luc Nélias sta funzionando, Francisco Vignale racconta così l’atmosfera: “Filiamo a 20/22 nodi verso Abu Dhabi, di bolina. Non sono un grande fan della bolina, perché la vita a bordo diventa davvero scomoda, la barca è sbandata di 30 gradi e passare da una parte all’altra è una vera impresa. Sottocoperta si fa fatica a muoversi, sopra è bagnato e passiamo dalla coperta alla cuccetta e viceversa, è l’unico posto dove si può stare e aiuta anche a tenere la barca più dritta. La buona notizia però è che siamo secondi!”

Alle spalle dei due duellanti per la leadership, comunque, gli altri stanno tenendo il ritmo, con i franco/cinesi di Dongfeng Race Team, gli olandesi di Team Brunel, i giovani americani di Team Alvimedica con l’italiano Alberto Bolzan e i Team Vestas Wind tutti racchiusi in un arco di meno di dieci miglia e le veliste di Team SCA che hanno ridotto notevolmente il distacco.

“A dire la verità non è stata una cosa troppo complicata fino a ora, ma lo diventerà più avanti.” Ha detto la skipper britannica di Team SCA Sam Davies. “Per ora Libby (Greenhalgh, la navigatrice) e io stiamo cercando di riposarci il più possibile in modo da avere mente fresca quando sarà necessario. Siamo rimaste impantanate in quel buco e abbiamo perso un po’, ma quando finalmente punteremo verso nord sarà più complesso leggere e credere a quello che dicono i modelli meteo. Allora sì che sarà più complicato e ci saranno grandi opportunità ma anche trappole da cercare di evitare.”

La flotta si trova ancora a più di 3.500 miglia dal traguardo di Abu Dhabi, che dovrebbe raggiungere a metà dicembre, e ha coperto circa 1.700 miglia dalla partenza da Città del Capo, una settimana fa.

www.volvooceanrace.com

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