SHARE

Dusseldorf, Germania- Assegnati questa sera al Boot di Dusseldorf gli European Yacht of the Year, il massimo riconoscimento della cantieristica europea.

I vincitori sono il Bavaria Cruiser 46 per la categoria Family Cruiser, Il JPK 1050 per i Perfomance Cruiser, l’Advanced A 44 per gli Special Yacht, Il Boreal 52 per i Blue Water Cruiser e il Wauquiez Centurion 57 per i LUxury Cruiser.

Baglio massimo arretrato a poppa e pozzetto immenso, le principali caratteristiche del 44. Foto Giuffrè
L?Advanced 44, vincitrice dello EYotY nella categoria Special Yacht.  Foto Giuffrè

L’industria nautica italiana è stata premiata con il riconoscimento all’Advanced A 44.

 

Pubblichiamo qui il resoconto dell’esito dello EYotY scritto dal tester ufficiale Vanni Galgani:

“Come di consueto, è la cerimonia della premiazione a concludere il ciclo annuale del concorso internazionale European Yacht of the Year, la più importante competizione nell’ambito della cantieristica dedicata alla produzione di barche a vela. L’assegnazione dei premi, all’interno di una serata di gala dedicata, presenti i rappresentanti di tutti i maggiori cantieri, si svolge ogni anno durante il primo week end del Boot di Düsseldorf.

Quest’anno, però, è stato l’unico punto fermo nell’ambito della manifestazione. Già perché entrambe le location per le prove – La Rochelle per la tappa nordica, Santa Margherita Ligure per quella mediterranea – ospitavano l’EYotY per la prima volta, così come, per la prima volta, è stata introdotta la categoria “Blue Water Cruiser”, un fatto decisamente eclatante che conferma l’inarrestabile sviluppo di un settore fino ad oggi considerato di nicchia. Infatti la crescente richiesta di barche “serie” ha fatto sì che quasi tutti i cantieri abbiano messo a listino modelli che, a vari livelli, si ammantano di questo appellativo.

Categoria Bluewater Cruiser

Winner – Boreal 52

Cominciando proprio da questa categoria, i giurati del concorso hanno preso la cosa sul serio. Quindi, anche in nomination, niente barche fifty-fifty, ma solo puri bluewater, cioè barche estreme, pensate per raggiungere i luoghi più remoti della terra in totale autonomia, e non semplicemente dedicate alle lunghe navigazioni. Già perché una cosa è traversare un oceano – quasi tutte le barche possono farlo – altro è vivere anche per mesi in totale distacco da qualunque forma di civilizzazione. L’ha spuntata il francese Boreal 52. Dalla sua parte una totale dedizione alle esplorazioni estreme ma senza perdere il contatto con la realtà. Quindi una barca completa, specifica nell’impostazione ma ugualmente adatta a crociere normali e, perché no, pensata anche con un occhio al lato estetico. A vela ha dimostrato, com’è ovvio, discrete doti nelle lunghe tratte senza eccellere nella reattività. In compenso il timone, estremamente demoltiplicato, risulta morbido in ogni situazione, ulteriormente “servito” da piccole derive mobili sui lati che aiutano timoniere e pilota automatico nella stabilità di rotta. Dentro, tutto all’insegna del vivere comodamente in navigazione (e non solo all’ancora, come la maggior parte delle barche attuali), con dotazioni che comprendono piccole scrivanie nelle cabine dedicate ai bambini che devono studiare. Meraviglioso.

Il Boreal 52
Il Boreal 52

NOR // Seilas, Axel Nissen-Lie

If you really what to enjoy Boreal 52s best side, you must prepare your selves for some bad weather. This aluminium is made for sailing on the planet earth’s outer limits. Be alone for months, away from the crowds. With a lifting keel you can explore more. It’s a tractor on the sea. Its built to last, and you can go everywhere. This boat is extremely well thought out, and doesn’t try to much. Boreal is not for every one. It’s for the special kind of people. It’s for the real sailors.

