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Aggiornamento ore 10- Dongfeng è riuscito ad allungare e alle 7:40 CET aveva 10,9 miglia su Mapfre e 11,7 su Brunel, con gli altri a seguire molto vicini.

Abu Dhabi, EAU- Tutti ancora vicini a un giorno e mezzo dalla partenza della Leg 3 della Volvo Ocean Race. Dopo il passaggio dello Stretto di Hormuz, con Abu Dhabi Ocean Racing di Ian Walker che aveva conservato la testa conquistata nelle acque di casa, è stato Dongfeng a prendere il comando nel pomeriggio di domenica. Alle 19:40 CET Charles Caudrelier e compagni avevano 2,1 miglia di margine su Abu Dhabi e 2,9 su Alvimenica. A 3,9 miglia Team SCA e Brunel. Mapfre, che in questa tappa dovrà riuscattare i brutti risultati delle prime due frazioni, chiude la flotta a 4,1 miglia.

I distacchi minimi sono destinati a cambiare non poco nelle prossime ore. Lo snervante bordeggio in poppa con venti molto leggeri, in cui sono impegnati i VO65, apre possibilità un po’ per tutti. L’obiettivo iniziale di questa tappa consiste nel raggiungere i venti di Nord Est che soffiano dal subcontinente indiano per poi scendere verso Sri Lanka e attraversare il Golfo del Bengala fino all’isola di Pulau We, che segna l’ingresso nello Stretto di Malacca.

Will Oxley sulla prua di Alvimedica osserva i rivali nel vento leggerissimo in uscita da Hormuz. Foto Ross
Will Oxley sulla prua di Alvimedica osserva i rivali nel vento leggerissimo in uscita da Hormuz. Foto Ross

Su quel passaggio, arriva l’opinione di Will Oxley, il navigatore di Team Alvimedica: “E’ una delle parti più complicate di tutta la regata. Non è un problema gestire il vento forte o il mare formato, ma la complessità di attraversare un canale così stretto, con un traffico mercantile così alto, può essere un problema. Una nave di cento metri che ti viene incontro a 20 nodi, preoccupa sempre un po’, soprattutto se non puoi controllare la tua velocità e se c’è poco vento. Poi ci sono i temporali, spesso molto violenti la notte, un sacco di barche di pescatori che non hanno luci di navigazione e reti molto lunghe. Ci si può rimanere intrappolati o, peggio ancora, entrare in collisione. E’ un’area molto stressante.”

Un video da Dongfeng, che spiega il problema delle reti da pesca che le bareche devono evitare (non sempre riuscendoci…)

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