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Singapore- Neanche venti infidi, piovaschi, correnti, pescherecci, navi e rifiuti galleggianti di ogni genere fermano l’avanzata di Team Dongfeng verso il successo nella terza tappa della Volvo Ocean Race. Dopo che nella giornata di martedì, Dongfeng aveva visto gli inseguitori avvicinarsi fino a una ventina di miglia, questa mattina alle 7:40 CET, dopo il prevedibile “effetto elastico”, Charles Caudrelier e compagni hanno di nuovo un vantaggio di 80 miglia sul gruppetto di Abu Dhabi, a 80,6 miglia, Mapfre a 81,1 miglia, Alvimedica a 82,4 e Brunel a 82,7. Team SCA chiude a 121 miglia.

Traffico a Malacca da bordo di Mapfre. Foto Vignale
Traffico a Malacca da bordo di Mapfre. Foto Vignale

Dongfeng si è portato sotto la costa malese, ritrovando vento con medie attuali sui 10 nodi. Il gruppo degli inseguitori sta navigando su quella stessa rotta, con ridottissime chance di recupero. Per la giornata di oggi è previsto il passaggio dal “mega-parcheggio” navi di Singapore e poi l’ingresso nel Mar Cinese Meridionale per la bolina finale verso Sanya, con un’ETA previsto per il 27 gennaio. 1.192 le miglia ancora da percorrere per Dongfeng, che sta conducendo con grande autorità questa tappa candidandosi a questo punto come uno dei grandi favoriti per la vittoria finale nella Volvo. Non dimentichiamo che Caudrelier faceva parte del team vincente su Groupama di Franck Cammas nella scorsa edizione del giro del mondo.

Barbe lunghe nei Mari di Sandokan per i velisti di Azzam. Foto Knighton
Barbe lunghe nei Mari di Sandokan per i velisti di Azzam. Foto Knighton

Sulle condizioni di navigazione nello Stretto di Malacca, uno dei mari più trafficati e inquinati del Pianeta, sono significative le parole dell’Onboard reporter di Mapfre Francisco Vignale: “Benvenuti nel mare a ostacoli. Navi, barche da pesca, rami, alberi, spazzatura, boe, reti, pezzi di plastica, scarpe, sandali, legni, ancore, cime, catene, vele, barche a vela, carbonio, umani, stress, vento, bonaccia, pioggia, mare, competizione, urla… La quantità di cose che galleggiano in mare fa impressione, mi avevano detto che questa è una zona inquinata ma non avrei mai creduto che la situazione fosse così terribile. Durante la notte pezzi di plastica e reti restano impigliati nella chiglia e abbiamo anche urtato un paio di tronchi, continuiamo a alzare le derive per togliere le cose che ci rimangono attaccate. I ragazzi controllano di continuo i timoni. E’ un mare davvero pieno di ostacoli.”

Alberto Bolzan dalla bonaccia di Malacca:

A volte con la corrente contraria capita anche di dover dare ancora:

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