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Sanya, Cina, 26 gennaio- L’imprendibile Dongfeng supera indenne anche la risalita lungo le coste del Vietnam e si prepara alla vittoria nel suo porto di casa, Sanya, sull’isola “tropicale” della Cina, Hainan. Nonostante i continui sforzi degli inseguitori, alle 7:40 di oggi Dongfeng aveva ancora 52,5 miglia di vantaggio su Abu Dhabi, con 140,7 miglia ancora dea percorrere. L’ETA a Sanya è per subito dopo la mezzanotte di lunedì.

Questo il player per seguire la diretta streaming dell’arrivo:

In terza posizione è Alvimedica a 62,7 miglia, mentre Mapfre è quarto a 72,9. Brunel è a 80,2 mentre le ragazzze di Team SCA sono scese a 183 miglia. Le posizioni, dopo giorni di battaglia ravvicinata, sembrano ora delineate.

Team Dongfeng nelle ultime miglia prima di Sanya. Foto Greenfield
Team Dongfeng nelle ultime miglia prima di Sanya. Foto Greenfield

Singapore, 21 gennaio- Neanche venti infidi, piovaschi, correnti, pescherecci, navi e rifiuti galleggianti di ogni genere fermano l’avanzata di Team Dongfeng verso il successo nella terza tappa della Volvo Ocean Race. Dopo che nella giornata di martedì, Dongfeng aveva visto gli inseguitori avvicinarsi fino a una ventina di miglia, questa mattina alle 7:40 CET, dopo il prevedibile “effetto elastico”, Charles Caudrelier e compagni hanno di nuovo un vantaggio di 80 miglia sul gruppetto di Abu Dhabi, a 80,6 miglia, Mapfre a 81,1 miglia, Alvimedica a 82,4 e Brunel a 82,7. Team SCA chiude a 121 miglia.

Traffico a Malacca da bordo di Mapfre. Foto Vignale
Traffico a Malacca da bordo di Mapfre. Foto Vignale

Dongfeng si è portato sotto la costa malese, ritrovando vento con medie attuali sui 10 nodi. Il gruppo degli inseguitori sta navigando su quella stessa rotta, con ridottissime chance di recupero. Per la giornata di oggi è previsto il passaggio dal “mega-parcheggio” navi di Singapore e poi l’ingresso nel Mar Cinese Meridionale per la bolina finale verso Sanya, con un’ETA previsto per il 27 gennaio. 1.192 le miglia ancora da percorrere per Dongfeng, che sta conducendo con grande autorità questa tappa candidandosi a questo punto come uno dei grandi favoriti per la vittoria finale nella Volvo. Non dimentichiamo che Caudrelier faceva parte del team vincente su Groupama di Franck Cammas nella scorsa edizione del giro del mondo.

Barbe lunghe nei Mari di Sandokan per i velisti di Azzam. Foto Knighton
Barbe lunghe nei Mari di Sandokan per i velisti di Azzam. Foto Knighton

Sulle condizioni di navigazione nello Stretto di Malacca, uno dei mari più trafficati e inquinati del Pianeta, sono significative le parole dell’Onboard reporter di Mapfre Francisco Vignale: “Benvenuti nel mare a ostacoli. Navi, barche da pesca, rami, alberi, spazzatura, boe, reti, pezzi di plastica, scarpe, sandali, legni, ancore, cime, catene, vele, barche a vela, carbonio, umani, stress, vento, bonaccia, pioggia, mare, competizione, urla… La quantità di cose che galleggiano in mare fa impressione, mi avevano detto che questa è una zona inquinata ma non avrei mai creduto che la situazione fosse così terribile. Durante la notte pezzi di plastica e reti restano impigliati nella chiglia e abbiamo anche urtato un paio di tronchi, continuiamo a alzare le derive per togliere le cose che ci rimangono attaccate. I ragazzi controllano di continuo i timoni. E’ un mare davvero pieno di ostacoli.”

Alberto Bolzan dalla bonaccia di Malacca:

A volte con la corrente contraria capita anche di dover dare ancora:

Sumatra, 16 gennaio- Sarebbe curioso sapere se è un record in negativo… ma le 68 miglia coperte da Team Dongfeng nelle 24 ore tra le 18:40 UTC di mercoledì e le 18:40 di giovedì sera, alla sfavillante media di 2,83 nodi, sono davvero poche. E si consideri che i franco-cinesi sono ancora una volta stati i più veloci della flotta, anche nella bonaccia che per 48 ore ha imperversato nella Baia del Bengala. Gli altri VO65 ne hanno percorse ancora meno.

D’altra parte, la nuova Volvo Ocean Race, ormai da tre edizioni ha abbandonato il Southern Ocean dell’Indiano per percorrere le rotte degli sponsor e di un vero giro del mondo, che sale e scende più volte tra gli Emisferi. Un po’ sulla rotta delle spezie, dei mercanti arabi e portoghesi che verso Sumatra e le Molucche si dirigevano con gli stessi problemi dei tecnologici navigatori della Volvo Ocean Race, come fare per arrivare al porto di destinazione sfruttando un vento che spesso non c’è. E ieri, appunto, l’immagine delle barche “specchiate” nell’Indiano è stata la più ricorrente.

Bonaccia totale per Alvimedica. Foto Ross
Bonaccia totale per Alvimedica. Foto Ross

Una costante, però, c’è. Anche nella bonaccia Team Dongfeng sta regatanto meglio e ieri, sfruttando al meglio quei miseri 2,83 nodi di media, è riuscita a tener ben dietro gli inseguitori. Oggi va un po’ meglio, con il vento da N-NNE che è rientrato e consente velocità sui 10 nodi. Alle 10:40CET Charles Caudrelier gestiva comodamente le 58 miglia di vantaggio su Mapfre, rientrato in zona podio, e le 62 su Brunel. ADOR segue a 64. Alvimedica è a 77 e Team SCA a 87,6. Sumatra e l’ingresso dello Stretto di Malacca è a 345 miglia, un giorno e mezzo di nare a queste medie.

