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Isole Marianne- Come finiranno le “convergenze parallele” di questa fase iniziale della quarta tappa della Volvo Ocean Race? La scelta nordista di Team Brunel e Team SCA ha un gran vantaggio, un miglior angolo al vento per i prossimi due giorni, il che sui VO65 singifica velocità maggiori di 3-4 nodi, che moltiplicati per 48 ore arrivano a un centinaio di miglia. Lasco a 110° contro traverso stretto a 75° di TWA… la partita potrebbe tra 48-72 ore dare una risposta positiva a Brunel, anche se Ian Walker su Abu Dhabi sta tirando al massimo e alle 19:55 di sabato aveva portato a 23,8 le miglia di vantaggio su Mapfre e a 24,3 quelle su Dongfeng. Alvimedica è a 32,8. Brunel ha 60 miglia di ritardo, ma pare appunto destinato a recuperare nei prossimi due giorni. La distanza laterale si va riducendo ma è ancora notevole, 150 miglia, il che lascia margini di incertezza.

Brunel spinge al massimo
Brunel spinge al massimo

Spiega bene la situazione l’Onboard reporter di Azzam Matt Knighton: “Non abbiamo altra scelta che spingerci a sud, il vento sta cominciano a girare. Brunel invece, potrà probabilmente girare verso le Isole Solomone molto più tardi e, soprattutto, avrà un angolo al vento migliore, che gli permetterà di superarci. Però non abbandoniamo la speranza. Ian (Walker, lo skipper) è in coperta al timone e ha quello sguardo particolare, occhi ben aperti e puntati all’orizzonte. Vuole andare a est. Più riusciamo a portarci su una rotta convergente, meglio sarà per noi in seguito. La zona delle calme equatoriali sembra enorme, al momento, e se riusciremo a restare a distanza ravvicinata, avremo buone possibilità. Sul computer c’è la traccia di due rotte, la nostra e quella di Brunel. Come un ragazzino davanti a un videogioco, Ian continua a guardare le due frecce, i diversi modelli meteo e del vento, e poi calcola la distanza fra noi e loro fra quattro giorni…”

Da segnalare su MAPFRE, che ieri è saltata la base di uno degli outrigger, il “buttafuori” (una sorta di tangone corto, montato in coperta a poppa e utilizzato per allargare il punto di scotta nelle andature al lasco). L’equipaggio guidato da Xabi Fernandez si è messo subito al lavoro e dopo cinque ore, in condizioni non certo semplici per effettuare la riparazione con i continui spruzzi di acqua di mare in coperta, è riuscito a risolvere il problema. Nel corso dell’operazione però il giovane Guillermo Altadill Fisher, salito a bordo in questa tappa, si è ferito a un dito e ora ha una vistosa fasciatura e steccatura alla mano, approntata per ridurre il gonfiore e proteggere il dito.

Xabi Fernandez ripara la base dell'outrigger. Foto Vignale
Xabi Fernandez ripara la base dell’outrigger. Foto Vignale

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