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Hobart, Australia- Non è andata bene la Rolex Sydney to Hobart per i due velisti italiani presenti. Dopo il ritiro di Brindabella, su cui era imbarcato Giancarlo Simeoli di cui abbiamo già riportato il resoconto, anche il Volvo 70 Giacomo ha disalberato, alle 09:24 del 28 dicembre. Sulla barca neozelandese regatava come navigatore Francesco Mongelli, alla sua prima Hobart dopo una carriera già importante nel ruolo. Giacomo è arrivato oggi ad Hobart, dopo aver tagliato l’albero e aver proseguito a motore lungo la costa della Tasmania e la Storm Bay.

Giacomo all'arrivo al Constitution Dock di Hobart dopo il disalberamento
Giacomo all’arrivo al Constitution Dock di Hobart dopo il disalberamento

Questo il racconto di Francesco Mongelli sull’accaduto:
“Certo me lo immaginavo diverso l’approccio alla Tasmania… è stato un vero peccato, perché eravamo passati molto bene attraverso la prima notte di bolina con vento 25/30 nodi. Poi il secondo giorno di venti leggeri ed instabili ci aveva messo in difficoltà favendoci avvicinare dalle barche piu piccole e leggere che arrivavano con il nuovo vento di poppa. Quando il vento è arrivato anche a noi abbiamo ricominciato a macinare miglia riguadagnando buona parte di quanto avevamo perso.

GIacomo alla partenza della Hobart. Foto Borlenghi/Rolex
GIacomo alla partenza della Hobart. Foto Borlenghi/Rolex

Dopo qualche ora e qualche onda importante causata da un mare molto incrociato all’ingresso dello stetto di Bass, il nostro povero gennaker cede esausto lasciandoci affontare le successive 200 miglia senza la configurazione ideale per la poppa con 12/15 nodi, un vero peccato. Nell’avvicinamento alla Tasmania il vento come previsto monta da 15 a 35 nodi in meno di 20 minuti. Finalmente queste sono le nostre migliori condizioni per percorrere le ultime 100 miglia, diamo una mano di terzaroli e il FRO (una vela da poppa frazionata per barche veloci con vento forte).

La barca inizia a essere veloce come dovrebbe, la velocità si mantiene oltre 20 nodi fissi il mare cresce altrettanto velocemente e così una planata a più di 25 nodi ci fa infilare la prua nell onda successiva, cosa che per queste barche è da considerare normale, ma l’albero si carica all inverosimile e  qulcosa cede. In pochi attimi ci ritroviamo con il frullino in mano per sistemare l’albero rotto prima che distrugga la barca con lo sbattere delle onde… Ora navighiamo “tranquilli” verso Hobart a motore e con un armo di fortuna. tutti stanno bene e si vede anche qualche sorriso… prevediamo di arrivare sani e salvi prima che passi il prossimo fronte freddo… il nostro  ETA su Hobart è previsto tra due ore. Nel frattempo complimenti all’equipaggio di Wild Oats XI per la loro storica ottava ‘line honours'” (scritto alle 01:31 del 29 dicembre 2014)”.

Riportiamo anche il giudizio dell’atleta dell’Aeronautica Italiana Giancarlo Simeoli, a bordo dello Jutson 80 australiano Brindabella, costretto come detto al ritiro perché lo scafo aveva cominciato ad imbarcare acqua: “La prova a cui sono sottoposti questi maxi yacht è simile ad una bolina con un laser all’ennesima potenza. Muri d’acqua fredda che si schiantano da altezze verticali gigantesche, facendo volare tutta l’imbarcazione, un susseguirsi di onde che deve essere assolutamente affrontato con il freno a mano tirato altrimenti il risultato è di un infinito lavoro al timone per salvarsi da uno schianto violentissimo. Peccato per il risultato, ma la regata, per quanto è durata, è stata esaltante”.

Continua intanto l’attesa per l’esito della lotta per il successo overall in handicap IRC. In testa ci sono tutte barche della classe 4, la più piccola. Potrebbe anche verificarsi il caso di una storica vittoria di Maluka of Kermandie di Sean Langman, un gaf rigged cutter che è al tempo stesso la barca più piccola e vecchia (80 anni) della flotta. Ne parleremo in una news dedicata. Al momento Maluka è al comando della classifica in handicap, con ancora una novantina di miglia da percorrere.

Maluka of Kermandie. Foto Forster/Rolex
Maluka of Kermandie. Foto Forster/Rolex

www.rolexsydneyhobart.com

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