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Mauritius- Non più tempesta ma “solo” depressione tropicale per la flotta della Volvo Ocean Race. Alle 9:40UTC di oggi il gruppo di testa, guidato da uno scatenato Mapfre, stava dirigendo in bolina larga verso nord, con l’obiettivo di lasciare a dritta la depressione e venire “lanciati” dai venti portanti del suo margine destro verso l’Equatore. Sono attesi per domani venti probabili fino a 40 nodi, ma nulla di pribitivo come si paventava fino a due giorni fa.

La flotta ha superato il Tropico del Capricorno, a bordo è tornato il caldo, l’acqua del mare è sui 25 gradi e le cerate stanno di nuovo lasciato il posto a pantaloncini e magliette. Iker Martinez aveva questa mattina 2 miglia di vantaggio su Abu Dhabi, 4,2 su Team Brunel e 8,6 su Dongfeng, che ha completato con successo la riparazione a una parte della rotaia della randa sull’albero. Più staccati Vestas e Alvimedica, indietro di 52 miglia. Team SCA è rimasto invischiato in venti leggeri molto a ovest ed è sceso a 100 miglia di distacco.

Da decidere, per i navigatori, come lasciare le isole di Reunion e Mauritius, che si trovano proprio sulla prua a circa 100 miglia. Un’opzione prevede di passarvi nel mezzo, con Reuniòn a sinistra e Mauritius a dritta oppure di lasciare entrambe a sinistra. Per evitare il centro della depressione l’opzione occidentale potrebbe essere quella scelta dagli skipper, ma lo sapremo già nel pomeriggio di venerdì. Una volta superata Mauritius inizierà la corsa alle portanti, con nuovi duelli in velocità tra i sempre vicinissimi VO65.

Rob Greenhalgh al timone di Mapfre, in testa alla Leg 2. Foto Vignale
Rob Greenhalgh al timone di Mapfre, in testa alla Leg 2. Foto Vignale

Giungono intanto i particolari della riparazione del team franco/cinese Dongfeng Race Team è stato costretto ad effettuare una prima e temporanea riparazione in alto mare alla rotaia della randa, danno che avrebbe potuto fermare la sua corsa, ma che grazie a un’intervento di emergenza dell’equipaggio, e in particolare del prodiere Ken Escoffier, per il momento è tenuto sotto controllo in attesa che le condizioni migliorino. La rotaia, montata longitudinalmente sull’albero (che è alto 30 metri) permette di issare o ammainare la randa. “Pensate alla rotaia di una tenda” ha spiegato per semplificare Mark Covell, Watch Producer di Volvo Ocean Race, medaglia d’argento nella Star a Sydney 200 e imbarcato come media crew member in una delle precedenti edizioni del giro del mondo. “Se si rompe significa che qualcuno sarà costretto a salire sull’albero per spostare manualmente la vela. Nelle condizioni attuali, è una manovra di certo non semplice e potenzialmente pericolosa. Di sicuro però è un problema che va risolto.”

Il prodiere transalpino di Dongfeng Race Team Kevin Escoffier, in effetti è dovuto salire all’altezza del danno sull’albero, a circa 15 metri, per verificarne la gravità. Una prima soluzione d’emergenza è consistita nel fissare la rotaia con delle legature all’albero, in modo da limitare il problema. Tuttavia, con questo sistema, l’equipaggio non è in grado di poter dare una mano di terzaroli (ossia ridurre la superficie della randa) e dunque dovrà trovare il momento giusto per effettuare una riparazione più solida e duratura. La rottura è avvenuta nella nottata di mercoledì, quanto il team e il resto della flotta stava navigando attraverso una zona di transizione a sud delle isole di La Réunion e Mauritius. Proprio quando le condizioni del vento andavano peggiorando, essendo le barche in avvicinamento alla depressione tropicale che dovrebbe raggiungere il suo massimo nelle prossime 24 ore.

Il pèarticolare del distacco della rotaia della randa dall'albero. Foto Riou
Il pèarticolare del distacco della rotaia della randa dall’albero. Foto Riou

L’Onboard reporter, di Dongfeng Race Team Yann Riou, ha spiegato che nelle prossime ore non si potrà effettuare una riparazione più efficace. “Di certo non oggi, perché fra poche ore comincerà un’altra battaglia. Una battaglia con gli avversari, ne abbiamo cinque a vista, e con gli elementi. Ci aspettano temporali, raffiche, pioggia, buchi di vento, nuvole, salti di vento e tanti cambi di vela. Non è proprio il momento di salire sull’albero per un fai-da-te.”

Il Race Director, Jack Lloyd si è detto fiducioso che Dongfeng possa navigare in sicurezza per le 3.500 miglia che mancano al traguardo di Abu Dhabi, e che possa continuare a competere a pieno ritmo con i sei avversari. “Il problema a bordo di Dongfeng non è molto grave ed è sotto controllo. L’equipaggio ha ricevuto istruzioni dal costruttore su come effettuare la riparazione. E’ una cosa che può succedere quando si spingono a fondo barche e attrezzature. A livello generale non ci sono stati danni gravi”.

www.volvooceanrace.com

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