 

Categoria Special Yachts

Winner – Advanced 44

Il meglio dei due mondi: gli open, barche da corsa con il vento a favore, larghe, piatte, pronte a planare e a divertire; i luxury made in Italy, sinonimo di stile, eleganza, raffinatezza. Nella sua breve vita Advanced ha dimostrato di riunire un folto gruppo di professionisti, offrendo sul mercato prodotti come l’A66, opera prima del cantiere eppure già maturo e riuscitissimo. Con il 44 il tema è persino più ardito: combinare due mondi apparentemente incompatibili. Il risultato ha sorpreso e spiazzato tutti. Nonostante il prezzo importante, per alcuni “oltraggioso”, la barca ha raccolto consensi unanimi. Merito principalmente della splendida carena firmata Roberto Biscontini, forse il miglior esempio mai provato sul tema open da passeggio. L’A44 vola ai laschi, com’è lecito aspettarsi, con planate lunghe ed emozionanti; ma stupisce soprattutto di bolina, dove di solito gli openstyle soffrono fino a diventare insopportabili. Invece questo week end cruiser si è dimostrato potente e morbido sulle onde allo stesso tempo, facile da portare anche con una mano sola, soprattutto ben equilibrato. Se a questo si unisce una costruzione ai vertici, interni innovativi che privilegiano lo spazio rispetto alla compartimentazione, e uno stile impeccabile (Nauta non si smentisce mai), il risultato è irresistibile.

Advanced A 44
Advanced A 44

GER // YACHT, Jochen Rieker

Modern designs with wide powerful transoms are cool to look at and quick when reaching or running but no feast upwind. Except for the Advanced 44, that is. This disturbingly new yacht which refuses to fit in any known market segment elevates performance sailing to a new level. In cross-seas and fresh breeze she keeps her groove almost by herself, allowing fingertip steering and offering the finest feedback, with a tacking angle of 80 degrees or less at 7,5 knots. Downwind she crancks out 15 knots of boat speed in 18 to 20 knots of wind, all effortlessly. Simply the best serial production big boat I have sailed to date. Its a Ferrari Enzo on the water: expensive, unreasonable, impractical – but oh so great.

 

Categoria Luxury Cruiser

Winner – Centurion 57

Le severe condizioni incontrate durante i test a S. Margherita hanno favorito questo sobrio fast cruiser che riporta Wauquiez al livello che questo storico cantiere francese merita. No-nonsense boat, direbbero gli anglosassoni. Niente di stupefacente, ma una sana barca costruita con una buona dose di lusso – dal design ai materiali alle finiture – e soprattutto ben fatta sotto ogni aspetto, a cominciare proprio dalle doti marine che ha dimostrato, muovendosi con sicurezza e stabilità anche quando il mare e il vento l’hanno messa a dura prova. È una barca “d’altri tempi”, pensata per navigare con gusto e dotata dei giusti volumi per ospitare comodamente sei ospiti, senza per questo ricorrere a design sconvolgente e materiali non marini. Complimenti davvero alla Wauquiez, per non aver ceduto alle tentazioni del “nuovo a ogni costo”.

Wauquiez Centurion 57
Wauquiez Centurion 57

GBR // Yachting World, Toby Hodges

With the 57, Wauquiez is certainly sending out a clear message that it is back in the business of producing quality cruisers for discerning sailors. The 57 is a good build at a reasonable price, a comfortable and well-finished yacht throughout. It was also one of only a couple of yachts to venture out in the big seas and swells and cope commendably with the conditions. It is not the most modern looking of the category, but is perhaps the most timeless, with the heart of a real cruising yacht. More versatile than radical she feels robust, well-considered and finished with a warm and calm interior.

