SHARE
m32404_vor-141213-asanchez-4431
Brunel all’arrivo ad Abu Dhabi. Foto Ainhoa Sànchez

Aggiornamento ore 10:30- Quando si dice l’equilibrio… Team Brunel ha vinto la seconda tappa della Volvo Ocean Race tagliando la linea d’arrivo ad Abu Dhabi alle alle 8:25:20 UTC (le 9:25 CET) di oggi, dopo quasi 24 giorni di navigazione. Dopo 16 minuti e 20 secondi è arrivato Dongfeng e in terza posizione è atteso Abu Dhabi. Ciò porta a una perfetta parità a tre dopo due tappe della VOR: in testa con 4 punti ci sono adesso Abu Dhabi (1-3), Dongfeng (2-2) e Brunel (3-1). Ricordiamo che in caso di parità al termine del giro del mondo diventerebbero decisivi i risultati nelle Inport Race.

Lo skipper di Brunel Bouwe Bekking: “E’ un buon feeling. Ho sempre detto che è meglio essere fortunati che bravi, ma in questo caso siamo stati bravi, abbiamo regatato bene, avremmo persino potuto arrivare ultimi. E’ bello mettere in tasca una vittoria, il mio equipaggio ha lavorato benissimo, meglio che nella prima tappa. E questo è l’aspetto migliore.”

Charles Caudrelier, skipper di Dongfeng: “Siamo un po’ delusi perché vogliamo sempre migliorare, ma è un buon piazzamento. Abbiamo dimostrato di poter competere con il migliori e ne siamo orgogliosi. Siamo contenti, è sempre bello finire una tappa lunga come questa. Se mi avessero detto che avremmo finito secondi all’inizio avrei sottoscritto subito, ma dopo quello che è successo è un po’ dura da mandare giù. A dire il vero siamo un po’ dispiaciuti. Brunel ha trovato una raffica e ci ha passati. Ma secondi è un bel risultato.”

L'arrivo di Dongfeng. Foto Sànchez
L’arrivo di Dongfeng. Foto Sànchez

Abu Dhabi Ocean Racing, ha tagliato la linea del traguardo “di casa” con il velista emiratino Adil Khalid al timone alle 12.08.15 (ora italiana) ed è stato accolto da un folto pubblico locale. Lo skipper Ian Walker: “E’ stata un’altra tappa relativamente facile, con vento leggero, ma molto lunga. E sempre a contatto con gli avversari. Vi mentirei se dicessi che non ho voglia di mettere piede a terra. Viviamo sentimenti contrastanti, in realtà, due giorni fa eravamo davanti a Dongfeng e ieri sera eravamo tornati sotto ai primi due, ma non abbastanza vicini da riuscire a riprenderli e passarli. Le ultime giornate sono state parecchio intense. Però siamo terzi, un primo e un terzo nelle prime due tappe non è affatto male, i ragazzi sono in forma, la barca non ha problemi. Certo avremmo voluto vincere questa tappa, ma era lunga e potevano succedere tante cose. Salire sul podio è una ragione abbastanza buona per un sorriso.”

In lotta per il quarto posto, Team Alvimedica, con l’unico italiano in gara Alberto Bolzan, e gli spagnoli di MAPFRE, di nuovo grandi delusi della tappa dopo aver sprecato un vantaggio a metà tappa, sono attesi nell’emirato questa sera/notte mentre l’equipaggio femminile di SCA dovrebbe concludere nella giornata di domani.

Abu Dhabi, EAU- Chi vincerà la seconda tappa della Volvo Ocean Race. Dopo 23 giorni di mare, innumerevoli sorpassi e un naufragio la situazione è quanto mai incerta. Al passaggio nello Stretto di Hormuz, infatti, sono solo 0,7 le miglia che separano Dongfeng e Brunel, i due VO65 che regatano appaiati praticamente da dieci giorni. Anche Abu Dhabi, però, potrebbe arrivare per primo nel porto di casa, visto che alle 16:40 di oggi era a sole 4,2 miglia. Sono 169 le miglia ancora da percorrere, tra brezze instabili nel Golfo Persico almeno fino alla tarda mattinata di domani, per un’ETA che a questo punto è prevista tra le 6 e le 10 di sabato mattina.

