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Genova Voltri- Lo scafo danneggiato di Team Vestas è arrivato questa mattina al porto di Genova Voltri a bordo di una nave della Maersk Lines. Il Volvo Ocean 65 sarà portato con un trasporto stradale in giornata a Persico Marine (Nembro, Bergamo) per la fase ricostruzione. L’obiettivo dichiarato dal team dello skipper Chris Nicholson, presente a Genova, è riprendere la regata a partire dalla tappa di Lisbona, ovvero per la fase finale del giro del mondo.

Ecco le nostre foto scattate a Voltri:

Chris Nicholson oggi a Voltri con gli interni danneggiati di Team Vestas. Foto Giuffrè
Chris Nicholson oggi a Voltri con gli interni danneggiati di Team Vestas. Foto Giuffrè
La poppa completamente aperta
La poppa completamente aperta
La coperta e il pozzetto
La coperta e il pozzetto

Questo il resoconto della mattinata dal nostro inviato Mauro Giuffrè:

La rincorsa di Team Vestas passa dall’Italia, dal terminal VTE di Genova-Voltri prima e poi verso Nembro (Bergamo), destinazione Persico Marine, dove i tecnici del cantiere italiano insieme agli uomini di Vestas e con la supervisione di Volvo Ocean Race cercheranno l’impresa: riportare in regata il VO65 naufragato sul reef durante la tappa da Cape Town ad Abu Dhabi.

L’impresa non è semplice, la tempistica è difficile, ma la sfida è affascinante: è per questo che a Genova è arrivato lo skipper Chris Nicholson in persona, accompagnato dallo shore manager Neil Cox e dal capoturno italo-argetino Maciel Cicchetti, presente anche l’on board reporter Brian Carlin che in questi mesi sarà integrato a tutti gli effetti nell’ufficio comunicazione di Vestas. Ad accogliere la stampa è stata Mirella Vitale, vice presidente e responsabile Global Marketing e Market Intelligence per l’azienda Vestas, leader nel mondo per i sistemi eolici.

L’intervista a Maciel Cicchetti con le immagini del relitto:

Il nostro focus sulla rincorsa di Team Vestas parte proprio da lei: Mirella Vitalle trasmette e comunica tutta la voglia dell’azienda di prendersi una rivincita dopo il naufragio e di non volere interrompere la storia del marchio nella Volvo Ocean Race: “Il New York Times ci ha inserito tra i top 20 perdenti nel mondo dello sport nel 2014. Noi vogliamo cancellare quest’idea e il nostro ritorno in regata serve anche a questo oltre che a proseguire una storia interrotta così bruscamente. Come ha detto Nico (Chris Nicholson) i sogni si rompono ma si ricostruiscono anche, e noi siamo qui per questo. Decidendo di fare la Volvo, Vestas sapeva che potevano esserci scenari di crisi importanti, certo era difficile immaginare fino a questo punto, ma eravamo preparati. Il ritorno di immagine c’è nonostante il naufragio, e sarà ancora maggiore se torneremo in acqua a Lisbona”.

Chris Nicholson nel frattempo, casco anti infortunio in testa, fa gli onori di casa, parla con la stampa e lo fa col piglio di chi resta leader, ma alla nostra domanda su quanto sia stato difficile sbarcare il navigatore Wouter Verbraak non possiamo non notare in lui un’espressione di autentica tristezza:
“E’ stata una delle decisioni più difficili che abbia dovuto prendere e lo è stata anche per i ragazzi dell’equipaggio, siamo uniti e molto amici. Adesso non posso sbilanciarmi su chi sarà il prossimo navigatore, non voglio alimentare chiacchiere, il nostro obbiettivo principale è lavorare tutti per ricostruire la barca, questo è il nostro impegno fondamentale.  Arriverà il momento del nuovo navigatore, ma prima di tutto dobbiamo pensare alla barca”.

La nostra visita al ventre di Team Vestas è stata guidata dall’italo argentino Maciel Cicchetti, capoturno a bordo del VO65 e di guardia nella drammatica notte dell’impatto sul reef. Sorriso sereno, idee chiare, grandi motivazioni, Cicchetti ci spiega quali saranno le parti da ricostruire e quali invece potranno essere riutilizzate: “lo scafo è molto danneggiato, gli uomini di Persico hanno già fatto un sopralluogo quando la barca è arrivata in Malesia, confermando tutta la criticità della situazione dell’opera viva. Vedremo cosa si potrà fare, non possiamo dirlo subito e non sono un tecnico che ha le competenze per fare delle previsioni. Sicuramente la coperta è la parte meno danneggiata, anzi in buone condizioni. L’albero verrà invece rifatto da Southern in Nuova Zelanda. Aspettiamo analisi più approfondite, ma al rientro in regata ci crediamo fortemente e lo vogliamo tutti, anche per Vestas che se lo merita”. (Mauro Giuffré)

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