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Singapore- Prendimi… se ci riesci. Team Dongfeng impressiona e ci si comincia a chiedere se il team di capitali cinesi, management inglese (OC Events) e di sagacia velica francese, con Charles Caudrelier, già co-vincitore con Groupama del giro del mondo, possa essere considerato il favorito per la vittoria finale. Dongfeng, infatti, continua la sua fuga solitaria nell’Oceano Indiano senza cedimenti. Resite a tutti gli attacchi portati da Abu Dhabi e Brunel, gli immediati inseguitori e co-leader della classifica generale dopo due tappe. Non sbaglia uno mossa, interpretando al meglio le condizioni meteo, anche in passaggi difficili come quello di ieri, quando la flotta ha dovuto lasciare a sinistra lo Sri Lanka affrontando i lunghi ridossi delle sue montagne.

A bordo di Dongfeng. Foto Greenfield
A bordo di Dongfeng. Foto Greenfield

Ebbene, Dongfeng ha sofferto, attraversando prima una fase di venti leggeri  più vicina all’isola rispetto agli inseguitori, ma poi si è di nuovo allungata navigando in un bagnato traverso nel nuovo vento da NNE all’ingresso nel Golfo del Bengala. Alle 12:40 UTC di oggi, infatti, Dongfeng ha 29,6 miglia di vantaggio su Brunel, 32 su Abu Dhabi, 34,3 su Mapfre e 36,5 su Alvimedica, tutti molto vicini. Chiude la flotta Team SCA a 62,8 miglia. Prima di uno storico successo di una barca cinese in un porto cinese, però, ci sono ancora molte miglia. La tappa è ancora lunga e insidiosa. Nelle 2.448 miglia che mancano all’arrivo a Sanya, sull’isola tropicale di Hainan, infatti, ci sono molte incognite: la bolina nel Golfo del Bengala, La costa nord di Sumatra a 720 miglia dall’attuale posizione, poi le 500 miglia dello Stretto di Malacca con un inquinamento notevole e il traffico mercantile a Singapore, il più “denso” del Pianeta, la risalita lungo le coste del Vietnam e nel Mar Cinese meridionale.

Dongfeng, però, appare a oggi assai solida e costante, così come le scelte del navigatore Pascal Bidegorry.

“I ridossi dell’India e dello Sri Lanka sono dietro di noi. Al vento, come a un fiume, non piacciono gli ostacoli e cerca sempre di aggirarli, lasciando un buco d’aria dietro alle montagne con alcune accelerazioni sui lati. Siamo passati 160 miglia fuori dai picchi a 3.000 metri di Sri Lanka per evitare questa trappola e nonostante ciò abbiamo dovuto passare da una zona di 55 miglia con pochissimo vento. Anche se eravamo un po’ preoccupati la scorsa notte quando abbiamo visto le luci di Brunel e Azzam a poche miglia da noi, siamo riusciti a passare indenni per primi e a ricostruire il nostro vantaggio. Adesso stiamo dirigendo verso l’ingresso dello Stretto di Malacca, a circa 5 giorni di mare, e ci saranno ancora venti molto leggeri e complesse zone di navigazione da gestire”, ha detto oggi lo skipper del momento, Charles Caudrelier.

Xabi Fernandez, skipper a bordo di Mapfre per questa tappa. Foto Vignale
Xabi Fernandez, skipper a bordo di Mapfre per questa tappa. Foto Vignale

Il video sul trasporto di Team Vestas in Italia, da Persico Marine, per la ricostruzione:

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