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Proseguono gli appuntamenti di B&G con l’analisi della Volvo Ocean Race. Mark Chisnell analizza e racconta la prima settimana dela seconda tappa, con i team che hanno lasciato Cape Town in direzione di Abu Dhabi.

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Partenza rapida

L’inizio della seconda tappa è stato fantastico, un po’ di vela come si deve, una forte brezza, maggiore distanza e alcuni favolosi filmati della prima settimana, con gli equipaggi che hanno preso una bella batosta. Ma se la navigazione potrebbe essere stata dura, la strategia per i primi due giorni si è rivelata semplice.

Abbiamo parlato dei problemi della prima sezione del leg nella nostra preview della scorsa settimana (http://www.bandgblog.com/volvooceanrace/leg-2-preview/). Dopo la tratta di bolina fino al Capo di Buona Speranza, la strategia classica prevede di dirigersi a sud o sud-est alla ricerca di una buona brezza.

In realtà nessuno ha dovuto spingersi molto a sud, tutti hanno trovato il vento in corrispondenza del Capo, grazie a un sistema di bassa pressione in spostamento verso est sotto il continente africano proprio al momento giusto. Possiamo vedere la posizione della flotta dopo i primi giorni, che risale al pomeriggio di venerdì 21 novembre, ore 16.45. Team Alvimedica a questo punto è in testa, con solo cinque miglia a separarla dalle prime cinque barche.

Come si vede, la flotta sta andando a sud allontanandosi da Cape Town e spostandosi in una brezza che si è mossa dolcemente da sud-est a sud-ovest. Il vento soffiava a 20+ nodi e le barche procedevano a velocità ancora maggiori in un mare agitato.

Il navigatore di Alvimedica Will Oxley al lavoro per studiare l'evolversi della depressione tropicale a est di Mauritius. Si nota la strumentazione B&G. Foto Ross
Il navigatore di Alvimedica Will Oxley al lavoro per studiare l’evolversi della depressione tropicale a est di Mauritius. Si nota la strumentazione B&G. Foto Ross

Cavalcare il vento, evitare la corrente

La rotta della flotta durate i primi due giorni aveva due obiettivi – mantenere le barche nel buon vento della bassa pressione e tenerli lontani dai mali della Corrente di Agulhas. Questa corrente d’acqua calda scorre a sud lungo la costa est dell’Africa, attorno al Capo, per incontrare poi i sistemi temporaleschi diretti a est dell’Atlantico Meridionale fuori da Capo Agulhas.

La combinazione di sistemi temporaleschi, forte corrente e basso fondale, lo rende uno dei più duri tratti di mare al mondo, con la corrente a spingere le barche ulteriormente indietro. Ma dopo un paio di giorni passati a navigare più o meno verso est, la flotta aveva superato il peggio della Corrente di Agulhas.

Abu Dhabi non si trova a nord?

Dopotutto, la linea del traguardo è ad Abu Dhabi, che si trova praticamente a nord rispetto alla posizione della flotta dopo due giorni di navigazione. Era il momento di iniziare a pensare a una nuova rotta. Tutte le barche navigavano in direzione est con le mure a dritta in un vento da sud-ovest e una strambata per passare con le mure a sinistra avrebbe consentito loro di andare verso il traguardo. Ma il problema era l’Anticiclone dell’Oceano Indiano Meridionale.

Nella Preview abbiamo parlato della necessità di trovare la giusta rotta dall’Oceano Antartico, con l’obiettivo di aggirare l’alta pressione dell’Oceano Indiano Meridionale. Questa parte del leg è infatti incentrata sul girare verso nord al momento giusto, così da evitare il lato ovest dell’alta pressione.

Le prime strambate si sono viste la sera del 21 novembre  e per le successive 24 ore c’è stato parecchio movimento, dal momento che tutti i team hanno lottato per combinare la propria strategia meteorologica con il rischio che erano preparati ad assumersi, rispetto al resto della flotta. Il 22 novembre, alle ore 20.24, la flotta si era riunita dopo una serie di strambate.

L’aspetto più significativo era il vantaggio che Abu Dhabi Ocean Racing, Team Vestas Wind e Team SCA avevano preso a sud. Ma a quanto pare, non sembra che questa mossa abbia funzionato – Abu Dhabi Ocean Racing è passata da 8 miglia di distacco dal leader e quarta posizione, a 21 miglia di distacco e quinta posizione. Il danno per Team Vestas Wind e Team SCA è stato ancora maggiore, entrambe le barche erano infatti all’inseguimento del leader, rispettivamente a 42 e 53 miglia di distacco.

La ragione di tutta l’indecisione era che l’Anticiclone dell’Oceano Indiano Meridionale è ben centrato a est, proprio come dovrebbe essere. Purtroppo, si è però fermato ben oltre il Madagascar. Il risultato è un blocco di aria leggera che si estende da ovest a est, quasi da Africa ad Australia.

Assumersi la responsabilità

È stato Abu Dhabi Ocean Racing a optare per primo per un cambiamento di strategia piuttosto netto – dopo essersi diretto a sud, il team è stato infatti il primo a strambare verso nord appena dopo le 20.19. Dopo aver condotto una complessa regata tattica nel Leg 1, sembra che lo skipper Ian Walker abbia deciso di cambiare strategia, passando la palla al suo navigatore, Simon Fisher.

Il resto della flotta ha fatto lo stesso nel corso delle sei ore successive e 24 ore dopo, alle 20.19 del 23 novembre, l’intera flotta era diretta verso quello che sembra essere un buco di vento e Abu Dhabi Ocean Racing quasi 60 miglia a ovest del gruppo.

Una piccola bassa pressione

Non si tratta esattamente di un vuoto di vento (in effetti lo è raramente): possiamo vedere a sud-ovest del Madagascar venti da nord a nord-est (che soffiano attorno all’estremità ovest di un sistema di alta pressione dell’emisfero meridionale). C’è infatti un discreto vento a sud dell’isola e soprattutto sembrerebbe che una brezza ancora migliore si trovi a nord e a ovest più che a est. A quanto pare Walker e Fisher hanno fatto bene a dirigersi per primi in quella direzione…

La brezza migliore si è rivelata una piccola bassa pressione che si è formata a ovest della flotta e questo ha portato un crescente vento da nord-est, in movimento tra la bassa pressione e il grande sistema di alta pressione più lontano a est.

Dalla classifica emerge chiaramente che Abu Dhabi Ocean Racing, con la sua mossa verso nord, è tornato in gara. La barca è ora in terza posizione, a poche miglia di distanza dai leader di Team Brunel e a questo punto tutti hanno virato per andare a nord con loro – l’imitazione è la più sincera forma di apprezzamento.

La situazione aggiornata

La situazione è però ancora molto complessa e nessuno può permettersi la benché minima distrazione. Se guardiamo la situazione più aggiornata e l’ultimo report della flotta delle 09.55 del 25 novembre, due cose saltano subito all’occhio. La prima è che Abu Dhabi Ocean Racing è ora in testa. La seconda è che si sta creando una notevole spaccatura.

Il centro della bassa pressione si è mosso verso est ed è ora situato a sud del Madagascar, vicino ad Abu Dhabi Ocean Racing. Se ingrandiamo la Pic 7, possiamo vedere che MAPFRE in seconda posizione sta guidando il resto della flotta in quelli che sembrano essere forti venti a est.

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