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Sanya, Cina- Non perde un metro Team Dongfeng, sempre in testa alla terza tappa della Volvo Ocean Race dall’uscita dallo Stretto di Hormuz, sei giorni fa. Charles Caudrelier e compagni dimostrano una solidità tattica e una velocità importante nella drag race in corso al lasco mure a sinistra al largo della costa occidentale dell’India. Alle 10:40 CET di oggi sabato 10 gennaio, Dongfeng aveva 4,8 miglia di vantaggio su Team Brunel e 17,2 su Abu Dhabi OR. Questi tre Volvo Ocean 65, che condividono il primo posto nella classifica dopo due tappe con 4 punti, sono ormai evidentemente i più continui e veloci della flotta. Al quarto posto Mapfre, a 38 miglia, seguito a mezzo miglio da Alvimedica. Team SCA chiude la flotta a 42 miglia.

A bordo del leader Dongfeng. Foto Riou
A bordo del leader Dongfeng. Foto Riou

La posizione di Dongfeng, che sfrutta al meglio l’Aliseo leggero di NNE, pare ottimale per l’approccio all’estremità meridionale di Sri Lanka, che andrà lasciata a sinistra prima di dirigere verso l’ingresso dello Stretto di Malacca dopo aver attraversato, presumibilmentre in bolina, il Golfo del Bengala. Ci sono ancora 650 miglia da percorrere, circa due giorni di navigazione prima della punta meridionale di Sri Lanka.

Brunel prova ad attaccare da sopravvento i franco-cinesi, ma la posizione di Dongfeng, che ha una distanza laterale di 18 miglia sull’immediato inseguitore, pare solida.

Matt Knighton, Onboard reporter di Abu Dhabi: “Il vento è stato davvero noioso oggi. Stiamo puntando a sud per trovare l’angolo migliore di approcciare lo Sri Lanka, ma il vento che viene dall’India è fra i più strani che abbiamo mai trovato. Le raffiche arrivano all’improvviso, ci si sposta dalla prua estrema alla poppa estrema ogni dieci, quindici minuti, forse anche meno. Mentre eravamo in un grosso buco d’aria Ian ci ha spiegato che: “E’ un vento di monsone molto leggero, ovviamente deve attraversare le montagne indiane, sembra aumentare sotto le grandi nuvole ma poi quando ti trovi in un buco, è molto instabile e rafficato. Abbiamo avuto dei salti di 80°, una cosa che sembra impossibile ma che qui succede davvero. La formula è semplice, più riesci a stare nella raffica e ad andare a sud, più veloce sarai dopo verso la baia del Bengala. La cosa positiva è che siamo tutti nella stessa situazione, la cosa negativa è che viviamo alla mercé del vento, che cambia ogni quarto d’ora…”

Azzam con vento leggero. Foto Knighton
Azzam con vento leggero. Foto Knighton

“Non so se sarà il più bravo a vincere questa tappa, forse sarà il più fortunato. Ci sono talmente tante decisioni da prendere” ha spiegato lo skipper Charles Caudrelier ieri in un collegamento con il Race Control centre di Alicante. “Il vento è leggero e molto ballerino. Tutti gli avversari sono pericolosi ma quello che temo di più sono i buchi di vento. MAPFRE ha scelto di andare più a ovest, credo sia una scelta da tenere d’occhio perchè gli spagnoli potrebbero essere pericolosi, faranno più strada ma potrebbero trovare più vento. E anche Brunel è pericoloso. E’ veramente una situazione complicata. Noi cerchiamo di resistere.”

Corinna Halloran da Team SCA racconta dell’atmosfera a bordo della barca magenta. “Fa giorno, comincia un altro giorno di navigazione con vento leggero. E’ un po’ monotono, ma a un certo punto scorgiamo il profilo di Alvimedica all’orizzonte. Siamo ancora a vista degli avversari. Essere in caccia è una bella sensazione, tutte a bordo siamo felici, e tutte restiamo concentrate. Siamo alla caccia degli avversari, e ancora vicine. Libby dice che: “Siamo tutti alla caccia del primo. Ci spinge tutti ad andare un po’ più veloci finché non li prendiamo.” Le fa eco Carolijn. “E’ tutta una questione di nervi, per il cacciatore e per la preda. Finora non ci eravamo mai trovate in questa posizione, di vedere quelli che stiamo inseguendo. Il che ti fa cercare di stare con l’altra barca sul breve termine. Ma sul lungo termine dobbiamo pensare in prospettiva. Le due cose devono andare insieme, è un equilibrio complesso.”

Nel frattempo, dopo i controlli in Malaysia, lo scafo di Vestas è diretto su una nave in Italia, verso Genova, dove l’arrivo è previsto per il 25 gennaio. Dal capoluogo ligure, lo scafo verrà poi trasportato al cantiere Persico Marine di Bergamo, per la complessa opera di ricostruzione che riutilizzerà gran parte della coperta e degli interni con l’obiettivo di tornare in regata dalla tappa di Lisbona in poi.

www.volvooceanrace.com

 

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