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Singapore- Lo Stretto di Malacca potrebbe essere l’ultimo ostacolo per Team Dongfeng verso una vittoria meritata e storica, arrivare nella sua Sanya come vincitore della terza tappa della Volvo Ocean Race. Solo che le 500 infide miglia dello Stretto tra Sumatra e la costa Thai prima e malese poi, sono una grande incognita. Non solo si tratta di uno dei canali con il maggior traffico mercantile al mondo, ma è anche un tratto di mare dove la meteo è variabile e capricciosa con venti instabili, che potrebbero “bruciare” un margine anche consistente in poche ore.Dongfeng naviga nello Stretto di Malacca dalla mattinata di ieri e dopo una prima fase velocissima sta ora affrontando condizioni difficili.

Dongfeng, leader della Leg 3 sion da Abu Dhabi. Foto Greenfield
Dongfeng, leader della Leg 3 sion da Abu Dhabi. Foto Greenfield

Al rilevamento delle 13:40 CET, infatti, le otre 100 miglia di vantaggio che i franco-cinesi avevano accumulato negli ultimi giorni sono scese a 79,3 su Mapfre e 82,6 su Alvimedica, ma ciò che conta di più è la velocità, che per Charles Caudrelier e compagni è scesa a 2 nodi mentre per gli inseguitori è ancora oltre i 10 nodi.

Charles Caudrelier, skipper di Dongfeng: “Ovviamente siamo contenti, ormai siamo in testa da 13 giorni, ma siamo anche molto tesi. Sogniamo di vincere, ma cerchiamo di non pensare troppo al fatto di poter arrivare per primi “a casa”. Questo passaggio dello stretto ci preoccupa, e la tappa non ci sono dubbio che si deciderà proprio qui.”

Dongfeng dovrà affrontare venti insesistenti almeno per le prossime 48 ore, ma con una discesa verso Singapore che si annuncia quanto mai complessa. Gli inseguitori, peraltro, sembrano destinati a fare la stessa fine, con un vero e proprio “lago” senza vento nell’imbuto di Malacca. I navigatori dovranno affidarsi, quindi, a nuvole locali o a brezze costiere, se mai ci saranno.

Le posizioni alle 12:40 UTC di oggi con il poco vento previsto per le 12:40 UTC di domani martedì 20 gennaio
Le posizioni alle 12:40 UTC di oggi con il poco vento previsto per le 12:40 UTC di domani martedì 20 gennaio

L’onboard reporter di Team Alvimedica, Amory Ross, nel suo blog odierno ha commentato: “Sembra abbastanza ironico che nel primo giorno nello stretto di Malacca e della frenesia da AIS, noi abbiamo scelto una opzione non convenzionale separandoci dalla flotta e non abbiamo fatto caso agli schermi degli strumenti. E’ stata una combinazione di scelta e anche di un po’ di fortuna, quel salto di vento. Per il momento ci godiamo il rischio di correre da soli, il potenziale di guadagno è interessante e ci da forza per continuare a spingere a fondo. Pensiamo di essere veloci di bolina e speriamo di riuscire ad arrivare a Singapore con la testa della flotta perché come dice Alberto (Bolzan) le sensazioni sono buone per il resto della tappa verso nord e verso Sanya.”

Carlos Hernández a bordo di MAPFRE: “Siamo entrati in uno dei tratti più difficili di questa tappa. Dobbiamo passare nel canale e siamo tutti vicini. Dobbiamo decidere se stare a destra o a sinistra, in funzione del vento che ci sarà, ma non è facile da capire. C’è molto traffico e questo non ti permette di navigare bene. Vediamo che succederà, per il momento siamo secondi, stiamo tutti bene e vogliamo difendere questa posizione, evitando che qualcuno ci superi.”

Team Brunel al passaggio da Pulau Weh, ingresso dello Stretto di Malacca. Foto Coppers
Team Brunel al passaggio da Pulau Weh, ingresso dello Stretto di Malacca. Foto Coppers

Gonzalo Infante, meteorologo della regata, in un interessante articolo sul sito web dell’evento ha cercato di spiegare quali possano essere le scelte dei team per navigare nello stretto, di pianificare una strategia malgrado le condizioni difficili da prevedere. Infante spiega che la sola parte del canale dove gli equipaggi hanno la possibilità di opzioni è quella iniziale, più ampia ma che una volta giunti nella parte più stretta, potrebbe essere la fortuna il fattore determinante. Inoltre Infante spiega come il vento di monsone abbia la tendenza ad aumentare e a virare verso est, prima di venire bloccato dalle alture della Malesia. Riuscire ad utilizzare questa brezza il più a lungo possibile è dunque molto importante. Sotto la costa di Sumatra, il vento è molto instabile e dunque non sembra una scelta positiva avvicinarvisi, a meno che non si sia alla ricerca di venti termici locali. Inoltre nel canale è presente una corrente, che va da 1 a 3 nodi, che si muove in direzione nord-ovest ma in maniera non omogenea, ed è quindi un altra variabile rilevante come lo è la possibilità di temporali, da tenere sotto osservazione sui radar di bordo. Più avanti, la flotta dovrà anche rispettare una zona di esclusione dal canale, creata per evitare le zone dove è più intenso il traffico mercantile.

Secondo le ultime proiezioni, i leader potrebbero giungere a Sanya martedì 27 gennaio.

www.volvooceanrace.com

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