 

Categoria Performance Cruiser

Winner – JPK 1080

Quest’anno la categoria Performance è stata più spinta del solito. Contrariamente a quanto avviene di norma, i contender erano quasi tutti estremi, barche in qualche modo lontane dal baricentro della propria classe. La lotta più accesa, però, è avvenuta tra le due francesi progettate per le regate in solitario o in doppio. È questa una classe che si sta sviluppando rapidamente, perché offre la possibilità a equipaggi non particolarmente atletici e dotati fisicamente, di partecipare a competizioni impegnative ed estremamente gratificanti. Tanto che le principali regate d’altura prevedono una specifica classifica per questo tipo di equipaggi. Addirittura i francesi, che sulla vera altura sono sempre avanti a tutti, hanno inventato una specifica regata per equipaggi “over 40”: la Transquadra, una traversata atlantica in due tappe.

Ecco, il JPK, come la sua più nota rivale Sun Fast 3600, nasce proprio con queste regate in mente. Ma il suo sviluppo, data la specificità e la dimensione quasi da custom del cantiere, ha permesso un affinamento che l’ha resa semplicemente una delle migliori barche a vela del concorso. Al timone è pura gioia: si riscoprono sensazioni da deriva, con la barca totalmente connessa con i vostri sensi, tanto che le regolazioni diventano quasi un bisogno fisico. Per questo le si perdonano arredamenti sommari e finiture non proprio di lusso: la Vela, con la V maiuscola, prende il sopravvento su tutto.

Il JPK 10.80
Il JPK 10.80

NED // Waterkampioen, Jan Briek

JPK 1080 – The best ‘trimmable’ boat that ever entered this election, and everything works perfect. Double rudder boat that steers like a boat with one, very effective and deep rudder. Sails incredibly high upwind and you can steer and tune this machine with you fingertips. Amazingly: a very ‘cosy’ inside, that is very useable when you sail this boat as a cruiser with the family. Good building quality for a fair price.

 

Categoria Family Cruiser

Winner – Bavaria 46 Cruiser

Quest’anno erano in gara alcune delle migliori barche di sempre in questa categoria, quindi davvero arduo decidere. Abbiamo apprezzato moltissimo lo sforzo di Dufour su una barca così piccola, ci siamo innamorati del piccolo RM 890, ci ha colpito il rivoluzionario cat di Nautitech. Ma tutte queste barche innovative, seppur validissime e apprezzate, nulla hanno potuto contro quello che tutti hanno giudicato il miglior Bavaria di sempre. Deriva direttamente dal 45 (stesso scafo) dal quale riprende le insospettabili doti veliche, almeno finché non si riflette sul fatto che, nonostante le apparenze “paffute”, il progetto è pur sempre un Farr. Comunque: velocità elevate e costanti, angoli di bolina sorprendenti, divertimento al timone, niente di più diverso da quanto Bavaria ci ha abituati negli anni. Doti che, però, avevamo già apprezzato sul 45; ma dove il 46 è cresciuto moltissimo, e con lei tutte le sue sorelle, è sulla qualità complessiva della costruzione. Questo è davvero un cambiamento epocale.

Il nuovo management sta lavorando sodo per migliorare tutti gli aspetti costruttivi, specialmente quelli che non si vedono (e che, quindi, non fanno marketing). Tanto che, da questo punto di vista, potremmo dire che siano diventati il benchmark del segmento di appartenenza. Se a questo aggiungete una coperta completamente nuova, con pozzetto rivisto e disegno della tuga decisamente più accattivante, un armo ben studiato, dotazioni talvolta sorprendenti (come l’enorme plancetta apribile a poppa) e, soprattutto, volumi interni ai vertici assoluti della categoria, tutto questo senza dimenticare un prezzo più che ragionevole, ecco che la vittoria appare chiara e meritatissima.

Il Bavaria 46
Il Bavaria 46

DEN // BadNyt, Morten Brandt

Bavaria Yachtbau has made it to their business strategy to give much boat for a low cost which is indeed what the 46 does. It is another honest boat that for sure will fulfill the need for family cruising and be an attractive boat for the charter market. The boat sails remarkably well considering the high weight but what is more important the level of the craftsmanship both interior and exterior will put pressure on the rest of the builders and become a model for how to combine price and quality”.

(Vanni Galgani)

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here