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Mauritius- Come previsto la flotta della Volvo Ocean Race ha usato la depressione tropicale a nord est di Mauritius per “lanciarsi” al lasco stretto verso l’Equatore. IL centro depressionario è stato lasciato a dritta per sfruttare appunto i venti portanti nel settore occidentale. Mapfre e Abu Dhabi continuano a duellare e alle 17:10 CET erano solo 1,4 le miglia di vantaggio per Iker Martinez su Ian Walker. Team Brunel è a 13 e Dongfeng a 15,7. Più staccati gli altri, con Vestas a 105, Alvimedica a 135 e SCA a 181 miglia. La rotta risente della rotazione in senso orario (siamo nell’Emisfero Australe) della depressione e consente ora di dirigere verso NNE, guadagnando acqua verso levante per evitare una complessa fase di transizione nell’Indiano centrale.

Impressionante formazione nuvolosa a poppa di Vestas (e sulla testa di Alvimedica) ripresa ieri da Brian Carlin
Impressionante formazione nuvolosa a poppa di Vestas (e sulla testa di Alvimedica) ripresa ieri da Brian Carlin

Non sarà facile la rotta per l’Equatore, distante ancora 900 miglia, visto che il leader Mapfre si trova a 15° Sud, a 2.732 miglia dall’arrivo. Osservando la carta meteo di sabato sera che vedete qui sotto, infatti, si nota come a nord della rotta dei Volvo Ocean 65 vi sia una vasta area di venti leggeri e che gli Alisei di Sud Est, largamente annichiliti dalla depressione appena attraversata dalla flotta sono molto a est rispetto alla rotta attuale. Si prevede, quindi, una notevole incertezza per i prossimi due giorni con possibilità di guadagni o perdite notevoli, anche per i numerosi piovaschi e nuvole della zona che possono creare situazioni locali assai imprevedibili, per non parlare della seconda puntata dei doldrums che andranno affrontati prima di raggiungere l’Equatore stesso.

 

Da Alvimedica, intanto, giunge il commento di Alberto Bolzan che ricostruisce la prima settimana di regata in questo video in italiano:

 

 

Le dichiarazioni

Francisco Vignale da Mapfre: “Prima di tutto, stiamo tutti bene e la tempesta tropicale non è stata tale. E’ andato tutto bene ci siamo bagnati parecchio ma il massimo del vento che abbiamo incontrato è stato sui 25 nodi, con onde di circa 3 metri. Siamo entrati nella depressione con circa 15 miglia di vantaggio su Abu Dhabi Ocean Racing e fortunatamente i temporali non ci hanno colpito come hanno fatto su Dongfeng o Brunel, e quindi abbiamo potuto guadagnare un po’ sugli inseguitori.”

Alle spalle degli spagnoli, la barca portacolori degli emirati, con lo skipper Ian Walker. “La depressione tropicale si è sviluppata come previsto. L’abbiamo gestita con molta cautela, siamo stati a ovest e non abbiamo avuto più di 32 nodi, quindi in realtà è stata una bella navigazione. Abbiamo strambato e ora ce ne stiamo allontanando. Come skipper fa sempre piacere uscire da una zona di vento forte con barca ed equipaggio in forma. E poi siamo vicini agli avversari, quindi tutto bene”.

Alvimedica lascia a sinistra la costa di Mauritius. Foto Ross
Alvimedica lascia a sinistra la costa di Mauritius. Foto Ross

Racconta da Alvimedica Amory Ross: “Le ultime ore non sono state proprio il massimo, la notte scorsa abbiamo camminato pochissimo, con vento molto leggero. e ci aspettavamo che gli avversari se ne andassero. E così è successo. E’ una follia, si fa fatica a capire. Tre giorni fa eravamo a tre miglia dai leader e adesso siamo stati “cacciati dalla porta di servizio” come dice Will (Oxley, il navigatore). Adesso dobbiamo capire come uscirne e fare delle scelte, per rimontare, e abbiamo bisogno di rimontare, di rientrare nel gioco. Più avanti ci sono ancora delle zone di condizioni variabili su cui lavorare e rimaniamo positivi, dobbiamo credere che ci siano ancora delle opportunità”.

Corinna Halloran, Onboard reporter dell’equipaggio femminile Team SCA racconta così l’umore a bordo della barca rosa: “Frustrate, arrabbiate, disilluse, abbattute, stanche e bruciate dal sole. Questo è il modo migliore per descrivere Team SCA dopo le ultime 24 ore. Siamo state fagocitate da un enorme buco di vento, a un certo punto lo strumento diceva velocità inferiore a 1 nodo! Non c’è nulla di peggio di sapere che si è in una situazione senza via d’uscita, specialmente quando hai lavorato tanto duramente per cercare di evitarlo. Cerchiamo di avere un atteggiamento positivo, cerchiamo di pensare che sia solo una condizione temporanea, ma è dura. Credo che la parte più dura sia stata sapere che eravamo le sole in questa situazione. Alla fine anche Alvimedica ha avuto bonaccia, ma non è una gran consolazione, anche perché non hanno sofferto come noi”.

www.volvooceanrace.com

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