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Alicante, Spagna- L’analisi del clamoroso naufragio di Team Vestas sarà affrontata da una vera e propria inchiesta. Gli organizzatori della Volvo Ocean Race hanno infatti commissionato un rapporto indipendente sul naufragio di Team Vestas Wind sul reef dell’atollo Cargados Carajos Shoals, 215 miglia a NNE di Mauritius.

Le dichiarazioni dello skipper Chris Nicholson rilasciate in un’approfondita intervista a Scuttlebut, hanno in questa frase il punto chiave: “We had no knowledge that we were heading in anything more shallow 40 meters of depth”. Ovvero “Non avevamo nessuna consapevolezza che stavano dirigendo da qualche parte con profondità inferiori ai 40 metri”.

In una nostra precedente analisi, avevamo approfondito come proprio la combinazione tra ricerca della velocità target e mancato ingrandimento sul cartografico senza studio capillare preventivo della nuova rotta, avesse portatro al catastrofico evento.

Ma se su Team Vestas hanno commesso un gravissimo errore, prontamente riconosciuto sia da Nicholson sia dal navigatore Wouter Verbaak, dal control room di Alicante, che segue i VO65 24 ore su 24, avrebbero potuto avvertirli del pericolo imminente? Lo abbiamo chiesto a Jack Lloyd, direttore di regata della Volvo Ocean Race, che ci ha così risposto:

“Race Control serve a molte funzioni durante la VOR. Un compito molto importante è quello di monitorare la flotta per ragioni di sicurezza. Dato che le barche non possono accedere o ricevere aiuto esterno, in alcuni casi RC può avvisare la flotta o barche singole se sorgono situazioni imprevedibili, come:

Avvisi meteo non ottenibili attraverso le iunformazioni normalmente fornite ai team.

C’è un cambio riguardo a una minaccia di pirateria per la flotta o una barca.

C’è un avviso ai naviganti ufficiale che la flotta deve obbedire, come per esempio dei container dispersi in mare.

La rotta della flotta può dirigere verso un’area con iceberg.

Race Control non ritiene che un’area di terra emersa conosciuta sia una di queste minacce, dato che evitarla è compito dell’equipaggio. Le barche spesso navigano vicino a terre emerse per diverse ragioni”.

In effetti chiunque avrebbe dato per scontato che Vestas avesse alla fine orzato o puggiato dalla sua rotta VMG migliore per evitare un reef conosciuto e segnalato. A 19 nodi, poi, i tempi di reazione sono molto scarsi, considerando che un miglio viene percorso in appena 3 minuti e 9 secondi.

Vestas sulla barriera corallina, dove non mancavano squali e barracuda
Vestas sulla barriera corallina. Foto Carlin

Per quanto riguarda il relitto, ormai è stato fatto capire che un recupero della barca integra sarà impossibile, visto che la stessa non potrà più nvigare per i danni riportati. L’opzione ammessa da Nicholson è che lo scafo sarà tagliato e rimosso dal reef in loco.

Un gruppo di esperti, guidato dal contrammiraglio Chris Oxenbould redigerà il rapporto che verrà fornito alla Volvo Ocean Race entro il 31 gennaio 2015. Gli organizzatori intendono rendere pubbliche le risultanze del rapporto per fare in modo che possano aiutare l’intera comunità della vela e non solo l’evento specifico. Il rapporto sarà pubblicato durante la tappa di Auckland (27 febbraio – 15 marzo 2015).

L’inchiesta sarà svolta attingendo a una serie di fonti fra cui velisti dei team avversari, componenti del comitato di regata, fornitori di carte nautiche elettroniche e enti per la sicurezza in mare. Il contrammiraglio Oxenbould in precedenza ha occupato la posizione di vice capo della Marina militare australiana ed è un esperto navigatore oceanico, con una conoscenza particolarmente approfondita dei sistemi di navigazione. E’ anche presidente del comitato per la sicurezza in mare della federazione australiana della vela.

A collaborare con Oxenbould saranno l’esperto navigatore oceanico Stan Honey, che ha vinto la Volvo Ocean Race nell’edizione 2005-06 come navigatore a bordo di ABN AMRO ONE, e Chuck Hawley che è presidente del comitato americano per la sicurezza della navigazione a vela.

Il gruppo esaminerà in dettaglio:

l’accaduto e i motivi per cui Vestas Wind si è incagliata

prenderà in considerazione tutte le procedure amministrative e la documentazione di regata

esaminerà le procedure di emergenza messe in atto e la loro efficacia

pubblicherà i risultati del rapporto e emetterà delle raccomandazioni per eventuali cambiamenti delle regole di regata, delle procedure, degli aspetti amministrativi, della documentazione, delle barche e dell’attrezzatura che possano essere utili a prevenire il ripetersi di simili incidenti.

Team Vestas Wind sta fornendo la sua piena collaborazione al gruppo di lavoro.

www.volvooceanrace.org

2 COMMENTS

  1. Sulla mia barca ho un GPS cartografico di 10 anni fa. Inserendo come allarme una batimetrica il sistema da avvisa se in prossimità sulla rotta vi è un ostacolo. L’allarme è escludibile per evitare comparsa allarme quando si naviga in acque ristrette. Non conosco il sistema cartografico della VOR

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