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Abu Dhabi- Lo Stretto di Hormuz, il braccio di mare che separa la Penisola Arabica dall’Iran e che rappresenta l’ingresso nel Golfo Persico, sta riservando condizioni di vento molto leggero ai leader della Volvo Ocean Race. Il ridosso causato dalle alte montagne della costa omanita complica la situazione e alle 6:40 UTC di oggi Team Brunel, Dongfeng e Abu Dhabi navigavano con soli 3-4 nodi di vento e altrettanti di velocità. Team Brunel ha 3,6 miglia di vantaggio su Dongfeng e 21 su Abu Dhabi. 340 miglia ancora da percorrere per Bouwe Bekking, che punta deciso alla vittoria di tappa. Con le attuali posizioni si verificherebbe l’ipotesi di tre team a pari punti, quattro, dopo due tappe della VOR.

Team Alvimedica è quarto a 211 miglia e precede di 18 miglia MAFRE. Team SCA è a 328 miglia.

La costa dell'Oman all'orizzonte per Dongfeng. Foto Riou
La costa dell’Oman all’orizzonte per Dongfeng. Foto Riou

“Le coste dell’Oman e dell’Iran sono famose per le loro montagne” ha detto lo skipper di Dongfeng Charles Caudrelier. “Ma al vento le montagne non piacciono tanto. Sarà difficile e chi navigherà meglio in questo tratto probabilmente vincerà la tappa.” Spiega ancor l’Onboard reporter della barca con bandiera cinese Yann Riou: “Abbiamo finito con quel lungo bordo sulle stesse mura, uno speed test che è stato un po’ deludente ma anche molto istruttivo. Stiamo entrando in una zona di vento leggero e instabile, dove tutto e il contrario di tutto può accadere. Ovvio che preferiremmo entrarci con 15 miglia di vantaggio invece che 15 miglia di ritardo, ma siamo certi che rimangano aperte tutte le porte, e potremmo persino essere sorpassati da Abu Dhabi. Questa parte finale della tappa sarà divertente!”

Anche su Alvimedica non si lascia nulla di intentato per tenere la quarta piazza e, magari, recuperare anche sui primi. “E’ quello che ci spinge ad andare avanti. Ci sentiamo tornati completamente in regata, abbiamo qualcosa per cui lottare, non è più una rincorsa noiosa.” Scrive l’Onboard reporter americano Amory Ross.

Le veliste di Team SCA nelle ultime ore hanno recuperato diverse decine di miglia, ma rimangono staccate di oltre 350 dai leader e di oltre 100 dal duo che le precede. Una situazione difficile per l’equipaggio femminile, come racconta Corinna Halloran da bordo: “Siamo dietro, e fa male. Teste basse, tensione al massimo, qualcuno indica qualcosa, le nuvole scure si muovono verso di noi. Non ci stiamo deprimendo, semplicemente stiamo venendo a patti con la realtà. Ogni report è come un colpo allo stomaco. I numeri non sono mai stati dalla nostra parte, non abbiamo l’esperienza degli altri. Abbiamo due veliste su 14 che hanno già fatto la Volvo Ocean Race a bordo, su Abu Dhabi ne hanno 20 e persino i “giovani” di Alvimedica ne hanno nove…”

Malgrado l’umore negativo a bordo, Team SCA nella notte ha ripreso diverse decine di miglia sulle barche che lo precedono e che sono alle prese con la bonaccia verso lo stretto di Hormuz, ultimo ostacolo prima dell’ingresso nel golfo. Al vento leggero si aggiunge la difficoltà di navigare in uno dei tratti di mare più trafficati del pianeta, con circa il 50% delle petroliere del mondo che vi transitano regolarmente.

Inoltre, come spiega il meteorologo della Volvo Ocean Race Gonzalo Infante si tratta di un’area in cui il vento è molto difficile da prevedere, perché sottoposto agli effetti orografici locali. “Ci vorranno nervi saldi per prendere delle decisioni. Non tutti i modelli di previsione concordano su dove e quando potrebbe entrare il Shamal, la brezza locale. E’ la carta che spera di poter giocare Abu Dhabi Ocean Racing, il team che ha navigato di più, anzi il solo, in questa zona.”

Si spera che la fase del vento più leggero possa essere sostituita, in giornata, da una brezza più fresca lungo la costa omanita, le previsioni parlano di un vento da nord-est che potrebbe raggiungere i 10/15 nodi di intensità.

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