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Guam- Team Brunel ha vinto la sua scommessa, e non di poco. Grazie a un angolo al vento reale (TWA) sui 110° megli ultimi due giorni rispetto agli 80° delle barche sudiste, Bouwe Bekking ha macinato miglia su miglia, a quasi 20 nodi di media, superando Abu Dhabi e mettendo molte miglia di vantaggio dietro alla propria poppa. Alle 21:40 UTC di domenica sera sono 53 le miglia di vantaggio di Team Brunel sul primo degli inseguitori, che è appunto Azzam di Ian Walker. Terzo è Mapfre a 58 miglia. Dongfeng e Alvimedica seguono a 65 miglia. Ma ciò che più conta è che adesso Brunel è anche la barca più a sud della flotta, con una distanza laterale di 80 miglia su Abu Dhabi, il che porterà a ulteriori guadagni nelle prossime 24 ore, prima di arrivare nella fascia delle calme equatoriali. Le rotte fino a ieri parallele ora sono diventate convergenti, dimostrazione ulteriore che la scelta strategica di Andrew Cape, il navigatore di Brunel, ovvero andare a nord verso Taiwan, si è rivelata un notevoile successo: più miglia ma molto più veloci grazie a un angolo migliore al vento.

Brunel al massimo della velocità al traverso. Foto Coppers
Brunel al massimo della velocità al traverso. Foto Coppers

Da bordo di Azzam, inoltre l’Onboard reporter di Abu Dhabi Ocean Racing, Matt Knighton ha raccontato che nelle ultime ore la barca ha subito due avarie, prima si è rotto un pezzo dell’aggancio del J1 e oggi il punto d’attacco di un buttafuori. “Su un Volvo 65 ci sono rumori buoni e rumori cattivi, alcuni di quelli cattivi non sono poi così brutti, come il suono stridente di una volante che viene lascata o il fischio del bollitore che segnala che è il tuo turno. Però il suono del buttafuori che si è piegato in due come un grissino ieri? Molto brutto. Un colpo secco, fortissimo che ha svegliato chi era fuori turno e che ha fatto tremare tutta la barca. Pensate di andare al lasco a venti nodi in Pacifico e che diverse tonnellate di energia vengano rilasciate nello spazio di un secondo… uno shock. La distanza fra noi e Dongfeng è aumentata e diminuita come con un effetto elastico, e ogni secondo che abbiamo navigato senza buttafuori ha significato perdere spazio prezioso. Fortunatamente all’ultimo sked (il rilevamento delle posizioni) abbiamo rimesso una decina di miglia fra noi e gli altri. Ian pensa che ci possano essere state delle rotture anche sulle altre barche. Speriamo di non rompere un altro buttafuori, per questa tappa non ne abbiamo portato uno di scorta.”

L’equipaggio femminile di Team SCA, che navigava sulla stessa linea di Team Brunel e in un momento a sole 10 miglia dalla poppa della barca olandese, complici anche due avarie a bordo, ha purtroppo perso un po’ di terreno e ora occupa la sesta piazza, essendo ancora la barca più a nord. Anna-Lena Elled, l’onboard reporter della barca magenta nel suo blog quotidiano racconta così l’umore a bordo: “E’ passata una settimana dalla partenza, abbiamo avuto delle belle giornate di navigazione e stiamo cominciando a stabilire la nostra routine. La vita a bordo procede senza intoppi. Abbiamo cambiato un po’ di vele, quindi si è dormito poco, ma siamo veloci e finalmente andiamo nella direzione giusta, quindi l’umore è ottimo. Il vento è molto ballerino, va e viene da direzioni diverse. A volte sembra di essere completamente fermi, a volte si avanza a venti nodi. Sembra che avremo questo tipo di condizioni anche per i prossimi due giorni. Ci sono ancora tante miglia da fare e le contiamo, una a una.”

Si tratta di posizioni intermedie visto che i leader distano 3.380 miglia dal traguardo ma che sono significative per l’approccio alla zona delle calme equatoriali, ancora distante mille miglia, ma che si presenta molto estesa. Entrarvi con un certo angolo e margine potrebbe essere un grande vantaggio. Da notare che Team Brunel ha fatto segnare anche la migliore percorrenza sulle 24 ore in questa quarta tappa, con 460 miglia.

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