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Grosseto- Si conclude quindi con 16 anni di reclusione e l’interdizione per cinque anni dalla carica di comandante di nave per Francesco Schettino, la prima fase del Processo per il naufragio della Costa Concordia. Il processo di primo grado, la cui sentenza è stata letta dal giudice Giovanni Puliatti ieri sera nell’aula allestita nel Teatro Moderno a Grosseto, si è concluso quindi con 10 anni in meno rispetto ai 26 chiesti dai Pubblici Ministeri Maria Navarro, Alessandro Leopizzi e Stefano Pizzi.

Giglio Porto in un tramonto di leggero grecale, come nella tragica sera del 13 gennaio. Foto Carlo Borlenghi
Giglio Porto in un tramonto di leggero grecale, come nella tragica sera del 13 gennaio. Foto Carlo Borlenghi

Niente carcere, quindi, al momento per Schettino, che non era in aula alla lettura della sentenza, in quanto il collegio ha respinto la richiesta dato che non esisterebbe il pericolo di fuga. In più l’interdizione per 5 anni dalla carica di comandante di nave, per 4 mesi dalla professione di comandante e perpetua dai pubblici uffici.

I 16 anni decisi dal Tribunale sono la somma dei 5 anni per il reato di disastro colposo, dei 10 anni per gli omicidi plurimi colposi e dell’anno per il reato di abbandono di persone minori o incapaci. Non è stata invece riconosciuta l’aggravante del naufragio colposo e quella della colpa cosciente per gli omicidi plurimi colposi.

I piemme si sono dichiarati soddisfatti, mentre i legali di Schettino hanno annunciato “una attenta lettura della sentenza e il ricorso in appello”.

Arriva, quindi, la condanna del Tribunale che certifica il comportamento non conforme ai doveri di un comandante in quella tragica notte del 13 gennaio 2012, fatti che erano apparsi evidenti sin da subito per la dinamica di un incidente che sarebbe stato evitato con un normale comportamento marinaresco.

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