Dongfeng, è stato il migliore anche nella bonaccia. Foto Greenfield
Dongfeng, è stato il migliore anche nella bonaccia. Foto Greenfield

Alberto Bolzan ieri da Alvimedica:

Oceano Indiano- Da Charles Caudrelier, skipper di Team Dongfeng: “Mi chiamo Charles, qualche volta mi chiamano Charlot ma oggi sono Charlie. E’ la seconda volta che mi trovo in mare durante un importante attacco terroristico, la prima è stato l’11 settembre 2001. In mare siamo lontani dal mondo, senza accesso a internet, alla tv o alla radio e viviamo a migliaia di miglia da questi fatti drammatici. Da ieri, non so che pensare a proposito di queste azioni folli. Da sempre si è ucciso in nome di Dio, o degli Dei. Non posso scrivere tanto, non è il mio mestiere scrivere, e di certo non mi sento all’altezza di parlare di questo argomento. Noi stiamo navigando intorno al mondo, per tutti gli oceani e toccando tutti i continenti, per nove mesi. Se Dio esiste e ha creato il nostro pianeta può essere orgoglioso del suo lavoro, un’opera straordinaria, ma deve anche provare imbarazzo per noi umani, che non siamo capaci di vivere in pace su questo pianeta.”

Charles Caudrelier. Foto Riou
Charles Caudrelier. Foto Riou

Sanya, Cina- E’ Dongfeng il protagonista di questi primi cinque giorni di Leg 3 nella Volvo Ocean Race. Il team guidato dal francese Charles Caudrelier continua a guidare la frazione partita da Abu Dhabi e diretta a Sanya. Lo fa con una velocità media e scelte tattiche sempre oculate, tanto da far considerare i franco-cinesi ormai tra i favoriti per la vittoria finale insieme a Team Brunel di Bouwe Bekking e Abu Dhabi Ocean Racing di Ian Walker. Sono questi tre, infatti, i VO65 che si trovano a pari punti (4) in testa alla classifica dopo le prime due tappe e che guidano anche questa tappa.

A bordo di Dongfeng. Foto Riou
A bordo di Dongfeng. Foto Riou

Dopo aver lasciato la costa, la partita si gioca adesso nel Mar Arabico e nell’Indiano settentrionale. Dongfeng ha guidato il gruppo in una strambata verso SSW, per dirigere finalmente verso SSE e gli Alisei di NE scendendo verso la costa dell’India, mentre Mapfre e Team SCA hanno provato in nottata a “tagliare” l’angolo ma senza benefici. Alle 7:40CET Dongfeng aveva 8,6 miglia di vantaggio su Brunel e 18 su Abu Dhabi. Alvimedica è a 24, mentre Mapfre prosegue nella sua non brillan te regata a 29,2 miglia con SACA a 35 che chiude la flotta.

Così l’onboard reporter di MAPFRE Francisco Vignale: “Ci siamo accorti che la barca era lenta, Team SCA era dietro di circa un miglio e piano, piano si è fatto sotto e ci ha passato da sottovento. E’ stato allora che abbiamo pensato che ci fosse un problema, quasi tutti hanno guardato attraverso l’endoscopio (lo strumento i cui sono dotati tutti i Volvo Ocean 65 per ispezionare la parte immersa dello scafo) per controllare la chiglia, il bulbo e i timoni, ma non hanno visto niente. Abbiamo strambato e la barca era ancora lenta, quindi abbiamo deciso di muoverci a retromarcia per cercare di liberarci di un possibile oggetto galleggiante. Allora abbiamo visto un pezzo di plastica bianca, esattamente dello stesso colore della chiglia, di circa un metro quadro. Ecco cosa ci rallentava. Poi è successo la stessa cosa quando era di turno al timone Rafa Trujillo circa un’ora dopo e più tardi abbiamo urtato una tartaruga, poi abbiamo preso altri pezzi di plastica con il risultato di perdere diverse miglia.” Gli olandesi di Team Brunel, invece, hanno raccontato di aver dovuto rimuovere un serpente, che si era attorcigliato intorno al piede dell’elica.

Il meteorologo della regata Gonzalo Infante ritiene che la flotta continuerà nella gara di velocità in linea, quella che gli anglosassoni chiamano “drag race”, fino a Cape Comorin il capo nello stato indiano di Tamil Nadu che segna il punto più meridionale del subcontinente indiano, cercando di tenere le massime prestazioni consentite dalle condizioni meteo. Secondo Infante, gli inseguitori continueranno nella rincorsa al leader Dongfeng Race Team, in una brezza da nord-est. Poi, nelle prossime 24 ore la flotta dovrebbe raggiungere una zona di vento più leggero e dunque si potrebbe assistere a una nuova compressione. Secondo le ultime previsioni le sei barche in regata potrebbero giungere in prossimità del capo nella giornata di sabato, con un approccio più occidentale e tenendosi abbastanza al largo, per evitare il ridosso prodotto dalle alture.

Intanto giungono aggiornamenti anche da Team Vestas Wind, che procede nel progetto di rientrare in regata. La barca è stata esaminata a fondo in un porto vicino a Kuala Lumpur, in Malesia, prima di essere caricata su una nave di Maersk Line sulla quale sta viaggiando verso Genova, dove l’arrivo è previsto per il 25 gennaio. Dal capoluogo ligure, lo scafo verrà poi trasportato al cantiere Persico di Bergamo, per la complessa opera di ricostruzione.

www.volvooceanrace.com

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