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Sanya, Cina- Team Dongfeng entra nel Mar Cinese Meridionale con una quarantina di miglia di vantaggio e inizia la lunga bolina che lo porterà nella sua Sanya, porto di arrivo della terza tappa della Volvo Ocean Race. Dongfeng ha dovuto affrontare un’altra avaria, l’ennesima del suo giro del mondo, anche questa prontamente risolta dagli uomini di Charles Caudrelier.

Questa volta si è verificata la rottura del punto d’attacco della scotta del J1, il fiocco uno utilizzato in bolina, andatura in cui sono impegnati ora i team. Senza scotta, la grande vela con una superficie di ben 132 metri quadrati, è risalita lungo lo strallo di prua e ha costretto i velisti a una riparazione immediata. I due francesi Kevin Escoffier, vero “aggiustatutto” del team e Eric Péron in poco più di trenta minuti sono riusciti a trovare una soluzione temporanea, con uno stroppo di rispetto che ha permesso di issare di nuovo la vela. Escoffier sta lavorando per trovare una soluzione più a lungo termine, grazie anche alle indicazioni fornite via email dai responsabili delle vele del Boatyard, il centro di assistenza unificato della regata.

Dongfeng al passaggio da Singapore. Foto Greenfield
Dongfeng al passaggio da Singapore. Foto Greenfield

Lo skipper Charles Caudrelier ha detto: “Quello che è successo a bordo è stata un messaggio, ammesso che ne avessimo bisogno, di conferma per noi e per coloro che ci seguono da terra, che abbiamo ancora una strada lunga e difficile, prima di finire questa tappa. Ovviamente siamo felici di avere un buon vantaggio, ma siamo consci del fatto che potrebbe svanire in fretta per un problema meccanico come questo o per molti altri.”

Il video della rottura e della riparazione:

Al rilevamento delle 15:55 UTC di oggi Dongfeng naviga in bolina mure a dritta con circa 15-17 nodi di vento, in perfetta copertura sugli inseguitori. Il più vicino è Abu Dhabi, distante 45,5 miglia. Alvimedica è terzo a 50,5 miglia e precede di poche decine di metri Brunel (50,6). Mapfre è ridisceso al quinto posto, a 54,5 miglia. Chiude Team SCA a 114,1 miglia. Per Dongfeng ancora 892 miglia prima dell’arrivo a Sanya (Isola di Hainan, Cina), previsto a questo punto per il 27 gennaio.

Sulla difficoltà di navigare nei mari di “Sandokan”, da Mapfre l’Onboard reporter Francisco Vignale: “Ieri siamo rimasti vittime degli ostacoli e siamo finiti in coda alla flotta…Nell’ultimo tratto di Malacca c’era un numero incredibile di barche da pesca, se ne potevano vedere due ogni 500 metri, e ognuna aveva steso reti lunghe fino a due chilometri. Le boe sono praticamente impossibili da vedere, perchè sono bianche, a un’estremità c’è una piccola bandierina e dall’altra il peschereccio. Si cerca di non entrarci, anche perché per questi pescatori rappresentano la vita e noi non potremmo far altro che tagliarle. Eravamo in seconda posizione, poco distanti da Abu Dhabi e Alvimedica e siamo stati i primi a trovare le reti, abbiamo cercato di evitarle e di avvisare gli altri del pericolo. Abbiamo dovuto fare tante manovre e quindi Abu Dhabi, Alvimedica e Brunel ci hanno passato. E’ stato frustrante…. Ma come dice il nostro navigatore Jean-Luc Nélias: “Abbiamo ancora sei giorni duri, quindi è importante navigare bene, tenere la posizione e recuperare miglia.”

L'enorme traffico mercantile a Singapore sull'AIS di Alvimedica. Foto Ross
L’enorme traffico mercantile a Singapore sull’AIS di Alvimedica. Foto Ross

Il bordeggio nel Monsone proseguirà nei prossimi tre giorni, superando il Golfo di Thailandia e lasciando a dritta le Isole Spratly, arcipelago poco cartografato ma assai conteso tra Vietnam, Cina, Malesia, Taiwan, Brunei e Filippine per la ricchezza dei suoi giacimenti petroliferi. Alcuni atolli e semplici reef sono addirittura fortificati.

www.volvooceanrace.com

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