Per seguire in diretta sabato mattina gli arrivi ecco il player. Saranno seguiti gli arrivi di tutte e sei le barche:

Sarà, quindi, per la seconda volta in due tappe un arrivo in volata. Anche questa volta tra Brunel (terzo a Cape Town) e Abu Dhabi (primo a Cape Town) si è infilato Dongfeng che ha confermato l’ottima impressione della prima tappa e potrebbe anche ritrovarsi domani sera al comando della VOR. Queste tre barche sono a questo punto le maggiori candidate per la vittoria finale. Un’altra delusione, invece, per Mapfre che dopo l’errore commesso quando ha lasciato la flotta da leader dopo il passaggio dall’atollo fatale a Vestas, sta lottando con Alvimedica per la quarta posizione. Il team con Alberto Bolzan era a 163 miglia da Dongfeng, con un miglio e mezzo di vantaggio su Mapfre. Le regazze di Team SCA sono seste a 305 miglia.

Stefan Coppers, Onboard reporter su Team Brunel oggi ha raccontato nel suo blog: “Lo stretto di Hormuz è come l’aeroporto di Schipol ad Amsterdam, dopo un lungo volo, ti sembra di essere arrivato e invece sei ancora lontano. Dai Eolo, un po’ d’aria! Bouwe Bekking chiede aiuto persino al dio del vento. Le vele sbattono e non c’è un alito. A prua Johnny Poortman comincia a cantare una canzone che dice “krijg toch allemaal de kolere” (che significa più o meno andate tutti a quel paese). Ed è proprio convinto. I nostri gemelli siamesi di Dongfeng sono sempre qui accanto e poi, improvvisamente, la vela di prua prende un po’ d’aria e la barca parte a nove nodi… per circa tre minuti! Siamo di nuovo parcheggiati. E’ così da giorni, dice Poortman, un continuo stop and go. E lo si sente di nuovo cantare.”

Battaglia ravvicinata nelle ariette del Golfo Persico tra Dongfeng e Brunel (sullo sfondo). Foto Riou
Battaglia ravvicinata nelle ariette del Golfo Persico tra Dongfeng e Brunel (sullo sfondo). Foto Riou

I franco/cinesi di Dongfeng Race Team non sembrano avere nessuna intenzione di lasciare il campo aperto agli olandesi. “Mare piatto e tre nodi di vento…” Racconta Yann Riou. “Poi si sente urlare, tutti fuori! E ci appare una scena surreale, dopo 23 giorni di regata, Brunel, il nostro compagno fidato, ci incrocia davanti solo di poche lunghezze. Sembra che abbiano un vento diverso, le barche sono su una rotta parallela ma opposta. Passa qualche minuto di silenzio, quanto basta per soppesare la situazione. Scegliamo di continuare sul nostro bordo. In una situazione così uno ha ragione e uno ha torto… Dopo pochi minuti notiamo che Brunel ha virato e naviga due miglia sopravento a noi, ha più vento e fa due nodi di più. Non so come abbiano fatto a prevederlo, ma sono stati bravi.” Facile immaginare come questa guerra di nervi nella bonaccia, e proprio alla fine della tappa, stia mettendo a dura prova gli equipaggi, e soprattutto i navigatori alle prese anche con un tratto di mare praticamente sconosciuto.

A bordo di Abu Dhabi Ocean Racing, però sembrano avere un jolly da giocare. E’ il velista dell’emirato Adil Khalid, che proprio in queste acque ha cominciato a navigare e che dunque conosce bene. “E’ come se Adil avesse chiamato la macchina del vento” ha raccontato l’Onboard Reporter Matt Knighton. “Ha previsto che alle 9 sarebbe entrata la termica, mentre ci avvicinavamo a costa. Avremmo potuto regolarci gli orologi… Era più di quanto ci aspettassimo, nove nodi. Pensi sempre che sia una raffica, che prima o poi passerà e invece è durato 11 ore.” Azzam, in effetti è la barca che si è spinta più sotto costa, recuperando sulle due che la precedono.

Più indietro continua il duello per il quarto posto, con i giovani di Team Alvimedica che sono riusciti a difendersi, malgrado qualche ora di bonaccia. “Per il momento tutto secondo previsioni… nemmeno una traccia di vento, il golfo è uno specchio, non c’è niente a perdita d’occhio. E’ quello che ci aspettavamo ma è comunque frustrante. Le ultime 1.000 miglia di questa tappa sono state dominate dalla bonaccia. Non pare giusto, siamo così vicini eppure così lontani dal traguardo. Un altro scherzo del destino per concludere queste 6.000 miglia”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here